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di Giuseppe Cerfeda
Antonio De Donno resta alla guida di Tricase.
Il verdetto del ballottaggio ha premiato il sindaco uscente che, ribaltando il risultato del primo turno, ha conquistato il secondo mandato con il 53,1% dei consensi, riuscendo a recuperare lo svantaggio iniziale nei confronti dello sfidante Andrea Morciano.
Una vittoria che assume il valore politico di una conferma, ma anche quello di un’investitura pesante in una fase particolarmente delicata per la vita pubblica cittadina.
La lunga campagna elettorale, caratterizzata da toni spesso duri e da uno scontro acceso, ha infatti lasciato in eredità un clima teso che ora dovrà necessariamente essere stemperato.
IL RIBALTONE DEL BALLOTTAGGIO
Il dato politico più significativo emerge proprio dalla capacità di De Donno di ricompattare attorno alla propria candidatura un consenso più ampio rispetto a quello raccolto al primo turno.
Se nella prima tornata Morciano aveva chiuso davanti con il 24,97% contro il 22,70% del sindaco uscente, il secondo turno ha raccontato una storia diversa, premiando la proposta di continuità amministrativa.
Nelle prime dichiarazioni rese a scrutinio concluso, De Donno ha scelto il registro dell’unità istituzionale, parlando di una «vittoria dell’intera città» e non soltanto della propria coalizione.
Il primo cittadino ha insistito sui concetti di «responsabilità, trasparenza e crescita condivisa», rivolgendo un ringraziamento «non solo ai sostenitori storici ma anche a quanti, dopo il primo turno, hanno deciso di convergere sul suo progetto politico».
Parole che delineano già la traiettoria del nuovo mandato per il quale «ci metteremo subito al lavoro»: consolidare quanto avviato nei primi cinque anni di amministrazione e, soprattutto, provare a ricostruire un tessuto politico e sociale apparso lacerato durante la corsa elettorale.
LA SFIDA PIÙ DIFFICILE: RIPORTARE SERENITÀ
Il compito più complesso per il sindaco riconfermato potrebbe non essere quello amministrativo.
La vera prova sarà probabilmente politica e culturale: riportare serenità nel confronto pubblico cittadino e abbassare il livello della conflittualità.
La sensazione diffusa, infatti, è che questa tornata elettorale abbia lasciato strascichi profondi, alimentando divisioni che rischiano di riflettersi anche sull’attività amministrativa futura.
Per questo motivo il secondo mandato di De Donno viene letto da molti osservatori come una fase chiamata non soltanto a governare, ma anche a ricomporre.
In quest’ottica sarà determinante la capacità della nuova maggioranza di costruire una classe dirigente credibile e duratura, favorendo il ricambio e valorizzando competenze nuove all’interno dell’amministrazione comunale.
L’OPPOSIZIONE TRA RIFLESSIONE E RILANCIO
Se per il centrodestra civico si apre la stagione della continuità amministrativa, per le opposizioni comincia inevitabilmente il tempo dell’analisi.

Andrea Morciano, a caldo, ha dapprima commentato laconico: «Con la rielezione di De Donno ha perso Tricase!».
Poi ha augurato «buon lavoro al sindaco», garantendo che «ci confronteremo in consiglio comunale dove eserciteremo un’opposizione ferma e senza sconti».
Più profonda appare, invece, la riflessione che dovrà attraversare l’area del centrosinistra che non è riuscita ad accedere al ballottaggio (ogni riferimento al Partito democratico è puramente voluto, NdA).
I numeri usciti dalle urne impongono una revisione complessiva delle strategie politiche, dei rapporti interni e della capacità di rappresentare il territorio.
Il rischio evidenziato da molti è quello di una politica ripiegata su dinamiche interne e interessi di corto respiro, incapace di intercettare realmente le esigenze della comunità.
Da qui la necessità, per le opposizioni, di ripartire da un lavoro di ricostruzione politica e organizzativa che rimetta al centro il confronto e la partecipazione.
Non solo: dai si dice e pare che, sembrerebbe anche opportuno riguadagnare una certa indipendenza da ingerenze esterne.
LA NUOVA GEOGRAFIA DEL CONSIGLIO COMUNALE
Con la vittoria al ballottaggio, la coalizione guidata da Antonio De Donno conquista dieci seggi di maggioranza, mantenendo il controllo dell’assise comunale.
La lista “Tricase Responsabile” porta in consiglio Vito Zocco, Rosanna Zocco, Marco Marra e Federica Esposito.
Tre seggi vanno invece a “SìAmo Tricase” con Rocco Piceci, Francesca Longo e Anna Ruberto.
Due rappresentanti spettano a “Per Tricase” e sono Rocco Martella e Ippazio Cazzato; Fernando Dell’Abate sarà il riferimento di “Tricase Protagonista”.
Ovviamente, alcuni dei consiglieri di maggioranza che risultano eletti, potrebbero essere nominati assessori e sarebbero quindi sostituiti dai primi dei non eletti della stessa lista di appartenenza.
Tra i banchi dell’opposizione siederanno Andrea Morciano e Dario Martina per la coalizione civica arrivata al secondo turno, Vincenzo Chiuri e Simone Coluccia per il centrosinistra, oltre agli ex candidati sindaci Claudio Pispero e Giovanni Carità.




