Tempio crematorio: fioccano le querele

Le società Altair, Edilver e Futurcrem, aggiudicatarie in ATI del project financing per la costruzione di un impianto crematorio nel comune di Botrugno, hanno conferito mandato legale “al fine di tutelare le proprie ragioni nelle opportune sedi competenti a fronte del pregiudizio subito da chi si è reso autore della diffusione di notizie mistificatorie, false, tendenziose, volte a turbare l’ordine pubblico e infangare la loro onorabilità in ordine al progetto.

Tavole Introduzione crematorioAd oggi, in mancanza di un progetto definitivo da esaminare”, aggiungono in una nota le società aggiudicatarie, “analisi e valutazioni varie sono del tutto infondate e strumentali, prive di basi scientifiche e divulgate al solo scopo di far insorgere la popolazione contro un impianto crematorio, diffondendo ingiustificati timori e paure. Vale la pena ricordare che, non essendoci il progetto definitivo con dati tecnici specifici e dettagliati non può compiersi alcun ragionamento comparativo con altri impianti”.

I legali”, fanno sapere Altair, Edilver e Futurcrem, “hanno ampio mandato per difendere le ragioni delle società anche al fine di ottenere il ristoro di eventuali danni subiti e subendi”.

Secondo i querelanti “durante un incontro pubblico tenuto a Botrugno lo scorso 13 novembre, i relatori hanno reso dichiarazioni false e mistificatorie adducendo fantomatici effetti deleteri dovuti alla presenza di un crematorio. Precisiamo che ad oggi non è ancora stato presentato il progetto definitivo contenente i dati tecnico/ambientali e specifici dell’impianto che nascerà. Dichiarare che i crematori in generale inquinano vorrebbe dire far chiudere i 70 forni italiani già in funzione. È già deciso che il progetto definitivo sarà sottoposto a un tavolo tecnico di esperti di parte e pubblici (Asl, Arpa ect) e solo all’esito positivo del tavolo”, concludono, “si procederà alla costruzione dell’impianto”.