Uomo tenta di ferirsi: due agenti fuori servizio gli salvano la vita. Il SAPPE: “Meritano un riconoscimento”

Hanno sentito un forte colpo provenire dalla strada, seguito da una frenata, da un clacson e dalla voce di un bambino e, pur essendo liberi dal servizio, non hanno esitato a intervenire. Protagonisti della vicenda sono due appartenenti alla Polizia Penitenziaria che, nella notte del 12 agosto a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, hanno prima gestito una situazione potenzialmente pericolosa e successivamente impedito a un uomo di procurarsi gravi lesioni.

A ricostruire l’accaduto è l’Ispettore Capo Emanuele Corvaglia, in servizio presso la Casa circondariale di Treviso e in missione presso l’Istituto di Istruzione di Castiglione delle Stiviere, che si trovava libero dal servizio insieme all’Agente Scelto Vincenzo Vitale.

I due, allarmati dai rumori provenienti dalla strada, hanno raggiunto immediatamente la pubblica via, dove hanno trovato un uomo, successivamente identificato, e poco distante una donna con una bambina che si stavano allontanando.

Poco dopo, grazie alle informazioni raccolte, è emersa la possibile presenza di una donna che sarebbe stata aggredita alla presenza della figlia. I due poliziotti penitenziari hanno quindi richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine attraverso il Numero Unico di Emergenza 112 e, nell’attesa dell’arrivo dei Carabinieri, hanno mantenuto separati i soggetti coinvolti, tutelando la donna e la bambina e contemporaneamente controllando l’uomo.

La situazione ha assunto una piega ancora più delicata intorno alle 2.20, quando improvvisamente l’uomo si è diretto verso alcuni frammenti di vetro presenti sul terreno, riuscendo ad afferrarne uno e puntandolo alla gola. L’Agente Scelto Vitale è intervenuto immediatamente afferrandogli un braccio, mentre l’Ispettore Capo Corvaglia ha bloccato quello con cui impugnava il vetro, riuscendo a farglielo lasciare.

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L’uomo ha quindi tentato nuovamente di procurarsi lesioni rompendo una lente dei propri occhiali e utilizzandone il frammento contro il collo, provocandosi una ferita. I due agenti sono intervenuti ancora una volta, impedendo ulteriori conseguenze, fino a bloccare anche un successivo tentativo dell’uomo di colpire il proprio capo contro il terreno. Solo successivamente i Carabinieri sono intervenuti per immobilizzarlo e ammanettarlo.

Nell’intervento entrambi i poliziotti penitenziari hanno riportato escoriazioni alle mani e si sono recati successivamente al Pronto Soccorso di Ostuni per gli accertamenti sanitari. L’uomo è stato invece affidato al personale sanitario e trasportato in ambulanza in una struttura ospedaliera di Brindisi per le cure e le valutazioni del caso.

«Quello che è accaduto a San Vito dei Normanni dimostra ancora una volta cosa significhi essere Polizia Penitenziaria anche quando si è fuori servizio», sottolinea Giovanni Vona, Segretario Nazionale SAPPE per il Triveneto.

«I colleghi hanno percepito una situazione di possibile pericolo e non si sono voltati dall’altra parte. Hanno messo in sicurezza una donna e una bambina, hanno gestito con equilibrio un uomo in evidente stato di agitazione e, quando la situazione è improvvisamente degenerata, sono intervenuti fisicamente per impedirgli di procurarsi lesioni. Lo hanno fatto mettendo a rischio anche la propria incolumità e riportando loro stessi delle escoriazioni. È questo il volto della Polizia Penitenziaria che troppo spesso non viene raccontato: professionalità, sangue freddo, capacità di intervento e soprattutto profondo senso del dovere».

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«Siamo di fronte a un episodio che merita attenzione e riconoscenza», aggiunge Vona. «Questi colleghi non erano in servizio, non erano tenuti a intervenire in quella circostanza eppure hanno agito con la stessa professionalità che dimostrano quotidianamente all’interno degli istituti penitenziari. Chiediamo pertanto che l’Amministrazione valuti attentamente l’accaduto e riconosca formalmente il comportamento esemplare dei due appartenenti al Corpo».

Il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, esprime «il più vivo apprezzamento per l’Ispettore Capo Corvaglia e l’Agente Scelto Vitale, protagonisti di un intervento caratterizzato da straordinario senso del dovere, coraggio e professionalità». «Ancora una volta – sottolinea – la Polizia Penitenziaria dimostra di essere una forza di polizia profondamente radicata nel tessuto sociale e capace di intervenire in situazioni di emergenza anche al di fuori degli istituti e dell’orario di servizio. Questi due poliziotti hanno contribuito concretamente a evitare che una situazione già estremamente delicata potesse trasformarsi in una tragedia».

«Il dato che deve far riflettere – prosegue Capece – è che questi interventi avvengono spesso lontano dai riflettori e senza che venga adeguatamente raccontato il patrimonio di professionalità, umanità e senso dello Stato degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria. È un Corpo che ogni giorno opera in condizioni difficilissime, affrontando aggressioni, emergenze e situazioni di forte tensione, ma che sa anche mettere le proprie competenze al servizio della collettività quando si trova fuori dal carcere».

«Per questo – conclude il segretario generale del SAPPE – riteniamo doveroso che l’Amministrazione Penitenziaria valuti il conferimento di un riconoscimento formale ai due colleghi. Non si tratta soltanto di premiare un gesto di coraggio, ma di valorizzare un modello di comportamento che rappresenta nel modo migliore la funzione sociale della Polizia Penitenziaria: essere sempre dalla parte della vita, della sicurezza e della tutela delle persone».

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