La sicurezza alimentare riguarda la collettività intera che molto spesso, presa dagli impegni quotidiani e da una pressoché generalizzata noncuranza in tema di alimentazione trascura i possibili rischi per la salute umana in particolare quando gli interessati sono direttamente i bambini. Ormai da tempo come componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, l’avvocato leccese Giovanni D’Agata si occupa di segnalare le più recenti ricerche sul tema al fine di poter stimolare gli istituti preposti ai controlli per interventi a garanzia e protezione della salute dei cittadini. Non da ultimo, vale la pena porre all’attenzione della cittadinanza e delle suddette Autorità nazionali ed europee, la questione che è stata rilevata da poco dall’European Food Safety Authority (EFSA), l’Agenzia Europea che si occupa dei controlli nella stessa materia sotto l’egida della Commissione Europea, che ha dichiarato in una nota ufficiale che ritiene che il piombo presente nei prodotti alimentari può rappresentare un rischio per lo sviluppo del cervello dei bambini, mentre i rischi per la maggior parte degli adulti sono bassi o trascurabili. Un gruppo di esperti sui contaminanti ha valutato gli attuali livelli di esposizione al piombo attraverso gli alimenti e altre fonti su richiesta della Commissione Europea, non ha potuto però impostare un livello al di sopra del quale il piombo negli alimenti potrebbe innescare problemi di salute, si legge nel rapporto. L’esposizione umana al piombo, un inquinante ambientale che si trova in natura avviene attraverso le attività umane come l’estrazione, fusione e produzione di batterie, può anche avvenire attraverso il cibo, aria, acqua, terreno e la polvere. Il gruppo di esperti scientifici ha considerato cereali, ortaggi e acqua come gli elementi che contribuiscono maggiormente alla esposizione al piombo per la maggior parte degli europei. L’esposizione non alimentare al piombo è stata considerata di minore importanza per gli adulti, anche se la polvere di casa e il terreno possono essere importanti fonti di esposizione per i bambini. Secondo l’avv. D’Agata, il Ministero della Salute e dello Sviluppo Economico dovrebbero attivarsi per favorire tali strategie virtuose di riduzione della concentrazione di piombo nell’indotto alimentare.



