Cari Amici,
oggi che vi parlo da un letto d’ospedale, più che mai sento l’esigenza di fare, ancora una volta, un appello a tutti. E’ rivolto in primis alla classe operaia in generale, che oggi, soprattutto oggi, con questa lunga e brutta crisi, ha bisogno di tanta, tanta, tanta compattezza, di unione, di consapevolezza che il lavoro è sacro e rivolto ancora una volta, alle istituzioni tutte, e chiedo loro un impegno ancora più efficace, per cercare in tutti i modi , di risolvere i problemi. Mi rivolgo alle tante associazioni politiche, religiose, culturali, sportive e di volontariato, presenti sul territorio e chiedo loro solidarietà , per tutte queste persone, figli e vittime della crisi. Faccio anche un appello a tutti i media e chiedo invece loro di non abbandonarci. L’informazione, quella vera, quella pura, assorda con il suo silenzio, silenzio a volte omertoso, di chi ascolta, ma non sente. A voi lassù mi sento di chiedere di non mollare, chiedo un ulteriore sacrificio forse il più grande della vostra vita. Andiamo avanti. Qualcuno ascolterà la nostra voce, coraggio, amici tutti, solo se resteremo uniti ce la potremo fare. Un abbraccio e un saluto a tutti , con affetto,
Rocco Annesi



