Segui ilGallo Live News su WhatsApp clicca qui
Riprendono con l’impiego dei Canadair le operazioni di spegnimento dell’incendio che ha devastato la Serra di Ruffano.
Per motivi di sicurezza è stata disposta la chiusura del cimitero comunale e delle strade interessate dagli interventi. La popolazione è stata invitata a evitare la circolazione nelle aree coinvolte e a non sostare nei tratti a rischio, così da agevolare le operazioni di soccorso e garantire la sicurezza di tutti.
Sulla drammatica giornata è intervenuto il sindaco di Ruffano Antonio Cavallo, che ha affidato a una lunga dichiarazione il bilancio dell’emergenza, il ringraziamento a quanti hanno partecipato alle operazioni e una riflessione sul ritardo nell’arrivo dei Canadair.
Di questa giornata cosa rimane?
«Rimane una ferita profonda nel cuore di tutti noi. Una ferita inferta alla Serra di Ruffano, uno dei luoghi più belli, suggestivi e ricchi di valore naturalistico del Salento, oggi devastata da un incendio che, con ogni probabilità, è di origine dolosa.
Rimane il dolore nel vedere centinaia di ettari di macchia mediterranea e di bosco andare in fumo in poche ore. Un patrimonio ambientale che appartiene non solo a Ruffano, ma all’intero Salento.
Ma, soprattutto, rimane la consapevolezza di aver fatto tutto ciò che era umanamente possibile per salvaguardare la vita delle persone. La cosa più importante è che, grazie a Dio, nessuno ha perso la vita e nessuno è rimasto ferito. Abbiamo dovuto evacuare numerose abitazioni, chiedendo a tante famiglie di lasciare improvvisamente le proprie case, ma la tutela della loro incolumità è stata, sin dal primo momento, la nostra assoluta priorità.
Un elemento importante va evidenziato: il sistema di monitoraggio installato sulla Serra ha rilevato tempestivamente i primi segnali di fumo e le variazioni di temperatura, facendo scattare immediatamente l’allarme e consentendo l’attivazione della macchina dei soccorsi senza alcun ritardo. Purtroppo, però, l’incendio è stato appiccato in uno dei punti più impervi e difficilmente raggiungibili della Serra e, a causa del vento fortissimo che soffiava in quelle ore, in pochissimi minuti le fiamme si sono propagate con una violenza impressionante, rendendo estremamente complesse le operazioni di contenimento e arrivando a minacciare abitazioni e vite umane.
In queste ore ho visto il volto più bello della nostra comunità. Ho visto donne e uomini lavorare senza sosta, con professionalità, coraggio e uno straordinario spirito di servizio. Ho visto cittadini che, con i propri mezzi agricoli, si sono messi spontaneamente a disposizione per dare una mano e aiutare chi era in difficoltà. È questa la Ruffano che conosco e di cui sono profondamente orgoglioso.
Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno operato instancabilmente: la Prefettura di Lecce, con la quale sono rimasto in costante contatto durante tutta l’emergenza, i Vigili del Fuoco, il DOS per il coordinamento delle operazioni a terra, la Protezione Civile, le Guardie Ambientali, la Polizia Locale di Ruffano, i Carabinieri della Stazione di Ruffano, i Carabinieri Forestali di Tricase, la Croce Rossa Italiana, le associazioni di Protezione Civile dei comuni limitrofi e tutti i volontari che, senza risparmiarsi, hanno contribuito a fronteggiare una situazione drammatica.
Un pensiero di sincera gratitudine desidero rivolgerlo anche a Sua Eccellenza Mons. Vito Angiuli, Vescovo della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, che ha voluto manifestare la propria vicinanza alla nostra comunità, assicurando la sua preghiera e la sua solidarietà alle famiglie coinvolte e a tutti coloro che erano impegnati nelle operazioni di soccorso. Un gesto di grande sensibilità umana e pastorale che abbiamo profondamente apprezzato.
Ora è il momento delle indagini. Saranno analizzate le immagini delle telecamere, delle foto-trappole e ogni elemento utile ad accertare le responsabilità. Alcune situazioni sospette sono già al vaglio degli investigatori. Se sarà confermata la natura dolosa dell’incendio, chi ha compiuto questo gesto criminale dovrà risponderne davanti alla giustizia e davanti a un’intera comunità che oggi piange il proprio patrimonio ambientale.
Consentitemi, infine, una riflessione. Non posso nascondere l’amarezza per il ritardo nell’arrivo dei Canadair, giunti quando il rogo aveva ormai assunto proporzioni enormi. È una questione sulla quale sarà necessario aprire una seria riflessione: il Salento e la Puglia devono poter contare su mezzi aerei antincendio più vicini, perché in situazioni come questa anche pochi minuti possono fare la differenza tra salvare un bosco o perderlo per sempre.
Da Sindaco, oggi sono rimasto in prima linea, accanto alle istituzioni, alle forze dell’ordine, ai soccorritori e ai miei concittadini. Era mio dovere esserci e continuerò ad esserci, perché amministrare una comunità significa condividere le sue gioie, ma soprattutto affrontarne le difficoltà senza mai tirarsi indietro.
La Serra di Ruffano oggi è stata ferita. Ma la forza, la dignità e il cuore della nostra comunità sono più forti del fuoco.
A chi ha colpito la nostra terra dico una sola cosa: Ruffano non si piega. Sapremo rialzarci, ricostruire e continuare a difendere il nostro patrimonio ambientale con ancora più determinazione.
Forza Ruffano. Insieme ce la faremo».




