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di Giuseppe Cerfeda
A Tricase, per non andare (del tutto) d’accordo basta dividersi sul mare.
Il paradosso racconta bene il rapporto politico tra Antonio De Donno e Claudio Pispero, oggi rispettivamente sindaco e consigliere comunale di opposizione: vicini abbastanza da riconoscersi stima e rispetto, distanti quanto serve per trasformare l’accessibilità in un primo terreno di confronto pubblico.
«Quasi amici», si potrebbe dire.
Al ballottaggio Pispero e Fratelli d’Italia hanno fatto il tifo per De Donno e, secondo quanto riferito in una nota dello stesso Pispero, durante la formazione della nuova giunta il sindaco avrebbe offerto un assessorato all’ex candidato alla fascia tricolore.
Un’intesa rimasta sulla soglia, senza sfociare in una collaborazione amministrativa.
LA PRIMA FRIZIONE DEL DE DONNO BIS
La prima discussione significativa del secondo mandato di De Donno si è aperta proprio tra i due.
Pispero ha sollevato la questione della disabilità e dell’accessibilità, chiedendo interventi concreti e una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione comunale (leggi qui).
Il sindaco ha replicato invitando il consigliere a informarsi prima di rivolgere accuse e ricordando le iniziative già realizzate (leggi qui).
Il riferimento principale ha riguardato Tricase Porto e gli interventi predisposti per consentire alle persone fragili di raggiungere il mare.
Una risposta che Pispero ha giudicato insufficiente e alla quale ha affidato una nuova, articolata controreplica.
«I NUMERI NON RENDONO GIUSTIZIA ALLA POLITICA»
«Dare dei numeri, come un burocrate qualsiasi, non rende giustizia alla politica che, a mio avviso, è tutt’altra cosa», scrive Pispero.
Il consigliere continua: «Se l’obiettivo è quello di dare o raggiungere dei numeri, ciò lo può fare tranquillamente un dirigente o un funzionario che abbia vinto un concorso pubblico per titoli ed esami. La politica deve dare molto di più e molto di diverso».
Il terreno scelto dall’esponente di opposizione è quello della responsabilità politica, chiamata a misurarsi con la realtà quotidiana e con le condizioni effettive del territorio.
«Ciò che resta sul territorio sono i fatti e i fatti raccontano un’altra storia che è sotto gli occhi di tutti. Abdicare al proprio ruolo politico vestendo i panni del freddo burocrate («basta leggere la risposta data al nostro concittadino») mette in risalto una certa mancanza di sensibilità ma che, per fortuna, la nostra città ha anche una sua anima che la rende ancora attenta e sensibile a certe problematiche a oggi irrisolte», aggiunge Pispero.
La critica si spinge poi sulla capacità dell’amministrazione di assumersi fino in fondo la responsabilità delle scelte compiute e dei risultati raggiunti.
«Far passare l’ordinario come se si fosse fatto qualcosa di straordinario non aiuta a crescere. Come non aiuta a far crescere la nostra Città, dare sempre la colpa agli altri, da parte di chi invece dovrebbe assumersi le responsabilità, e ciò, dunque, non ci porta sicuramente a sperare in qualcosa di migliore di quanto fatto vedere in questi ultimi anni e sino ad oggi. Da consigliere comunale, ma ancor prima da cittadino, spero di sbagliarmi».
SFIDA CHE SUPERA GLI SCHIERAMENTI
Le posizioni sono ormai chiare.
Prolungare lo scontro rischierebbe di trasformare una questione delicata in una schermaglia politica destinata a consumarsi tra comunicati e repliche.
La città attende soluzioni, tempi certi e interventi (primi o ulteriori che siano) capaci di rendere realmente accessibili il mare e gli spazi pubblici.
La posta in gioco supera le appartenenze e i rapporti personali.
Garantire alle persone con disabilità la possibilità di vivere pienamente il territorio rappresenta una responsabilità istituzionale e una prova di civiltà.
De Donno e Pispero, pur da ruoli differenti, ne siamo certi, vogliono raggiungere lo stesso risultato.
Ora spetta ai fatti colmare la distanza che ancora separa i due «quasi amici».




