Vaglio ritira le dimissioni: Nardò alza la voce e scende in piazza

Appuntamento giovedì 16 settembre, a partire dalle 16, davanti a Palazzo Personè. Si tratta di un flash mob, per usare un termine molto in voga in questo periodo, un raduno di persone convocate attraverso il social network Facebook che si ritroveranno spontaneamente davanti al Comune per protestare contro i magheggi del sindaco Antonio Vaglio, per il terzo anno consecutivo prima dimissionario e poi auto-reintegratosi l’ultimo giorno utile. Il malcontento è diffuso e serpeggiante. Questi sono i dettagli e le motivazioni che accompagnano la singolare iniziativa. “Un moto di orgoglio nella gente di Nardò. Un comitato spontaneo, senza capipopolo, se non il popolo stesso, per dire quello che si sussurra in tutte le case e in tutte le strade: basta! Il tam – tam è veloce e in pochi minuti si decide”.

“Nessuno schieramento, nessuna bandiera. Uomini e donne di buona volontà, che motu proprio, hanno deciso di gridare il dissenso contro questa Amministrazione”.

Tutto è nato semplicemente da una conversazione tra amici su Facebook, Serena Marchese e Danilo Siciliano. Una conversazione alla quale si sono uniti in tanti, accomunati dal disappunto per le condizioni in cui versa Nardò. L’idea è arrivata spontanea. Parlare, dimostrare pacificamente che non si è d’accordo con qualcosa, non fa male a nessuno. Ed è arrivata l’idea di creare un appuntamento.

“Un appuntamento al quale tutti i cittadini che tengono alla propria dignità, alla dignità della propria città sono invitati, perché oltre al danno di vivere in una città in frantumi, non si può sopportare la beffa di vedersi traditi, per la terza volta, da chi dovrebbe rappresentare la gente. E non lo fa. Stavolta si protesta, e lo si fa davvero, perché non è dignitoso quello che accade. Tre crisi in tre anni, con salvataggio in corner. Salvataggio di che poi? Delle proprie chiappe. Mentre, scusate la volgarità, noi siamo con le chiappe per terra. Ed allora, se l’orgoglio non arriva nemmeno da chi avrebbe in mano le carte per porre fine a questa sciagurata agonia, che sappiano almeno che l’orgoglio la città di Nardò, ce l’ha. Che si sappia, dopo, lavorare a cuor leggero, sapendo che non si è né rispettati né graditi, perché il rispetto si guadagna con le azioni e con il dimostrare l’amore per la città. Che manca, lassù nel castello. Che si sappia che Nardò non è un gregge di pecore a testa bassa, ma una città dove ancora pulsano cuore e dignità. E pulsano abbastanza da protestare. Alle 16,  davanti al castello”.

Ilaria Marinaci

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