Cronaca
Baby bulle scatenate in centro
Aggrediscono una coetanea nei pressi del Politeama a Lecce: scatta l’ammonimento del Questore per le due ragazze di 13 e 14 anni
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Scene da brivido nel cuore di Lecce.
Una ragazzina è stata accerchiata e aggredita da un gruppo di coetanee nei pressi del Politeama, in pieno centro.
Un episodio che riaccende i riflettori sul fenomeno sempre più allarmante del bullismo tra giovanissimi.
La vittima, sotto shock, ha trovato il coraggio di denunciare tutto accompagnata dai genitori, rivolgendosi all’Ufficio Minori della Questura.
Il suo racconto ha dato il via a un’indagine immediata.
INDIVIDUATE LE RESPONSABILI: HANNO SOLO 13 E 14 ANNI
Gli agenti della Divisione Anticrimine della Polizia non hanno perso tempo: ricostruita la dinamica, sono state identificate due giovanissime responsabili, appena 13 e 14 anni.
Le ragazze sono state convocate in Questura insieme ai genitori e lì è scattato il provvedimento ufficiale: ammonimento firmato dal Questore di Lecce Giampietro Lionetti.
COS’È L’AMMONIMENTO (E PERCHÉ FA PAURA)
Non si tratta di una semplice “tirata d’orecchie”.
L’ammonimento, introdotto dal cosiddetto decreto Caivano, è una misura seria: un avvertimento formale che segna un punto di svolta.
L’obiettivo? Fermare subito la spirale della violenza prima che degeneri.
Le minorenni sono state messe davanti alle conseguenze delle loro azioni e invitate a cambiare strada.
FENOMENO IN CRESCITA
Non è un caso isolato.
Negli ultimi mesi, la Questura di Lecce ha intensificato controlli e interventi contro il disagio giovanile.
Episodi simili si stanno moltiplicando e la preoccupazione cresce tra famiglie e istituzioni.
Solo pochi mesi fa, un altro ammonimento aveva colpito una quattordicenne per fatti analoghi.
MESSAGGIO CHIARO
La linea è dura: tolleranza zero contro il bullismo.
Le forze dell’ordine puntano sulla prevenzione, ma il segnale è netto — chi sbaglia paga, anche a 13 anni.
Resta una domanda: quante altre storie come questa restano ancora nell’ombra?
NON SONO SOLO RAGAZZATE
Fa male anche solo raccontarlo, ma è necessario farlo.
Quello di Lecce, purtroppo, non è solo un episodio isolato.
Piuttosto è uno specchio che riflette qualcosa di più profondo, che ci riguarda tutti.
Parliamo di ragazze di 13 e 14 anni.
Non numeri, non “casi”, ma figlie, compagne di scuola, vite in formazione.
Allora la domanda è inevitabile: cosa sta succedendo?
C’è una rabbia che cresce, spesso silenziosa, che esplode nei modi peggiori.
C’è una fragilità che non sempre viene vista, né ascoltata.
E c’è anche una modernità distopica, fatta di social, pressione, isolamento, che può trasformare un gruppo in un branco.
L’intervento della Polizia, con l’ammonimento, è importante. Serve a fermare, a mettere un limite.
Ma da solo non basta.
Serve qualcosa di più profondo
Serve la presenza degli adulti.
Serve ascolto vero, nelle famiglie e nelle scuole.
Serve educazione emotiva, rispetto, responsabilità.
Serve anche il coraggio di non voltarsi dall’altra parte quando si intuisce che qualcosa non va.
Ogni episodio di violenza tra giovani è una sconfitta collettiva.
Proviamo a trasformarla in un punto di partenza, un’occasione per fermarci, guardarci negli occhi e chiederci: che adulti vogliamo essere?
Che futuro stiamo costruendo per questi ragazzi?
La risposta, questa volta, non può aspettare.
Giuseppe Cerfeda
Cronaca
Otranto, locale chiuso per 20 giorni dopo la maxi rissa
La sospensione è stata disposta dalla Questura di Lecce dopo gli episodi avvenuti durante un evento musicale del 5 aprile. Identificate e denunciate nove persone coinvolte
La Polizia di Stato ha notificato ai titolari di un noto locale di Otranto il provvedimento del questore della Provincia di Lecce, Giampietro Lionetti, che dispone la sospensione dell’attività per 20 giorni.
Il provvedimento amministrativo, di competenza dell’Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza, ha carattere preventivo e cautelare e punta a interrompere situazioni ritenute potenzialmente pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica.
La decisione arriva in seguito a quanto accaduto lo scorso 5 aprile durante un evento musicale che aveva richiamato numerosi partecipanti.
Secondo quanto ricostruito, una rissa che avrebbe coinvolto circa trenta persone ha generato momenti di forte tensione e panico tra i presenti.
Sul posto erano intervenuti gli agenti della Questura di Lecce in servizio presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Otranto.
Gli accertamenti avrebbero evidenziato che i fatti sarebbero iniziati nell’area di pertinenza del pubblico esercizio e, secondo alcune testimonianze raccolte, verosimilmente anche all’interno del locale.
La rissa, stando a quanto emerso, si sarebbe poi protratta e allargata anche nelle aree vicine, provocando danni a tavoli, sedie e vasi e costringendo molti avventori, estranei ai fatti, ad allontanarsi rapidamente per timore di essere coinvolti.
Dall’episodio sono scaturite denunce per danneggiamento e un’attività di polizia giudiziaria che ha portato all’identificazione e alla denuncia di 9 persone ritenute coinvolte nella rissa.
Contestualmente, la Squadra Amministrativa del Commissariato aveva avanzato una proposta di sospensione dell’attività ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. L’iter amministrativo è stato successivamente istruito dalla Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Lecce e si è concluso con la notifica del provvedimento ai titolari del locale.
La finalità del provvedimento, sottolinea la Polizia di Stato, è quella di bilanciare la libertà di iniziativa economica con il diritto dei cittadini a vivere in condizioni di ordine e sicurezza.
Viene inoltre ribadita l’importanza della collaborazione tra gestori dei locali e addetti ai servizi di controllo, soprattutto in occasione di eventi con grande affluenza di pubblico, per garantire una gestione adeguata delle possibili criticità e un tempestivo coinvolgimento delle forze dell’ordine.
La sospensione è stata adottata nel rispetto dei principi di gradualità e proporzionalità dei provvedimenti amministrativi, considerando che il locale era già stato destinatario di una diffida del questore nel 2024 e aveva ricevuto sanzioni amministrative nel 2024 e nel 2025.
Cronaca
Incendio durante la pulizia di un terreno: ustionato a volto e mani
Un 73enne è stato soccorso dal 118 e trasportato d’urgenza all’ospedale di Scorrano. Indagini in corso sulle cause del rogo
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Momenti di forte apprensione ieri pomeriggio nelle campagne di Diso, dove un uomo di 73 anni è rimasto ferito dopo essere stato raggiunto dalle fiamme divampate all’interno del suo terreno agricolo.
Secondo i primi accertamenti effettuati dai Carabinieri della stazione di Spongano, il pensionato stava effettuando alcuni lavori di pulizia del fondo, bruciando cumuli di sterpaglie raccolte poco prima. Durante le operazioni, però, qualcosa è andato storto e il fuoco lo avrebbe investito in pieno.
Il 73enne ha riportato ustioni al volto e alle mani. Sul posto sono arrivati in pochi minuti i sanitari del 118 insieme ai militari dell’Arma, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Dopo le prime cure ricevute sul posto, l’uomo è stato trasferito in ambulanza all’ospedale di Scorrano. Le sue condizioni vengono monitorate dai medici che, pur non riscontrando un immediato pericolo di vita, hanno deciso di mantenere la prognosi riservata in attesa di ulteriori valutazioni cliniche.
Andrano
Marina di Andrano: perde il controllo e sbatte contro due auto in sosta
L’incidente avvenuto nella notte in zona Botte ha svegliato i residenti; soccorsi e forze dell’ordine sul posto
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Paura nella notte a Marina di Andrano, lungo la SP168, dove un’auto fuori controllo ha centrato due vetture parcheggiate in zona Botte.
L’incidente, avvenuto intorno alle 4 del mattino, è ancora avvolto nel mistero: per motivi che restano da accertare, il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo, urtando i veicoli in sosta.
L’impatto ha svegliato molti residenti, richiamando immediatamente sul posto soccorsi e forze dell’ordine. I danni alle auto coinvolte sono subito apparsi evidenti.
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