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Un altro finanziamento si ferma e, questa volta, per il Comune di Sannicola arriva anche la richiesta di restituire quanto già ricevuto. Con la determinazione dirigenziale n. 741 del 28 settembre, la Regione Puglia ha disposto la revoca del contributo assegnato nell’ambito del programma “Strada per Strada”, destinato alla manutenzione straordinaria e alla messa in sicurezza di alcune vie comunali.
La somma che Palazzo di Città dovrà restituire ammonta a 140.079,56 euro. Nella nota diffusa da Sinistra Italiana si precisa che il versamento dovrà avvenire entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento e che, decorso inutilmente il termine, potrà essere avviata la procedura di riscossione coattiva.
Le motivazioni del provvedimento regionale entrano nel merito dell’esecuzione dei lavori. Come si legge nella ricostruzione contenuta nel comunicato, secondo quanto riportato nell’atto della Regione il rifacimento del manto stradale di via Alezio sarebbe stato eseguito da Acquedotto Pugliese e non dalla ditta aggiudicataria dell’appalto. La stessa impresa, tuttavia, secondo la documentazione richiamata, sarebbe stata comunque inserita nei relativi stati di avanzamento e pagata dal Comune.
Sempre dalla nota emerge un altro elemento: per uno degli interventi sarebbe stata prodotta documentazione fotografica che la Regione avrebbe ritenuto non veritiera.
Il provvedimento regionale, viene inoltre precisato, poggia su una valutazione di carattere amministrativo autonoma rispetto all’eventuale procedimento penale. Gli uffici regionali avrebbero assunto la propria decisione sulla base della documentazione trasmessa dalla Guardia di Finanza.
Nel comunicato viene ricordato anche un ulteriore passaggio. Al Comune sarebbe stata concessa la possibilità di presentare entro l’8 settembre una proposta di rateizzazione delle somme da restituire. Secondo quanto riportato nell’atto, entro quel termine non sarebbe pervenuta alcuna risposta.
Gli altri finanziamenti richiamati
Sinistra Italiana colloca il provvedimento relativo alle strade all’interno di una sequenza che, secondo il partito, comprende altri due finanziamenti finiti nei mesi scorsi al centro di provvedimenti amministrativi.
Il primo riguarda la velostazione. Nella nota si ricorda che il 5 giugno la Regione avrebbe sospeso in via cautelare il finanziamento da 300mila euro, avviando il procedimento di revoca. Il provvedimento avrebbe fatto riferimento a «gravi alterazioni della procedura di gara» emerse nell’ambito delle indagini. Sempre secondo quanto riportato nel comunicato, al Comune erano stati già erogati 245.540,67 euro.
Il secondo capitolo riguarda la scuola elementare. Nella ricostruzione di Sinistra Italiana, il 22 giugno il Ministero dell’Istruzione e del Merito avrebbe dichiarato la decadenza dal contributo e disposto la revoca del progetto per la messa in sicurezza e l’adeguamento di spazi e aule, finanziato con 200mila euro.
Contro quel provvedimento l’amministrazione comunale ha scelto la strada del ricorso al Tar, affidando, secondo quanto riferisce ancora la nota, un incarico a un legale esterno per 5.450 euro oltre agli oneri previsti.
L’inchiesta sugli appalti
Sullo sfondo resta l’inchiesta giudiziaria sugli appalti comunali. Nel comunicato viene ricordato che, alla fine di giugno, l’ex vicesindaco, successivamente nominato assessore esterno, è stato rinviato a giudizio insieme ad altri imputati. L’apertura del processo è fissata per il 4 novembre.
Sul piano giudiziario resta naturalmente fermo il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
È invece sul terreno politico che Sinistra Italiana concentra il proprio attacco all’amministrazione comunale.
«Tre finanziamenti bloccati in pochi mesi: prima la velostazione, poi la scuola, ora le strade», dichiara Sinistra Italiana. «Il conto per Sannicola era già arrivato, e oggi è ancora più salato: soldi da restituire, fondi pubblici persi o sospesi, spese legali a carico del bilancio comunale. La responsabilità politica è già evidente. Chi ha portato Sannicola a questo punto non può chiedere ai cittadini di pagare il conto e restare al proprio posto. Il sindaco e la sua Giunta hanno una sola strada: dimettersi.»
Il nuovo provvedimento regionale apre dunque un ulteriore fronte per l’amministrazione: oltre alla sorte degli interventi programmati, resta ora da capire come il Comune procederà alla restituzione delle somme richieste e quali conseguenze il recupero dei 140mila euro potrà avere sui conti dell’ente.




