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Un uomo di 51 anni, residente a Copertino, è stato arrestato il 28 luglio dalla Polizia di Stato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, la donna sarebbe stata vittima per anni di violenze fisiche e psicologiche, con aggressioni spesso legate alla morbosa gelosia dell’uomo. Comportamenti prevaricatori e aggressivi che, stando agli accertamenti, sarebbero stati aggravati anche dall’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti e si sarebbero verificati anche alla presenza dei figli.
Per evitare un’ulteriore escalation, la donna sarebbe stata costretta nel tempo a interrompere ogni rapporto con i propri genitori, che non avrebbero mai avuto modo di conoscere i tre nipoti.
Nel recente passato, la decisione della figlia maggiore di riallacciare i rapporti con i nonni materni avrebbe provocato una violenta reazione del 51enne nei confronti del genero, episodio sfociato in un arresto per tentato omicidio. Dopo un periodo trascorso in carcere, l’uomo avrebbe però ripreso i comportamenti vessatori nei confronti della moglie.
L’ultimo episodio risale al pomeriggio del 27 luglio. Durante una passeggiata, il 51enne avrebbe nuovamente aggredito verbalmente la donna. Quando lei ha minacciato di contattare le forze dell’ordine, l’uomo avrebbe tentato di strapparle il telefono dalle mani, bloccandole le braccia.
Subito dopo le avrebbe sottratto la borsa, preso il portafogli con i documenti d’identità e dato tutto alle fiamme in un camino insieme alle calzature della donna.
La vittima è poi riuscita a chiedere l’intervento della Polizia di Stato. All’arrivo degli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Nardò, secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe continuato a insultare la moglie anche in loro presenza.
La donna è stata successivamente trasportata in ospedale in ambulanza.
Al termine degli accertamenti, il 51enne è stato arrestato e condotto nella Casa circondariale di Borgo San Nicola, a Lecce, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Si precisa che i provvedimenti adottati nella fase investigativa e/o dibattimentale non comportano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti a indagini o imputati e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite nel rispetto dei diritti della persona indagata e del principio di presunzione di innocenza.




