Cronaca
A dodici anni con una pistola nello zaino
Dopo l’episodio avvenuto in una scuola del sud Salento riaffiora il tema della prevenzione educativa, del ruolo delle famiglie e della crescente familiarità dei minori con simboli e linguaggi della violenza
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di Giuseppe Cerfeda
A dodici anni si dovrebbe entrare in classe con libri, paure adolescenziali e sogni ancora acerbi.
A Taviano, invece, uno studente si è presentato a scuola con una pistola scacciacani priva di tappo rosso, caricatore inserito e cartucce a salve.
Un fatto che segue un episodio analogo verificatosi pochi mesi fa nello stesso istituto.
La vicenda ha inevitabilmente acceso una riflessione che supera il singolo caso di cronaca
L’arma, anche quando non destinata a sparare proiettili veri, conserva un valore simbolico forte, soprattutto nell’immaginario dei più giovani.
La presenza di una pistola tra i banchi di scuola racconta un disagio che merita attenzione e che coinvolge famiglie, istituzioni educative e contesto sociale.
IL PESO DEI MODELLI CULTURALI
Negli ultimi anni il linguaggio della violenza è diventato sempre più familiare agli adolescenti.
Social network, videogiochi, serie televisive e contenuti digitali espongono quotidianamente i ragazzi a immagini fondate sulla forza, sulla sfida e sull’ostentazione del potere.
In questo scenario anche una scacciacani può trasformarsi in un oggetto identitario, capace di suscitare curiosità, emulazione o desiderio di apparire.
La giovane età del protagonista dell’episodio rende ancora più evidente la necessità di rafforzare il dialogo educativo. La prevenzione passa dalla capacità degli adulti di riconoscere segnali di fragilità, isolamento o disagio emotivo prima che trovino espressione in gesti pericolosi.
SCUOLA E FAMIGLIE IN PRIMA LINEA
La scuola continua a rappresentare il primo presidio sociale capace di intercettare situazioni delicate.
In questo caso sono stati i compagni ad avvisare i docenti, consentendo un intervento immediato delle forze dell’ordine.
Un elemento che dimostra quanto sia fondamentale costruire ambienti scolastici fondati sulla fiducia e sul senso di responsabilità condivisa.
Accanto al ruolo degli insegnanti resta centrale quello delle famiglie.
Vigilare sugli oggetti presenti in casa, conoscere le frequentazioni dei figli, osservare comportamenti e cambiamenti improvvisi significa contribuire concretamente alla prevenzione.
Educazione emotiva, ascolto e presenza quotidiana rappresentano strumenti decisivi per contrastare derive sempre più precoci.
CAMPANELLO D’ALLARME
Il caso di Taviano assume il valore di un campanello d’allarme che non si può ignorare.
Ogni episodio che coinvolge minori e armi impone una riflessione collettiva sul rapporto tra giovani e violenza simbolica.
La risposta richiede continuità educativa, dialogo tra scuola e famiglie e una presenza adulta autorevole, capace di accompagnare gli adolescenti in una fase della vita sempre più fragile e complessa.
Cronaca
Anziano ritrovato dopo una notte di ricerche: il lieto epilogo
Grazie a una capillare attività di ricerca coordinata dai Carabinieri, con la
tempestiva diramazione delle informazioni a tutti i reparti interessati, l’uomo è stato ritrovato
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Una segnalazione giunta nel pomeriggio di sabato ha dato avvio a una delicata attività di assistenza e ricerca che si è conclusa nelle prime ore della notte con il ritrovamento, in buone condizioni di salute, di un uomo di 85 anni originario di Torino.
L’allarme è scattato quando alcuni cittadini hanno notato la presenza di un anziano che
camminava lungo la Strada Provinciale 101 “Lecce-Gallipoli”, apparendo disorientato e in
evidente difficoltà.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Cavallino che hanno rapidamente individuato e identificato l’uomo, accertando una condizione di lucidità intermittente.
Consapevoli della delicatezza della situazione, i militari dell’Arma hanno immediatamente
richiesto l’intervento del personale sanitario del 118 e avviato gli accertamenti necessari per
ricostruire il contesto personale dell’anziano.
Attraverso il contatto con il fratello, è emerso che l’uomo, vedovo e senza figli, è affetto da una patologia neurodegenerativa e non dispone più di riferimenti familiari nel territorio salentino.
Attivata la rete dei servizi socio-assistenziali e disposto il trasferimento presso l’Ospedale
“Vito Fazzi” di Lecce per gli accertamenti del caso, l’anziano si è tuttavia allontanato volontariamente dalla struttura sanitaria, facendo perdere le proprie tracce.
Da quel momento è scattata una capillare attività di ricerca coordinata dai Carabinieri, con la
tempestiva diramazione delle informazioni a tutti i reparti interessati.
L’impegno costante degli operatori ha consentito, nel corso della notte tra il 7 e l’8 giugno, ai militari della Stazione Carabinieri di Gallipoli di rintracciare l’uomo nel territorio gallipolino.
L’anziano è stato trovato in buono stato di salute e successivamente accompagnato, in via
precauzionale, presso l’Ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina per gli ulteriori
accertamenti sanitari.
Cronaca
Gagliano del Capo, chiuse le indagini su presunti abusi edilizi: coinvolto anche il sindaco
La Procura di Lecce contesta a sette persone ipotesi di abuso edilizio, falso ideologico e omissione di atti d’ufficio. Nel fascicolo anche dirigenti comunali e i proprietari dell’immobile interessato dai lavori
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La Procura di Lecce ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito di un’inchiesta che riguarda presunti abusi edilizi, falso ideologico e omissione di atti d’ufficio.
Tra i sette indagati compare anche il sindaco rieletto di Gagliano del Capo, Gianfranco Melcarne.
Il provvedimento, firmato dal sostituto procuratore Massimiliano Carducci, coinvolge inoltre il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale di 73 anni, il segretario generale del Comune di 56 anni, la responsabile del settore economico-finanziario di 45 anni, il responsabile del settore Gestione del territorio di 56 anni e due coniugi, rispettivamente di 65 e 60 anni, proprietari dell’immobile e committenti degli interventi finiti sotto la lente degli investigatori.
Secondo la ricostruzione accusatoria, i proprietari e il responsabile dell’Ufficio tecnico avrebbero preso parte alla realizzazione di opere di adeguamento relative a un complesso produttivo, autorizzando anche il cambio di destinazione d’uso da attività artigianale-produttiva a esercizio commerciale destinato alla vendita di prodotti vari e alimentari, senza i necessari titoli abilitativi.
L’inchiesta si concentra in particolare su due autorizzazioni rilasciate nel 2023 che, secondo la Procura, sarebbero incompatibili con la normativa urbanistica vigente nell’area interessata, classificata come zona agricola produttiva.
Agli indagati viene contestato anche il falso ideologico in atto pubblico. Per gli inquirenti, infatti, nei provvedimenti autorizzativi sarebbe stata attestata una conformità urbanistica non rispondente agli strumenti di pianificazione territoriale.
Inoltre, sarebbe stata omessa l’indicazione di una convenzione che regolava il complesso produttivo e che prevedeva specifici vincoli sulla destinazione d’uso dell’immobile.
Un ulteriore capo di imputazione riguarda invece il sindaco Gianfranco Melcarne, il segretario generale, la responsabile del settore economico-finanziario e il responsabile del settore Gestione del territorio.
Ai quattro viene contestata l’omissione di atti d’ufficio per non aver risposto nei termini previsti dalla legge a una richiesta di accesso agli atti avanzata nel 2024 da un consigliere comunale.
Con la chiusura delle indagini preliminari, gli indagati avranno ora la possibilità di esaminare gli atti dell’inchiesta, depositare memorie difensive, produrre documentazione o chiedere di essere interrogati prima delle decisioni definitive della Procura.
La difesa degli indagati è affidata agli avvocati Riccardo Giannuzzi e Luigi Covella, che hanno espresso fiducia sull’operato del sindaco di Gagliano del Capo.
Corigliano
Rogo nella notte distrugge un furgone parcheggiato in strada
Le fiamme hanno avvolto un Fiat Doblò poco dopo le 3 del mattino. Decisivo l’intervento dei Vigili del Fuoco per evitare ulteriori danni, sul posto anche i Carabinieri
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Questa notte, intorno alle 03:20 circa, una squadra dei Vigili del Fuoco del Distaccamento di Maglie è intervenuta nel comune di Corigliano d’Otranto, in via San Leonardo, per l’incendio di un’autovettura.
All’arrivo sul posto, il veicolo, un Fiat Doblò regolarmente parcheggiato sulla pubblica via, risultava completamente avvolto dalle fiamme.
Le operazioni di spegnimento hanno consentito di estinguere il rogo e di impedire la propagazione dell’incendio ad altre autovetture o strutture limitrofe, garantendo la messa in sicurezza dell’area interessata.
Sul posto sono successivamente intervenuti i Carabinieri per gli accertamenti investigativi di competenza.
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