Scuole roventi alla riapertura, l’allarme: «Servono interventi strutturali»

Con settembre torna la campanella. E, insieme a quaderni e registri, nelle scuole salentine rischia di tornare un problema ormai tutt’altro che occasionale: il caldo nelle aule.

A sollevare la questione è l’Alleanza per la Scuola della Costituzione (ASCo), che aderisce all’appello lanciato dal Coordinamento dei Presidenti dei Consigli d’Istituto della Regione Puglia e chiede alle istituzioni interventi immediati e, soprattutto, una programmazione capace di adeguare gli edifici scolastici alle nuove condizioni climatiche.

Il Coordinamento regionale, presieduto da Gianfranco De Maglie, il 31 agosto ha inviato una lettera al Ministero dell’Istruzione, all’Ufficio scolastico regionale, alla Regione Puglia e agli enti locali denunciando le difficili condizioni ambientali che potrebbero caratterizzare il rientro in classe.

Tra le misure indicate figurano l’installazione di ventilatori e sistemi di schermatura solare, la verifica degli infissi e dei sistemi di ventilazione, il monitoraggio delle temperature negli ambienti maggiormente esposti e la possibilità di rimodulare le attività scolastiche nelle giornate più critiche.

«Il caldo non può essere un’emergenza ogni settembre»

La richiesta centrale riguarda però una prospettiva più ampia: predisporre un piano pluriennale per l’adeguamento climatico del patrimonio edilizio scolastico.

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«Non possiamo pensare che il problema del caldo nelle scuole venga affrontato ogni anno come un’emergenza», sostengono i presidenti dei Consigli d’Istituto.

Una posizione fatta propria dall’Alleanza per la Scuola della Costituzione, secondo la quale la questione investe direttamente il diritto allo studio e la tutela della salute di studenti, insegnanti e personale scolastico.

Per ASCo, infatti, la possibilità di svolgere regolarmente le lezioni dipende anche dalla disponibilità di ambienti sicuri e climaticamente sostenibili, soprattutto in una stagione nella quale le temperature elevate tendono a protrarsi ben oltre la fine dell’estate.

Le critiche al Governo

Nel documento l’Alleanza rivolge anche una dura critica all’Esecutivo, accusato di non destinare sufficienti risorse all’edilizia scolastica pubblica e contestualmente di sostenere economicamente il sistema delle scuole paritarie.

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Una valutazione politica che ASCo lega anche al tema del «primato educativo della famiglia», più volte richiamato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Secondo l’Alleanza, proprio le famiglie chiederebbero da tempo condizioni migliori per i propri figli, soprattutto nei primi e negli ultimi mesi dell’anno scolastico, quando il caldo può rendere particolarmente difficile la permanenza nelle aule.

La richiesta: un programma nazionale

L’appello chiede investimenti nella scuola pubblica per garantire salute e diritto all’apprendimento, edifici capaci di assicurare migliori condizioni di benessere e un programma nazionale di adattamento climatico delle strutture scolastiche.

Per l’Alleanza si tratta ormai di affrontare un cambiamento strutturale: temperature elevate e periodi di caldo prolungato incidono sempre più direttamente sulla quotidianità scolastica e richiedono soluzioni che vadano oltre gli interventi adottati di volta in volta.

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ASCo invita quindi genitori, insegnanti, dirigenti scolastici e realtà associative a raccogliere testimonianze e segnalazioni sulle condizioni degli istituti del territorio.

Una campanella, insomma, suonerà tra pochi giorni. Quella d’allarme, invece, è già suonata.