Sanità, nuove regole contro le attese: la Regione mette altri 20 milioni

Il cittadino non dovrà più essere lasciato solo davanti a un’agenda piena. È questo uno dei principi attorno ai quali la Regione Puglia ha costruito il secondo capitolo del programma destinato a ridurre i tempi di accesso a visite, esami e ricoveri. La Giunta ha dato il via libera alle nuove misure accompagnandole con 20 milioni di euro aggiuntivi, risorse che serviranno a sostenere le attività fino alla fine dell’anno.

Il cambio di passo riguarda soprattutto le situazioni nelle quali il sistema sanitario non riesce a rispettare la priorità indicata sulla prescrizione. In presenza di tempi incompatibili con la classe assegnata, il paziente entrerà in un circuito gestito direttamente dall’Asl: sarà registrato e successivamente richiamato dall’azienda per individuare una soluzione alternativa. La tempistica del contatto varierà a seconda dell’urgenza della prestazione.

L’obiettivo è quindi spostare una parte della responsabilità della ricerca dell’appuntamento dal singolo assistito all’organizzazione sanitaria.

Più ore per recuperare l’arretrato

Le aziende sanitarie dovranno ora rivedere i propri programmi e stabilire entro il 14 settembre quante prestazioni già fuori dai tempi ordinari potranno essere recuperate. La precedenza andrà alle richieste più urgenti e ai ricoveri che appartengono alle classi con priorità maggiore.

Per aumentare la capacità di risposta, la Regione chiede un utilizzo più ampio delle strutture disponibili. Ambulatori e blocchi operatori dovranno essere organizzati su una fascia di almeno dodici ore quotidiane, distribuendo l’attività tra mattina e pomeriggio e ricorrendo, dove necessario, anche alle giornate del fine settimana.

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Contemporaneamente sarà rafforzato il richiamo dei pazienti prima dell’appuntamento. Il sistema servirà anche a individuare tempestivamente rinunce e assenze, consentendo di riassegnare rapidamente gli spazi che altrimenti resterebbero inutilizzati.

Ogni azienda sanitaria dovrà inoltre tenere sotto controllo quantità di prestazioni effettuate, modalità organizzative e spesa sostenuta, trasmettendo periodicamente i risultati.

Meno passaggi per chi è già in cura

Un’altra modifica riguarda il rapporto tra paziente, specialista, medico di famiglia e Cup. La Regione vuole separare con maggiore chiarezza chi accede per la prima volta a una prestazione da chi è già inserito in un percorso di cura.

Quando si tratta di controlli successivi, sarà lo specialista che segue il paziente a programmare, per quanto previsto dal percorso assistenziale, gli appuntamenti necessari. In questo modo si punta a eliminare una parte dei passaggi burocratici che oggi costringono molte persone a tornare dal medico di base per ottenere una nuova prescrizione prima di poter prenotare.

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La stessa logica sarà applicata ai pazienti cronici, per i quali dovranno essere predisposte agende e modalità di accesso più aderenti alla continuità delle cure.

La rete si allarga sul territorio

La strategia regionale prova inoltre a distribuire una quota maggiore dell’assistenza fuori dagli ospedali tradizionali. Case di comunità e ospedali di comunità dovranno essere coinvolti stabilmente nell’erogazione di visite e prestazioni, così da ampliare i punti ai quali il cittadino può rivolgersi.

Il provvedimento interviene anche sui ricoveri programmati, indicando le soglie temporali da rispettare: trenta giorni per la classe A, sessanta per la B, 180 per la C e fino a un anno per la D.

Alle direzioni sanitarie viene chiesto, in sostanza, di riorganizzare spazi e personale sulla base della domanda effettiva, evitando che sale operatorie e ambulatori restino sottoutilizzati per una parte della giornata.

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Corsia facilitata per oncologici e fragili

Una tutela rafforzata viene prevista per chi affronta una patologia oncologica, per le persone affette da malattie rare e per i pazienti in condizioni di particolare fragilità.

In presenza di un sospetto diagnostico o di una malattia già accertata, le Asl dovranno costruire percorsi in grado di accompagnare il paziente lungo gli esami e gli approfondimenti necessari, riducendo il ricorso alle prenotazioni separate.

Lo stesso principio riguarda le prestazioni che devono essere effettuate entro determinate finestre temporali, come quelle legate alla gravidanza o all’età evolutiva, per le quali dovranno essere utilizzate agende dedicate.

Per le cure direttamente riferibili a una patologia oncologica e collegate all’esenzione 048, il modello previsto è quello della presa in carico complessiva, evitando il normale passaggio attraverso il Cup.

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Sotto esame anche le prescrizioni

La Regione intende intervenire anche sull’origine della domanda sanitaria. Nasce per questo un organismo dedicato all’appropriatezza delle prescrizioni, coordinato da Aress Puglia insieme al Dipartimento Salute.

Il nuovo tavolo riunirà rappresentanti delle aziende sanitarie, medici di medicina generale e Ordini professionali e dovrà entrare in funzione entro il 21 settembre. Fra i suoi compiti ci saranno la lettura dei dati prescrittivi, il confronto sull’attribuzione delle priorità e la definizione di criteri più uniformi tra territori e professionisti.

La seconda fase arriva dopo una sperimentazione che aveva previsto inizialmente il recupero di 124.320 prestazioni. Alla chiusura del primo ciclo, il 30 giugno, i dati regionali indicavano 231.435 assistiti contattati e 157.176 prestazioni recuperate.

Ora il banco di prova sarà un altro: capire se l’aumento temporaneo delle prestazioni riuscirà a diventare una diversa organizzazione ordinaria della sanità pugliese, evitando che l’arretrato ricominci a crescere una volta esaurita la spinta straordinaria.

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