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In un tempo in cui ogni cosa sembra destinata a scomparire nello spazio di uno schermo, Montesano Salentino ha scelto di consegnare la propria memoria alla pietra.
La nuova statua dedicata a San Donato è stata inaugurata in tempo per i festeggiamenti in onore del Patrono, rispettando l’impegno assunto dal sindaco Giuseppe Maglie. Un’opera attesa, accolta dalla comunità nel corso di una serata intensa, attraversata dalla fede, dalla gratitudine e da un sentimento di appartenenza che ha riunito cittadini, autorità e rappresentanti religiosi.
La cerimonia ha accompagnato lo svelamento di un monumento destinato a entrare nel paesaggio quotidiano di Montesano Salentino e, insieme, nel patrimonio simbolico del territorio.
UN NUOVO SEGNO PER LA COMUNITÀ
La statua accoglierà quanti raggiungeranno Montesano, offrendo un’immagine riconoscibile della devozione che lega il paese al suo Santo Patrono. Un punto di riferimento pensato per i fedeli, per i visitatori e per chiunque si trovi a passare dinanzi all’opera.
«D’ora in poi questa splendida opera accoglierà fedeli, visitatori e passanti, diventando un punto di riferimento e un simbolo della nostra identità, della nostra storia e delle nostre radici», ha sottolineato il sindaco Giuseppe Maglie, «un patrimonio prezioso per tutti i montesanesi e, al tempo stesso, un’opera d’arte di inestimabile valore che impreziosirà il territorio salentino e ne rappresenterà uno dei più significativi simboli».
Parole che affidano alla statua una funzione capace di andare oltre il valore artistico: raccontare la comunità, conservarne la storia e rendere visibile quel legame con San Donato che accompagna da generazioni la vita religiosa e civile del paese.
DALLA GENEROSITÀ DEI FEDELI ALLA MAESTRIA DEGLI ARTISTI
La realizzazione del monumento è stata possibile grazie al contributo di quanti hanno sostenuto il progetto e al lavoro degli artisti e delle maestranze coinvolte. Il sindaco ha voluto ricordarli uno per uno, riconoscendo il ruolo svolto dalla comunità e da chi ha trasformato l’idea iniziale in un’opera compiuta.
Il primo cittadino ha ringraziato «tutti i fedeli che, con la loro generosità, hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto. Grazie agli scultori Fratelli Marcello e Antonio Margarito e a Luigi Corvaglia, che con la loro straordinaria maestria hanno saputo trasformare un’idea in un’opera destinata a sfidare il tempo.
Grazie al Comitato Festa 2018-2023 per la generosa donazione, alla Ditta Rizzello Antonio per aver curato la posa in opera del monumento e a tutti coloro che, con impegno, passione e spirito di servizio, hanno contribuito a rendere realtà questo meraviglioso sogno».
La serata ha rappresentato anche un momento di condivisione istituzionale. Alla cerimonia hanno preso parte autorità religiose, amministratori e rappresentanti delle forze dell’ordine, chiamati a testimoniare la vicinanza a una comunità raccolta attorno al proprio Patrono.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto «a S.E. Mons. Vito Angiuli, al Presidente della Provincia Fabio Tarantino, ai Sindaci presenti, al maresciallo D’Aversa, a Don Rocco, e a tutti coloro che hanno condiviso con noi questo momento così significativo».
UNA PIETRA CONTRO IL TEMPO CHE FUGGE
Nel suo intervento, Giuseppe Maglie ha inserito l’inaugurazione in una riflessione più ampia sul presente e sulla necessità di lasciare testimonianze capaci di resistere alla rapidità con cui immagini, parole e contenuti vengono consumati.
«Viviamo in un tempo in cui tutto sembra destinato a essere virtuale e fugace», riflette il sindaco, «noi, invece, abbiamo scelto di lasciare un segno tangibile: una pietra che racconta la nostra fede, la nostra storia e il nostro senso di appartenenza. Perché i contenuti digitali scorrono e svaniscono, mentre le opere costruite con sacrificio, amore e devozione restano, attraversano le generazioni e continuano a raccontare l’anima di una comunità».
Il monumento diventa così il punto d’incontro fra passato e futuro: custodisce ciò che Montesano Salentino ha ricevuto dalle generazioni precedenti e lo consegna a quelle che verranno. Una presenza concreta, chiamata a ricordare ogni giorno il rapporto fra devozione, storia locale e identità collettiva.
Giuseppe Maglie si è congedato con un auspicio: «Che questo monumento possa essere, oggi e per il futuro, un segno di fede, di speranza e di appartenenza, capace di ricordare a tutti le nostre radici e di custodire l’identità della nostra terra».
Da oggi, a Montesano Salentino, la memoria ha il volto di San Donato. E resta lì, mentre tutto il resto continua a scorrere.







