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Terzo settore, la Puglia estende l’esenzione Irap agli enti iscritti al Runts

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato la legge che estende l’esenzione dall’Irap agli enti iscritti nella sezione “Altri enti del Terzo Settore” del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Il provvedimento punta a garantire la continuità delle agevolazioni fiscali precedentemente riconosciute alle Onlus, evitando che il passaggio al nuovo sistema di registrazione determini un aggravio economico per le organizzazioni impegnate in attività di interesse generale.

La norma modifica l’articolo 48 della legge regionale numero 7 del 2002, includendo tra i beneficiari dell’esenzione anche gli enti presenti nella sezione g) del Runts.

La Regione aveva già riconosciuto l’agevolazione a diverse categorie del Terzo settore. La riforma nazionale e la definitiva soppressione dell’anagrafe delle Onlus, avvenuta dal primo gennaio 2026, avevano però lasciato senza copertura alcune organizzazioni che, pur continuando a svolgere le medesime attività, avevano assunto una differente qualificazione giuridica.

La legge approvata elimina così la disparità di trattamento e assicura la continuità del beneficio fiscale.

A commentare il provvedimento è il consigliere regionale e segretario del Partito Democratico della Puglia, Domenico De Santis.

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«Il Terzo settore non sostituisce lo Stato ma rende lo Stato più vicino alle persone. È fatto di volontari, cooperative sociali, associazioni, fondazioni, enti che ogni giorno si prendono cura di chi è più fragile, combattono la povertà educativa, assistono anziani e persone con disabilità, costruiscono inclusione, cultura e solidarietà. Per questo avevamo il dovere di evitare che una modifica normativa nazionale si trasformasse in un danno economico per realtà che svolgono una funzione pubblica essenziale».

De Santis sottolinea le conseguenze che la riforma avrebbe potuto produrre per migliaia di organizzazioni.

«Con l’entrata in vigore della riforma del Terzo settore e la soppressione dell’anagrafe delle ONLUS – prosegue – migliaia di organizzazioni hanno dovuto scegliere una nuova collocazione all’interno del RUNTS. Alcune di queste, pur continuando a svolgere le stesse attività di interesse generale, rischiavano di perdere un beneficio fiscale soltanto perché era cambiata la loro qualificazione giuridica. Sarebbe stato un paradosso inaccettabile: fare le stesse cose, per le stesse persone, ma pagando di più per un semplice cambiamento amministrativo. Oggi abbiamo corretto quella che era, di fatto, una lacuna normativa».

«Con questa legge – conclude – restituiamo coerenza al nostro ordinamento e tutela chi ogni giorno produce valore sociale. Quando sosteniamo il Terzo settore non stiamo facendo un favore alle associazioni, stiamo investendo nella qualità della vita delle nostre comunità. Ogni euro che consentiamo di risparmiare a questi enti può trasformarsi in un servizio in più, in un progetto educativo, in un’assistenza domiciliare, in un pasto distribuito, in un’opportunità per chi vive una condizione di fragilità. È questa l’idea di politica che vogliamo continuare a portare avanti, una politica che non lascia sole le persone che si prendono cura degli altri».

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Sull’approvazione della norma interviene anche la presidente del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone.

«Oggi in Consiglio abbiamo approvato un’importante norma per esentare dall’Irap le imprese del terzo settore. Si tratta di una norma molto attesa da queste imprese che svolgono un’attività fondamentale a favore dei cittadini e che dedicano ogni giorno attraverso i volontari la loro attività per migliorare le condizioni proprio di vita delle persone. Questa esenzione è un atto di giustizia verso chi, senza scopo di lucro, si mette a disposizione degli altri. L’Irap, per un ente del Terzo Settore, rappresenta un peso sproporzionato rispetto alla sua natura non lucrativa. È stato quindi approvato un provvedimento di equilibrio istituzionale, a costo zero per il bilancio, che garantisce continuità e certezza a migliaia di realtà associative pugliesi nel pieno di una transizione normativa complessa».