Attualità
“Un bosco per Minervino”, provincia e fondazione Sylva per un Salento più verde
Tarantino: “Questa mattina con Fondazione Sylva, Comune di Minervino e istituzione scolastica comunale abbiamo preso parte ad un incontro con gli studenti e le studentesse per far capire l’importanza della creazione di un polmone verde in ogni borgo e città del Salento”…
Una riforestazione per il territorio, una festa dove 11mila alberi piantati due anni fa sono cresciuti, un impatto ambientale concreto. E’ la “fotografia” dell’iniziativa “Un bosco per Minervino di Lecce”, promossa da Provincia di Lecce e Fondazione Sylva per illustrare e coinvolgere scuole e comunità su quanto è stato realizzato su 9 ettari di terreno.
L’intervento di riforestazione è stato effettuato da Fondazione Sylva, associazione no profit che si occupa di rigenerazione ambientale piantando alberi, ed è stato avviato grazie al Protocollo d’intesa, siglato con l’Ente provinciale, che prevede il recupero e il rimboschimento delle aree salentine inutilizzate, abbandonate o colpite da xylella. Due gli appuntamenti in programma, inseriti nell’ambito delle celebrazioni della Settimana dedicata alla tutela e alla valorizzazione degli alberi e dei boschi. Si è partiti alle 9.30, nella Scuola Secondaria di primo grado “G. Macchi”, di Minervino di Lecce, dove studenti e studentesse hanno incontrato il vicepresidente Fabio Tarantino, il sindaco di Minervino di Lecce Antonio Marte e il vice presidente della Fondazione Sylva Francesco Marra. L’incontro è stato aperto dalla dirigente scolastica Silvia Albertone.
Il vice presidente Fabio Tarantino ha dichiarato: “Questa mattina con Fondazione Sylva, Comune di Minervino e istituzione scolastica comunale abbiamo preso parte ad un incontro con gli studenti e le studentesse per far capire l’importanza della creazione di un polmone verde in ogni borgo e città del Salento. Abbiamo poi effettuato un sopralluogo nella tenuta Scarciglia di proprietà della Provincia di Lecce e gestita dalla Fondazione Sylva, dove abbiamo messo a dimora undicimila alberi in questi ultimi anni. La visione strategica della ricostruzione di colture variegate e diversificate del territorio salentino è uno dei punti cardine dell’Amministrazione provinciale”.
E’ seguito, poi, il momento clou della giornata, ossia la visita sul campo: nell’area dell’intervento di riforestazione studenti e studentesse hanno piantato 15 alberi con l’aiuto di agronomi e forestali. Sono numerosi i progetti di riforestazione che la Fondazione Sylva ha realizzato dal 2021 a oggi: quello di Minervino di Lecce è il primo: 9 ettari di terreno e 11mila piante scelte tra le specie autoctone della macchia mediterranea (lecci, pini, querce spinose, carrubi, lentischi, corbezzoli).
Previo accordo con i Comuni, Fondazione Sylva studia i terreni, li prepara alla messa a dimora delle piante, riforesta e si occupa della manutenzione per cinque anni, tempo necessario affinché gli alberelli possano essere autonomi.
“Il bosco di Minervino di Lecce è un po’ il fiore all’occhiello della nostra attività perché è il nostro primo intervento di riforestazione, subito dopo l’accordo con la Provincia di Lecce. Ed è sempre a Minervino che abbiamo avviato il progetto pilota Albero Amico, che ha coinvolto insegnanti, famiglie, bambini e bambine della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Perché piantare alberi non basta, e la riforestazione non può essere slegata dalle attività educative e dal coinvolgimento civico. Piantare è un gesto ambientale e sociale: in questo modo può essere un vero lascito per il futuro”, ha dichiarato Mariagrazia Marrocco, coordinatrice regionale di Fondazione Sylva.
Attualità
Il Ruffano fa la storia: conquistata la Promozione
Il Ruffano vola in Promozione con una storica vittoria 4-1 sul Capo di Luca
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a cura di Sefora Cucci
Il Ruffano conquista una storica promozione, coronando una stagione straordinaria.
Dopo mesi di battaglie sul campo, la formazione salentina è riuscita a centrare l’obiettivo, guadagnandosi con merito il salto di categoria. Un traguardo ancora più significativo se si considera che già lo scorso anno i granata avevano soltanto “sfiorato” la promozione: una delusione che ha reso ancora più forte la motivazione della squadra in questa stagione. Determinante infatti, è stata la solidità del gruppo, capace di mantenere alta la concentrazione nei momenti chiave del campionato.
Proprio ieri, in occasione della sfida contro il Capo di Leuca, vinta con un netto 4-1, il Ruffano ha ottenuto l’ufficialità del passaggio dal campionato di Prima Categoria a quello di Promozione, tornando così nella categoria dopo 22 anni di assenza.
Il Ruffano di mister Galiotta ha infatti chiuso nel migliore dei modi un campionato incredibile, segnato da un lungo testa a testa con la Virtus Erchie, superata proprio nelle battute finali. Per il tecnico si tratta dell’ennesima impresa, dopo la promozione già ottenuta con il Bagnolo, a conferma di un percorso vincente che lo vede protagonista anche nella storia del club granata. Tuttavia, il merito di questa cavalcata va condiviso con tutta la rosa, protagonista di una stagione memorabile in cui ogni giocatore ha lasciato il segno.
Lo stadio comunale, gremito in ogni ordine di posto, ha fatto da cornice a una giornata indimenticabile. Il traguardo raggiunto rappresenta non solo un successo sportivo, ma anche un motivo di orgoglio per tutta la comunità di Ruffano, che ha accompagnato i propri beniamini in questo percorso vincente.
La festa è proseguita ben oltre il triplice fischio: in serata, fuochi d’artificio hanno illuminato il cielo, mentre un pullman scoperto, seguito da centinaia e centinaia di tifosi, ha attraversato il centro cittadino tra cori, bandiere e un entusiasmo contagioso, trasformando la serata in una celebrazione indimenticabile per tutto il paese.
Attualità
Nostalgia Marketing: perché i brand della nostra infanzia dominano il web
Da qui nasce il successo di tante campagne che mescolano memoria collettiva, intrattenimento e cultura pop.
La nostalgia come leva emotiva
Il nostalgia marketing attiva un sentimento preciso: il desiderio di tornare a un periodo percepito come più leggero, semplice, riconoscibile. In una fase storica segnata da cambiamenti rapidi, incertezze e overload informativo, molti utenti cercano contenuti che trasmettano familiarità. Un brand legato all’infanzia entra in gioco nel punto in cui memoria e identità si sfiorano.
Non conta solo il ricordo del prodotto. Conta il contesto intero: la casa, gli amici, le abitudini, le vacanze, i pomeriggi liberi, i rituali familiari. Quando un marchio riesce a riattivare quella cornice emotiva, il pubblico abbassa le difese e ascolta con più attenzione. Ecco perché campagne basate su vecchi cartoon, snack storici, console retrò o giochi da tavolo celebri continuano a circolare con facilità sui social.
Nel digitale, poi, la nostalgia acquista una forza ulteriore. Meme, video brevi, reaction e commenti moltiplicano il coinvolgimento. Una citazione visiva o sonora basta spesso per far partire una conversazione collettiva. Il ricordo individuale si trasforma così in esperienza condivisa.
Quando i brand storici cambiano forma e conquistano nuovi spazi
Il punto più interessante riguarda la capacità di alcuni marchi di uscire dal formato originario. Un brand nato in televisione può vivere sui social. Un gioco da tavolo può diventare contenuto streaming. Un personaggio nato per il pubblico infantile può parlare a trentenni e quarantenni con un linguaggio ironico, consapevole, quasi complice.
Qui entra in scena una dinamica attuale: la trasposizione crossmediale. Un simbolo familiare non resta fermo nel proprio settore, ma migra verso altri contesti di intrattenimento. In ambito gaming, per esempio, si nota bene il richiamo emotivo di formule ibride che recuperano icone della cultura pop e le traducono in esperienze più adatte al pubblico digitale. Rientra in questa logica anche il caso di un game show live ispirato al celebre gioco da tavolo, dove il valore del marchio nasce anzitutto dalla familiarità del nome e dall’immaginario costruito negli anni.
Il pubblico non cerca solo novità assoluta. Cerca anche forme nuove di qualcosa che conosce già. Il marchio storico riduce la distanza iniziale, accende curiosità e crea un ponte immediato tra passato e presente. Da lì parte il clic, la visualizzazione, il commento, talvolta l’acquisto.
Perché il web premia i ricordi condivisi
Internet vive di velocità, ma anche di codici riconoscibili. Un brand dell’infanzia possiede un archivio simbolico enorme: colori, frasi, personaggi, confezioni, musiche, mascotte. Tutti elementi che sul web funzionano benissimo perché risultano facili da riconoscere e ancora più facili da rilanciare.
I social, in particolare, premiano ciò che stimola reazioni immediate. La nostalgia fa proprio quello. Chi vede un contenuto legato ai propri anni dell’infanzia spesso commenta con frasi semplici: “me lo ricordo”, “ci giocavo sempre”, “che tempi”, “lo avevo anch’io”. Poche parole, ma altissimo valore in termini di interazione. Non serve una call to action aggressiva quando il contenuto attiva già da solo una risposta emotiva.
C’è poi un altro aspetto: i brand nostalgici uniscono generazioni diverse. Chi oggi ha trent’anni o quarant’anni riconosce il marchio per esperienza diretta. Chi appartiene a una fascia più giovane lo incontra invece come oggetto pop, quasi mitologico, tramandato dal web o dalla famiglia. Nasce così un doppio livello di lettura: memoria per alcuni, scoperta per altri.
Per un marketer, una dinamica simile vale moltissimo. Un contenuto capace di parlare a pubblici differenti senza perdere identità ha molte più possibilità di circolare in modo organico.
Nostalgia marketing sì, ma senza effetto museo
Non basta tirare fuori un vecchio logo o una mascotte anni Novanta per ottenere risultati. Quando il richiamo al passato appare pigro o artificiale, il pubblico lo percepisce subito. Il rischio più comune riguarda l’uso superficiale della nostalgia, trattata come vernice estetica e non come leva narrativa.
I brand più efficaci seguono una strada diversa. Partono da un immaginario noto, poi costruiscono un’esperienza coerente con i linguaggi di oggi. Usano ironia, interazione, community, contenuti brevi, format partecipativi. In pratica, non chiedono al pubblico di tornare indietro: portano il passato dentro il presente.
Qui sta il vero punto. La nostalgia funziona quando non chiude, ma apre. Non invita a rifugiarsi nel ricordo e basta. Invita piuttosto a rileggerlo, con occhi nuovi, in uno spazio dove intrattenimento, identità e cultura web si intrecciano ogni giorno.
I brand della nostra infanzia dominano il web per una ragione semplice: non vendono solo un prodotto, ma un pezzo di memoria. E nel rumore continuo dell’online, una memoria condivisa vale spesso più di mille messaggi costruiti a tavolino.
Attualità
Presicce-Acquarica, guasto improvviso alla rete idrica
Sospesa l’erogazione in via Toscanini e zone limitrofe. Tecnici al lavoro per tutta la giornata. Il ripristino del servizio è previsto entro il tardo pomeriggio di oggi
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Disagi idrici oggi a Presicce-Acquarica, dove una rottura improvvisa e imprevedibile di un tronco della rete ha reso necessario un intervento urgente da parte dei tecnici di Acquedotto Pugliese.
Il guasto interessa la zona di via Toscanini e alcune strade limitrofe dell’abitato di Presicce, dove è stata temporaneamente sospesa la normale erogazione dell’acqua per consentire i lavori di riparazione.
LE STRADE INTERESSATE DALL’INTERRUZIONE
Secondo quanto comunicato da Acquedotto Pugliese, lo stop temporaneo riguarda in particolare via Toscanini, via I Maggio e le aree limitrofe del centro abitato di Presicce.
I disagi potrebbero essere maggiormente avvertiti negli edifici sprovvisti di autoclave, serbatoi di accumulo o con riserva insufficiente.
QUANDO TORNERÀ L’ACQUA
I tecnici stanno operando senza interruzioni per ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile. Salvo imprevisti, il ritorno alla normale erogazione è previsto entro le ore 17 di oggi.
L’INVITO AI CITTADINI
Durante le ore interessate dal disservizio, Acquedotto Pugliese invita i residenti della zona a limitare i consumi d’acqua, evitando utilizzi non essenziali, così da agevolare la gestione della rete e ridurre ulteriori criticità.
*foto in alto di repertorio
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