Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda delle presunta incompatibilità di Fernando Dell’Abate nel ruolo di consigliere comunale.
“Ho atteso la riapertura degli uffici comunali, stamane, per approfondire le “presunte criticità” della mia posizione insinuate dagli ambienti della maggioranza, visto il proliferare delle loro malelingue”, ha scritto in una nota il consigliere di opposizione, che ha sottolineato come nell’occasione, “Nessuno mi ha saputo dire nulla! Proprio per questo, dopo la nota n.6303 protocollata oltre tre anni fa presso il Comune di Tricase, un nuovo tassello, non dovuto ma voluto dal sottoscritto, si è aggiunto questa mattina quando, di concerto con il mio legale, ho provveduto a far notificare l’atto che chiude definitivamente, sebbene lo fosse già, la vicenda”.
Il consigliere di opposizione si riferisce alla dichiarazione di acquiescenza, protocollata oggi e con cui il suo legale, l’avv. Antonio Bolognese ha informato, via pec (atto giudiziario ex articolo 329 cpc), il Comune ed il legale dell’Ente, avv. Michele Macrì, atto giudiziario ex articolo 329 cpc, che sia Fernando Dell’Abate che colui a cui aveva ceduto il credito dichiarano di “dare acquiescenza alla detta sentenza rinunciando ad interporre gravame verso la medesima”.
“Alla cessione del credito pro soluto di tre anni fa”, ha spiegato ancora Dell’Abate, “ho aggiunto oggi l’acquiescenza al ricorso per Cassazione, sebbene io non avessi neppure titolo ad impugnare la sentenza”.
Infine Dell’Abate getta il guanto di sfida: “Dopo tre anni, dunque, ora anche l’ultimo disperato tentativo di distogliere l’attenzione è tolto: sindaco, il mio invito rimane sempre lo stesso! A casa per il bene di Tricase e dei Tricasini!”.




