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Taurisano ha celebrato ieri, 27 agosto, i dieci anni di don Mario Ciullo alla guida della parrocchia Maria Santissima Ausiliatrice. Un anniversario particolarmente sentito dalla comunità, che ha offerto l’occasione per ripercorrere il lungo cammino sacerdotale del parroco: oltre quarant’anni vissuti al servizio della diocesi, tra formazione dei seminaristi, incarichi pastorali, attività in Curia e attenzione costante alle famiglie e alle nuove generazioni.
Nato a Taurisano il 10 maggio 1957, don Mario fu ordinato sacerdote il 2 maggio 1982 nella parrocchia della Trasfigurazione, per l’imposizione delle mani di monsignor Mario Miglietta. La sua formazione si svolse nei seminari di Ugento, Lecce, Taranto e Molfetta, dove maturò una vocazione destinata a esprimersi attraverso numerosi incarichi pastorali e diocesani.

Dalla formazione dei seminaristi alle comunità parrocchiali
Subito dopo l’ordinazione, dal 1982 al 1989, don Mario ricoprì il ruolo di vicerettore del Seminario vescovile di Ugento, dedicandosi alla formazione dei giovani seminaristi. Successivamente prestò servizio come vicario parrocchiale nella comunità di San Giovanni Bosco, sempre a Ugento.
Nel 1990 fu nominato parroco di Sant’Antonio da Padova a Depressa, dove rimase per circa dieci anni. Fu il primo sacerdote scelto dalla Diocesi di Ugento per guidare quella comunità dopo il passaggio dalla giurisdizione ecclesiastica di Otranto.
Il suo ministero proseguì nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ugento, che guidò per oltre un decennio, e poi a Torrepaduli, dove dal 2011 al 2016 fu parroco di Maria Santissima Immacolata.
Il ritorno nella sua Taurisano
Nel 2016 don Mario tornò nella città natale per assumere la guida della parrocchia Maria Santissima Ausiliatrice, raccogliendo l’eredità dell’indimenticato don Leonardo Salerno.
Quell’incarico segnò il ritorno nella propria terra dopo una lunga esperienza maturata in diverse realtà ecclesiali. Nel decennio appena trascorso ha custodito la vita spirituale e comunitaria dell’Ausiliatrice, collaborando con le altre parrocchie e con le numerose realtà religiose presenti a Taurisano.
Accanto al servizio pastorale, ha lavorato a lungo negli uffici della Curia in qualità di vicecancelliere vescovile, collaborando con il vescovo, il cancelliere e i vicari. Un’attività silenziosa e preziosa, svolta con quella continuità che rappresenta uno dei tratti distintivi del suo ministero.

Trent’anni lungo la «via del cuore»
Particolarmente significativa è stata la sua esperienza come direttore diocesano dell’Apostolato della Preghiera, oggi Rete Mondiale di Preghiera del Papa. Don Mario ha ricoperto questo incarico per circa trent’anni, fino al 2022, coordinando i gruppi presenti nelle parrocchie e promuovendo convegni diocesani, incontri formativi, momenti di adorazione eucaristica e la diffusione delle intenzioni mensili affidate dal Pontefice.
Ha curato anche il foglio di collegamento “Ecco quel Cuore”, attraverso il quale proponeva riflessioni, preghiere e indicazioni per il cammino spirituale degli aderenti. Al centro del suo impegno vi era l’idea della preghiera come autentica «via del cuore»: un percorso capace di tradursi nell’offerta quotidiana, nell’attenzione verso gli altri, nella carità e nella testimonianza concreta.
Nei suoi interventi ha richiamato frequentemente la centralità dell’Eucaristia, la devozione al Cuore di Gesù, la comunione con le intenzioni del Papa e la necessità di accompagnare famiglie e giovani. Alle comunità ha sempre rivolto l’invito a offrire ai ragazzi figure adulte stabili e credibili, capaci di aiutarli a rileggere la propria esistenza alla luce del Vangelo.
Una storia di fede lunga oltre quarant’anni
L’anniversario celebrato ieri ha restituito il senso di un percorso costruito giorno dopo giorno: numerose comunità accompagnate, la formazione dei seminaristi, il servizio in Curia e tre decenni dedicati all’Apostolato della Preghiera.
Dieci anni dopo il ritorno nella sua Taurisano, don Mario continua a esercitare il proprio ministero con discrezione e fedeltà, accanto alle persone e dentro la vita quotidiana della parrocchia. Il traguardo ricordato dall’Ausiliatrice racconta così una storia cominciata oltre quarant’anni fa e ancora saldamente intrecciata al cammino della sua comunità.



