Casarano
Aumentano le denunce nei confronti dei presunti responsabili dei lanci di torce pirotecniche al Rally Città di Casarano
Individuati altri quattro giovani dopo i disordini lungo la prova speciale di Specchia. Il Questore valuta l’adozione di misure di prevenzione per scongiurare il ripetersi di episodi analoghi
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Continuano gli accertamenti delle forze dell’ordine dopo quanto accaduto durante il 31° Rally Città di Casarano, disputato lo scorso 25 aprile, nel corso della prova speciale di Specchia.
Secondo quanto reso noto dalla Polizia di Stato, durante il servizio predisposto per garantire ordine pubblico e sicurezza lungo il tracciato, gli agenti impegnati nella zona di Cardigliano, in prossimità del secondo tornante, avevano notato alcuni uomini posizionati sul pendio che sovrasta il circuito di gara.
Come già comunicato nei giorni scorsi, un 37enne era stato arrestato con l’accusa di aver lanciato una prima torcia pirotecnica sul percorso, mettendo in pericolo sia gli equipaggi in gara sia il pubblico presente lungo la prova speciale. Nella stessa circostanza erano stati denunciati in stato di libertà anche un 20enne e un 24enne, entrambi residenti a Bagnolo del Salento, per possesso di materiale pirotecnico durante una manifestazione sportiva.
Le successive indagini, supportate dall’analisi delle immagini raccolte dalla Polizia Scientifica, hanno ora consentito di individuare altri quattro soggetti ritenuti responsabili della medesima condotta.
Si tratta di un 24enne di Carpignano Salentino, un 26enne di Sanarica, un 21enne di Montesano Salentino e un altro 21enne di Bagnolo del Salento.
Durante l’evento i quattro sarebbero stati trovati in possesso di fumogeni e bengala. Per tre di loro è stata contestata la violazione dell’articolo 6-ter della legge 401 del 1989, che punisce il possesso di artifici pirotecnici nel corso di eventi sportivi.
Per il giovane di Bagnolo del Salento, oltre alla stessa contestazione, è stata ipotizzata anche la violazione dell’articolo 6-bis della medesima normativa, poiché avrebbe lanciato una seconda torcia sul circuito di gara.
Secondo gli investigatori, il comportamento degli indagati avrebbe causato un concreto pericolo per i concorrenti e per il pubblico, oltre a rallentare il regolare svolgimento della competizione. Un’auto in arrivo, infatti, avrebbe dovuto effettuare manovre improvvise di emergenza per evitare il contatto con le fiamme presenti sulla carreggiata.
Sono ora in corso valutazioni da parte del Questore Giampietro Lionetti sull’eventuale adozione di misure di prevenzione personali per scongiurare il ripetersi di episodi analoghi.
Come previsto dalla legge, tutti i soggetti coinvolti devono ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Attualità
Un po’ di Casarano ai Giochi del Mediterraneo
Dalla provincia salentina ai grandi palcoscenici UEFA: la Green & Sport di Casarano protagonista della realizzazione dei terreni di gioco per gli impianti dei Giochi del Mediterraneo tra Taranto e Lecce
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di Antonio Memmi
A volte le eccellenze italiane non fanno rumore, non hanno uffici scintillanti a Milano, né manager che parlano inglese a ogni frase ma crescono lontano dai riflettori, in silenzio, tra competenza, sacrificio e chilometri macinati sui cantieri.
È il caso della Green & Sport di Casarano, un’azienda che da oltre trent’anni lavora dove il calcio vero comincia: sotto i piedi dei campioni.
Perché il prato di uno stadio non è un dettaglio estetico ma è tecnologia, ingegneria, agronomia e persino precisione chirurgica; è una macchina viva che deve reggere pioggia, sole, tacchetti, televisioni e milioni di euro di interessi. E quando UEFA e grandi consorzi di aziende e progettisti devono scegliere a chi affidare lavori delicatissimi, non guardano i proclami ma guardano la storia, i risultati e soprattutto l’affidabilità.
Non è un caso quindi che Green & Sport abbia appena firmato i contratti per due interventi tra i più importanti del panorama sportivo italiano. Il primo riguarda il nuovo terreno di gioco dello stadio “Erasmo Iacovone” di Taranto, impianto destinato a diventare un UEFA 3, cioè idoneo a ospitare competizioni europee fino alle semifinali di Champions League. Il secondo è ancora più prestigioso: il nuovo stadio di Lecce, omologato UEFA 4, il massimo standard possibile, quello che consente addirittura di ospitare una finale di Champions.
Dietro queste definizioni fredde e burocratiche si nasconde però un mondo di complessità enorme. In entrambe gli stadi infatti, il terreno di gioco dovrà essere completamente demolito, ricostruito da zero e a Lecce perfino spostato di quattro metri verso la tribuna. Non una semplice risistemazione, ma una trasformazione integrale.
E ogni fase dovrà ovviamente rispettare rigidissimi parametri UEFA: dalla stratigrafia del drenaggio all’impianto di irrigazione, fino alla risposta elastica con i materiali utilizzati del terreno. Nulla viene quindi lasciato al caso, soprattutto l’erba che poi è il risultato finale di tanto lavoro. Per entrambe gli stadi sarà utilizzata erba naturale in macroterma, quella che nel linguaggio comune viene chiamata “gramigna”.
Questa è una scelta tecnica precisa, studiata per resistere alle temperature del Sud e garantire durata, compattezza e capacità di recupero. Le zolle arriveranno a bordo di almeno 25 camion bilico refrigerati, in big roll lunghi 10 metri e larghi 1,20.
Un’operazione logistica impressionante, quasi militare per organizzazione e tempistiche. La vera impresa, però, è un’altra: i due lavori infatti dovranno procedere quasi in contemporanea quando già uno soltanto basterebbe a impegnare uomini, mezzi e competenze per mesi. I tempi quindi sono strettissimi, perché gli impianti dovranno essere pronti per i Giochi del Mediterraneo, con Taranto destinata addirittura a ospitarne la cerimonia inaugurale.
In questo scenario ad altissima pressione, dove ogni errore può trasformarsi in un problema mondiale, la scelta è ricaduta proprio su una realtà di Casarano; e questa non è soltanto una notizia sportiva ma è una notizia che riguarda un territorio intero.
Perché Green & Sport non arriva qui per caso. Negli anni ha lavorato su impianti che hanno ospitato gare internazionali e match di livello FIFA, costruendo credibilità sul campo, nel senso più letterale possibile del termine, senza marketing aggressivo, senza slogan ma solo con la professionalità. E forse è proprio questa la lezione più bella, in un’Italia che troppo spesso racconta il Sud come periferia dell’eccellenza, c’è invece un’azienda salentina che viene scelta per realizzare campi destinati al calcio internazionale più importante; significa che competenza, serietà ed esperienza possono ancora vincere sulle geografie e sulle conoscenze.
Casarano, stavolta, non è semplicemente il luogo da cui parte un’impresa ma è il simbolo di una professionalità che ha saputo conquistarsi il rispetto nazionale metro dopo metro (o zolla dopo zolla).
Appuntamenti
La sfida con l’Union Brescia per continuare a sognare
Confermato il regolamento senza supplementari e rigori
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di Giuseppe Lagna
La Lega Pro ha comunicato gli accoppiamenti del secondo turno della fase finale play-off nazionale.
Gare di andata, domenica 17 maggio 2026:
- Casarano-Union Brescia ore 20.00
- Salernitana-Ravenna ore 20. 00
- Potenza-Ascoli ore 20.00
- Lecco-Catania ore 20.45
Gare di ritorno, mercoledì 20 maggio 2026:
- Union Brescia-Casarano ore 20.00
- Ravenna-Salernitana ore 20:45
- Ascoli-Potenza ore 20.00
- Catania-Lecco ore 20.30
In questo secondo turno della fase nazionale vale lo stesso regolamento del primo per quanto riguarda l’accesso alla fase successiva, senza il ricorso a tempi supplementari e rigori.
Casarano
Un cuore grande così!
Altra impresa di un Casarano infinito. “Rimontona” in Brianza con il 3-0 firmato da Cerbone e Grandolfo (più un autogol) che ribalta lo 0-2 del “Capozza”. A mezzogiorno rossoazzurri conosceranno l’avversaria per il secondo turno della fase nazionale dei play off
RENATE-CASARANO 0-3
Reti: pt 36′ Cerbone, 45′ autogol Ori; st 9′ Grandolfo
di Giuseppe Lagna
Nel corso del precampionato circolava persino una canzone dal titolo “Salvare n’imu“, ad indicare il primo obiettivo del neopromosso Casarano: giusta umiltà al cospetto di un girone quasi da serie B.
E invece che ti combina la compagine del patron Filograna, agli ordini di Vito Di Bari?
Non solo staziona nell’arco di tutto il campionato sempre nella fascia play-off, ma addirittura dall’ottavo posto finale ti va ad eliminare nell’ordine Monopoli, Cosenza e Renate.
A questo punto, cari signori, è storia, perché le Serpi solo con un tre a zero potevano ribaltare la sconfitta di tre giorni prima al Capozza: detto fatto!
Con la città in visibilio per il tetto mai raggiunto nella sua storia calcistica da quando hanno inventato i play-off, resta l’attesa a mezzogiorno e trenta del sorteggio per gli abbinamenti delle squadre per il secondo turno della fase nazionale.
Eccole in ordine alfabetico: Ascoli, Brescia, Casarano, Catania, Lecco, Potenza, Ravenna, Salernitana.
Al termine dell’impresa a Meda, esultanza incontenibile in campo tra abbracci e lacrime di gioia di calciatori e tecnici, con il presidente Antonio Filograna Sergio al settimo cielo, mentre si levavano i cori del centinaio di tifosi fuorisede per lavoro o studio, a sopperire al discutibile divieto di trasferta.
Quattro partite in tredici giorni, e non è finita, stanno a indicare spirito di sacrificio e di lotta in un gruppo fortemente coeso, ben costruito e diretto, supportato da un caloroso e affezionato pubblico, nell’urgente prospettiva di una ripresa, anche oltre il calcio, in città e comprensorio.
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