Sanità, via libera alle assunzioni: la Asl Lecce aveva chiesto 180 nuovi ingressi

Via libera alle nuove assunzioni nella sanità pugliese. La Giunta regionale ha approvato i Piani assunzionali 2026 delle Aziende e degli Enti del Servizio sanitario regionale, autorizzando 753 assunzioni finanziate attraverso il Fondo Sanitario Nazionale, per una spesa complessiva di 66 milioni 322mila 507,87 euro.

A queste si aggiungono altre 259 unità finanziate attraverso risorse con specifico vincolo di destinazione nell’ambito del Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027 e del Pnrr, Missione Salute. Il totale arriva così a 1.012 unità di personale.

Per il Salento l’attenzione è naturalmente concentrata sulla Asl Lecce. Nel piano predisposto prima del passaggio definitivo in Giunta, l’Azienda sanitaria salentina aveva programmato 180 assunzioni, con un costo stimato di circa 6,25 milioni di euro. Era il terzo fabbisogno numericamente più consistente tra le Asl pugliesi, dopo Bari e Foggia.

Il dato, tuttavia, va letto con prudenza. Quelle 180 unità appartenevano infatti alla proposta elaborata dalle aziende prima della revisione effettuata a livello regionale. Il piano iniziale pugliese prevedeva complessivamente 1.224 ingressi; il provvedimento successivamente approvato ha rideterminato il quadro complessivo. Nel comunicato ufficiale diffuso dalla Regione non compare ancora la ripartizione definitiva azienda per azienda e, di conseguenza, non è al momento possibile certificare quante delle 180 assunzioni richieste dalla Asl Lecce siano state effettivamente autorizzate.

Medici in testa, poi personale sanitario e tecnici

La parte più consistente del piano regionale riguarda i medici. Delle 753 assunzioni finanziate attraverso il Fondo Sanitario Nazionale, 480 riguardano personale medico. Seguono 129 unità di altro personale sanitario, 57 tecnici di laboratorio e radiologia, 42 infermieri e 19 operatori sociosanitari.

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Il piano comprende inoltre 10 dirigenti sanitari, 6 dirigenti veterinari, 5 dirigenti tecnico-professionali, 3 unità di personale amministrativo e 2 dirigenti amministrativi.

Prima le graduatorie già disponibili

La delibera detta anche la strada che le aziende dovranno seguire per coprire i posti. I direttori generali potranno procedere con i concorsi già avviati, in particolare quelli per i quali la Regione abbia già provveduto alla designazione dei propri componenti nelle commissioni esaminatrici. Priorità anche all’utilizzo delle graduatorie già vigenti, così da accelerare l’ingresso del personale senza dover necessariamente partire ogni volta con nuove procedure.

Via libera inoltre alle procedure di stabilizzazione del personale a tempo determinato che abbia maturato i requisiti previsti dalla normativa e che risultasse in servizio presso l’azienda di appartenenza al 31 dicembre 2025.

L’indicazione politica e amministrativa contenuta nel provvedimento è quella di privilegiare progressivamente le assunzioni a tempo indeterminato, riducendo il ricorso ai contratti precari. Una scelta collegata anche alle osservazioni formulate dalla Corte dei Conti sull’elevata consistenza del personale a termine nel sistema sanitario regionale.

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Meno prestazioni aggiuntive

La Regione punta contemporaneamente a ridurre il ricorso alle prestazioni aggiuntive del personale sanitario. È previsto un monitoraggio mensile per ciascuna azienda, con la rilevazione delle ore effettuate e dei relativi costi, distinti per Unità Operativa e per causale: carenza di personale, abbattimento delle liste d’attesa, raccolte di sangue esterne festive e altre necessità.

Per le prestazioni aggiuntive legate alle raccolte di sangue nei giorni festivi viene fissato anche un limite: nel 2026 la spesa di ogni azienda non potrà superare quella rendicontata nel 2025. Ogni pagamento dovrà inoltre essere preventivamente validato dalla Direzione sanitaria.

Per la Asl Lecce resta dunque da attendere il passaggio più importante per il territorio: la pubblicazione degli allegati con il numero definitivo dei posti autorizzati, i profili professionali e le strutture alle quali saranno destinati.

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