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Il nodo della pianificazione
Il Salento leccese rischia, anno dopo anno, di concentrare una quota sempre maggiore di attività legate al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti speciali, pericolosi e non. È l’allarme contenuto nel documento sottoscritto da numerose associazioni salentine impegnate sui temi della salute e dell’ambiente, che sollecitano una diversa pianificazione regionale.
Nel comunicato viene richiamata anche la sentenza del 30 gennaio 2025 con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo ha riconosciuto la responsabilità del governo italiano per la violazione degli articoli 2 e 8 della Convenzione in relazione all’inquinamento diffuso nella Terra dei fuochi. Le associazioni pongono inoltre la questione del rapporto tra procedimenti autorizzativi, tutela della salute e normativa ambientale.
Nel mirino finisce anche la delibera regionale n. 130 dell’11 febbraio 2025 che, secondo quanto riportato nel documento, prospettava il rischio di “rifiuti in strada” e prevedeva, oltre alla riapertura delle discariche di Corigliano e Ugento, il ricorso all’incenerimento nei cementifici di circa il 40 per cento di Css.
A questo quadro si sono aggiunte, durante il mese di agosto, alcune ordinanze adottate da Comuni del centro Salento con cui è stata sospesa a tempo indeterminato la raccolta della plastica «per saturazione degli impianti». Una situazione che, secondo le associazioni, avrebbe avuto ripercussioni anche sull’economia turistica locale.
I roghi e gli impianti sul territorio
Il documento richiama poi gli incendi che hanno interessato aree verdi, pinete e siti industriali di trattamento dei rifiuti. In particolare viene citato il rogo del 29 agosto sviluppatosi nei pressi dell’ex discarica Castellino, tra Nardò e Galatone. Nel comunicato si precisa che non è stato possibile stabilire con certezza se le fiamme abbiano interessato il corpo dell’ex discarica o le tubazioni dell’impianto del depuratore Tre Fornelli, geograficamente vicino al sito. L’incendio ha comunque sprigionato consistenti colonne di fumo nero.
Nella stessa giornata, sempre secondo quanto riportato dalle associazioni, sono andati in fumo 12mila metri quadrati di ecoballe di plastica accatastate nel deposito di Enotecnica a Lequile. Il documento richiama inoltre il report 2025 di Assorimap, relativo alla situazione economica delle aziende impegnate nel riciclo e nella rigenerazione delle materie plastiche.
Le associazioni pongono quindi l’attenzione anche sui rifiuti industriali e sulle attività presenti nel territorio provinciale, chiedendo chiarimenti alla Provincia di Lecce e alla Regione Puglia rispetto alla pianificazione e alle autorizzazioni per nuovi impianti.
Secondo le analisi riportate nel comunicato, definite dagli stessi firmatari “non esaustive”, sul territorio sarebbero presenti oltre 42 aziende che immagazzinano rifiuti pericolosi e non e negli impianti di trattamento e stoccaggio verrebbero accolte e processate complessivamente circa tre milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno. Vengono inoltre citati i 17 nuovi impianti di cogenerazione dei fanghi per biogas che Aqp intenderebbe avviare in Puglia, sei dei quali tra Copertino, Maglie, Lecce, Gallipoli, Nardò e San Cesario.
Le richieste alle istituzioni
Da qui la richiesta di intervenire sulla gestione complessiva del ciclo dei rifiuti. Le associazioni indicano come soluzione la necessità di «ridurre la produzione di rifiuti, adottando le linee guida contenute nel progetto “Rifiuti Zero” di Zero Waste Italy», già deliberato, secondo il comunicato, da diversi Comuni, tra cui Galatina.
Tra le richieste avanzate figurano l’abrogazione della delibera regionale n. 130 e l’apertura di un confronto con le parti sociali interessate, la revisione delle autorizzazioni concesse per qualsiasi forma di coincenerimento e uno studio urgente sulla qualità delle matrici ambientali alla luce delle fonti industriali e dei recenti incendi negli impianti di rifiuti.
Vengono inoltre sollecitate un’indagine epidemiologica approfondita in tutta la provincia di Lecce, una moratoria sui nuovi impianti e sul potenziamento di quelli esistenti e la verifica dei piani di sicurezza per la cittadinanza e dei piani antincendio, da adeguare ai cambiamenti climatici in corso.
Il comunicato è stato inviato agli uffici competenti della Regione Puglia, della Provincia di Lecce, dell’Arpa, dell’Asl, della Prefettura e della Procura, oltre che a tutti i Comuni della provincia di Lecce.
Le associazioni firmatarie
Il documento è sottoscritto da WWF Salento, Comitato Prevenzione Incendi Salento, Comitato No Burgesi ODV, Forum Amici del Territorio E.T.S, ISDE-Medici per l’Ambiente, Associazione Medici per l’Ambiente – sezione di Lecce, Coordinamento Civico Ambiente e Salute Prov. di Lecce, NoiAmbiente e Beni Culturali di Noha e Galatina, Forum Ambiente e Salute – Lecce, Nuova Messapia di Soleto, Natural-mente No Rifiuti di Collemeto, Galatone Bene Comune, Salento km0, Magma APS di Corigliano d’Otranto, Associazione Amanti della Natura – Ugento, Associazione Bianca Guidetti Serra, Zero Waste Italy – Lecce e Provincia, Circolo Tandem – Leverano, Spazi popolari, Salviamo gli ulivi del Salento, Coordinamento per gli Alberi e il verde urbano di Lecce, Comitato No Nato No Riarmo – Salento, Associazione Futura Casarano.




