
“Nessuno schieramento, nessuna bandiera. Uomini e donne di buona volontà, che motu proprio, hanno deciso di gridare il dissenso contro questa Amministrazione”.
Tutto è nato semplicemente da una conversazione tra amici su Facebook, Serena Marchese e Danilo Siciliano. Una conversazione alla quale si sono uniti in tanti, accomunati dal disappunto per le condizioni in cui versa Nardò. L’idea è arrivata spontanea. Parlare, dimostrare pacificamente che non si è d’accordo con qualcosa, non fa male a nessuno. Ed è arrivata l’idea di creare un appuntamento.
“Un appuntamento al quale tutti i cittadini che tengono alla propria dignità, alla dignità della propria città sono invitati, perché oltre al danno di vivere in una città in frantumi, non si può sopportare la beffa di vedersi traditi, per la terza volta, da chi dovrebbe rappresentare la gente. E non lo fa. Stavolta si protesta, e lo si fa davvero, perché non è dignitoso quello che accade. Tre crisi in tre anni, con salvataggio in corner. Salvataggio di che poi? Delle proprie chiappe. Mentre, scusate la volgarità, noi siamo con le chiappe per terra. Ed allora, se l’orgoglio non arriva nemmeno da chi avrebbe in mano le carte per porre fine a questa sciagurata agonia, che sappiano almeno che l’orgoglio la città di Nardò, ce l’ha. Che si sappia, dopo, lavorare a cuor leggero, sapendo che non si è né rispettati né graditi, perché il rispetto si guadagna con le azioni e con il dimostrare l’amore per la città. Che manca, lassù nel castello. Che si sappia che Nardò non è un gregge di pecore a testa bassa, ma una città dove ancora pulsano cuore e dignità. E pulsano abbastanza da protestare. Alle 16, davanti al castello”.
Ilaria Marinaci




