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L’Università del Salento parte con il piede giusto nel nuovo anno accademico. Al 14 settembre le matricole iscritte ai corsi di laurea triennale e magistrale a ciclo unico sono 1.757, contro le 1.364 registrate alla stessa data del 2025. La crescita è del 28,8%.
Un confronto effettuato a parità di data e sulla stessa base di rilevazione, che restituisce un primo segnale significativo pur trattandosi ancora di numeri parziali. Diversi corsi ad accesso programmato, infatti, devono ancora concludere – e in alcuni casi avviare – le procedure di selezione, quest’anno scandite da un calendario differente rispetto a quello precedente.
Il dato, comunque, pesa. UniSalento ha già raggiunto il 33,1% del totale definitivo delle immatricolazioni dello scorso anno. Alla stessa data del 2025 la percentuale si fermava al 25,9% rispetto al totale dell’annata precedente.
Tra innovazione e apertura internazionale
L’offerta formativa 2026-2027 punta soprattutto su innovazione e internazionalizzazione, accompagnate da una revisione di alcuni percorsi e dal consolidamento dei corsi ormai radicati sul territorio.
Un ruolo importante è affidato anche alle attività di orientamento. Per Medicina e Chirurgia, Infermieristica e per la magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche sono 709 gli iscritti al semestre filtro, 492 dei quali hanno indicato UniSalento come prima sede.
Il nuovo Manifesto degli Studi porta anche alcuni cambiamenti nelle denominazioni. La magistrale in Progettazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali diventa Servizi sociali, politiche pubbliche e diritti umani. Communication Engineering and Electronic Technologies passa invece dall’inglese all’italiano e assume la denominazione di Ingegneria delle telecomunicazioni e tecnologie elettroniche.
Scienze agrarie, da 5 a 28 matricole
Tra i risultati che spiccano c’è quello del nuovo corso in Scienze agrarie e vitivinicole: 28 matricole contro appena 5 alla stessa data dello scorso anno.
Il precedente corso di Viticoltura ed Enologia era realizzato attraverso una convenzione con l’Università degli Studi di Bari, successivamente venuta meno. La riorganizzazione ha portato alla nascita di un nuovo percorso con due curricula.
Il primo, Viticoltura ed Enologia, mantiene una continuità con la precedente struttura; il secondo, Sistemi agricoli, prepara invece gli studenti alla successiva laurea magistrale in Scienze Agrarie.
L’innovazione interessa anche i corsi in Ingegneria per la Sicurezza delle Infrastrutture critiche e industriali e civili, realizzato insieme al Politecnico di Bari con titolo congiunto, Data Science per le scienze umane e sociali e Digital Heritage, dedicato alle tecnologie digitali applicate al patrimonio culturale e interamente erogato in inglese.
Oltre quindici corsi guardano all’estero
Sempre più marcata anche la dimensione internazionale dell’Ateneo. Oltre quindici corsi prevedono percorsi strutturati all’estero, periodi di mobilità e possibilità di conseguire doppi titoli in collaborazione con università europee ed extraeuropee.
Le partnership coinvolgono, tra le altre, la Northwest University in Cina, gli atenei tedeschi del Saarland e di Colonia, l’Università di Essex e la Cranfield University nel Regno Unito, Valladolid e Siviglia in Spagna, oltre a università di Albania, Francia e Iran.
La magistrale in Scienze Filosofiche affianca al doppio titolo con Colonia anche un accordo con la Pontificia Università Gregoriana per il percorso in Filosofia della religione.
Digital Heritage, Coastal and Marine Biology and Ecology e Ingegneria dei Materiali e Nanotecnologie sono inoltre proposti interamente in lingua inglese.
La sfida del calo demografico
La crescita delle immatricolazioni acquista un peso particolare se inserita nel quadro demografico del Mezzogiorno. Da anni la diminuzione dei diciottenni restringe progressivamente la platea dei potenziali studenti universitari, in Puglia come nel resto d’Italia.
Un elemento sottolineato dalla rettrice Maria Antonietta Aiello, che invita comunque alla prudenza in attesa del completamento delle iscrizioni.
«Questi numeri ci dicono che le ragazze e i ragazzi continuano a scegliere UniSalento e lo fanno in un momento in cui la demografia gioca contro tutte le università italiane – afferma Aiello –. Sappiamo che il quadro si completerà solo nelle prossime settimane, quando si chiuderanno le procedure dei corsi ad accesso programmato, e preferiamo attendere il dato definitivo prima di trarre conclusioni. Ma la direzione è chiara e conferma il lavoro fatto sull’offerta formativa e sui servizi agli studenti e alle studentesse».



