Quello che da sempre è stato un luogo affollato di bagnanti, bambini, gelati e schiamazzi, un luogo dove la balneazione è da sempre vietata, proprio perché fatta in un porto, un luogo dove l’ostinazione dei tricasini (e turisti casuali annessi) è sempre stata più forte dei divieti e delle regole, nelle ultime ore sembra segnare il passo: da 2 giorni per ampliare i posti barca sempre in affanno d’estate, sono comparse delle piattaforme in metallo, e alcune grate con annessi pannelli teak, utili per servire quella parte del porto che, però, da sempre è sfogo di bagni dei cittadini durante tutto l’anno.
Questa mattina, nonostante il silenzio elettorale, Tricase si è svegliata con una tambureggiante campagna whatsapp tra i tricasini che non chiedono voti ma firme per ripristinare quello che secondo alcuni “deturpa quello che per decenni è stato un patrimonio della città”, e che “per qualche misero euro mercifica la propria vita e cultura, il bagno nel porto”.
La campagna (non elettorale) sembra abbia da subito fatto proseliti, tanto da superare in poco tempo i 350 voti; l’appello lanciato da alcuni cittadini di Tricase è questo: “Stiamo cercando di sensibilizzare quante più persone possibile sul problema relativo alle piattaforme in metallo montate ieri e al divieto di balneazione nelle nostre marine. Solo ieri”, spiegano nel massaggio “abbiamo raccolto 350 adesioni.
Se qualcuno di voi (spero tutti) è disponibile per essere inserito nel gruppo whatsApp per conoscere e partecipare alle iniziative che intendiamo intraprendere risponda di seguito con un semplice ‘si” oppure ” no”.
La precisazione e d’obbligo: “Questo comitato è assolutamente apartitico e senza alcun colore politico: è nato al solo scopo di unire le forze per risolvere un problema che tocca da vicino l’intera comunità. Per questo motivo, indipendentemente dall’ideologia di ciascuno – sia essa civica o partitica – tutti sono i benvenuti.
Proprio per preservare lo spirito di unione del progetto, nel gruppo eviteremo tassativamente commenti di natura politico-partitica. Il nostro unico obiettivo è il bene di Tricase Porto e Marina Serra.
Più siamo, meglio è! Grazie mille per la collaborazione.
Basta con soprusi, ordinanze e divieti. Vigliamo vivere il nostro mare come abbiamo sempre fatto nel rispetto della natura”.



