
Le ispezioni sono state eseguite nel capoluogo di provincia e nei Comuni di Salice Salentino, Casarano, Poggiardo, Parabita, Maglie, Vernole e Nardò ed hanno visto impegnati, oltre ai militari del NIL, anche funzionari ispettivi della Direzione Territoriale del Lavoro, tutti coordinati dal Dr Virginio Villanova. In occasione dei controlli effettuati nei cantieri edili, gli accertamenti sono stati condotti congiuntamente a funzionari ispettivi della DTL di Lecce.
Notificate complessivamente 72 sanzioni amministrative per un totale di € 98.646,00, relative alla cosiddetta maxi sanzione per lavoro nero, all’irregolare tenuta del Libro Unico del Lavoro, alla mancata consegna del contratto di lavoro e ad altre norme violate. Segnalate inoltre all’Autorità Giudiziaria 18 persone che a vario titolo hanno violato le disposizioni di legge contenute nel T.U. 81/2008 “Sicurezza sui Luoghi di Lavoro”. 27 le prescrizioni penali e le diffide impartite dai militari ai sensi delle vigenti disposizioni di legge e da quelle contemplate nel suddetto Testo Unico. Le principali violazioni hanno riguardato i datori di lavoro edili per mancata protezione delle postazioni lavorative dal rischio di cadute dall’alto, l’omessa sorveglianza sanitaria, formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, la ma anche alcuni committenti dei lavori che si erano affidati a ditte non in regola con gli adempimenti previdenziali o addirittura sconosciute alla Pubblica Amministrazione, in quanto operanti del tutto in nero.
In una circostanza una persona è stata deferita all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa nei confronti dell’INPS, per aver lavorato “in nero” per un periodo di circa sei mesi, mentre percepiva indebitamente l’indennità di disoccupazione, quantificata in euro 6.000,00 circa.
Per 8 aziende è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale per impiego di lavoratori in nero in misura superiore al 20% di quello occupato, con un’ulteriore sanzione di € 1.500,00 che ogni datore di lavoro ha dovuto pagare per poter riprendere l’attività imprenditoriale. Recuperati alle casse dell’INPS € 171.526,88 di contributi evasi.
I datori di lavoro sanzionati sono stati inoltre segnalati anche alla Guardia di Finanza per quanto di competenza, in merito agli illeciti fiscali e tributari che scaturiscono dal pagamento in nero delle retribuzioni ai lavoratori irregolari.




