Campi Salentina
Carabinieri: patenti ritirate, segnalazioni, scarpe contraffate e altro
Un cittadino di origine senegalese e residente in un comune salentino, invece, è stato segnalato alla locale Procura per la violazione della normativa sul commercio poiché trovato in possesso di oltre 120 paia di scarpe con marchi presumibilmente contraffatti…
CONTROLLO STRAORDINARIO DEL TERRITORIO
I Carabinieri di Campi Salentina hanno messo in atto nel Comune di Porto Cesareo, un servizio straordinario di controllo del territorio che rientra nel piano “estate sicura” messo in atto dal Comando dei Carabinieri di Lecce.
Sono stati intensificati, quindi, i controlli stradali soprattutto nelle aree marine e di villeggiatura.
Nel corso del controllo, sono state controllate quasi 60 persone (di cui 11 sottoposte a varie misure restrittive) ed oltre 41 autoveicoli.
Numerose le violazioni accertate per infrazioni al Codice della Strada.
Tre le patenti ritirate e tre i veicoli sottoposti a fermo amministrativo.
I controlli hanno permesso di segnalare alla competente Autorità Giudiziaria 2 soggetti salentini, un 28enne ed un 47enne, perché trovati alla guida con tasso alcolemico oltre il limite consentito con conseguente ritiro della patente.
Un cittadino di origine senegalese e residente in un comune salentino, invece, è stato segnalato alla locale Procura per la violazione della normativa sul commercio poiché trovato in possesso di oltre 120 paia di scarpe con marchi presumibilmente contraffatti.
Nel corso di tale attività, infine, un uomo residente a Veglie, è stato segnalato alla competente Autorità Giudiziaria, perché sorpreso fuori dalla propria abitazione sebbene sottoposto alla misura della detenzione domiciliare.
Sempre nella stessa attività di controllo, rientra anche un sequestro operato dai militari, a carico di ignoti, che hanno rinvenuto circa 30 paia di scarpe e 19 paia di jeans con marchi presumibilmente contraffatti.
L’attività permetteva, infine, di recuperare e sottoporre a sequestro 15 ombrelloni, 14 sdraio e 20 tende da campeggio, abusivamente collocati sull’arenile.
Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.
Campi Salentina
Controlli a tappeto: denunce, sanzioni e lavoro nero nel leccese
Droga, irregolarità sul lavoro e violazioni diffuse sotto la lente dei controlli. L’intensificazione della vigilanza su tutto il territorio provinciale in concomitanza con l’aumento dei flussi di visitatori
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Sicurezza rafforzata nelle località a maggiore afflusso turistico: denunce, sequestri e sanzioni nei servizi coordinati dal Comando Provinciale di Lecce.
Controlli serrati nel lungo ponte del 25 aprile, con i Carabinieri impegnati su tutto il territorio provinciale per prevenire reati e garantire sicurezza, soprattutto nelle località turistiche.
A Porto Cesareo, nella serata del 26 aprile, i militari della Compagnia Carabinieri di Campi Salentina hanno denunciato 3 persone al termine di un servizio mirato.
Un 48enne del posto è stato trovato con circa 60 grammi di cocaina, un bilancino di precisione, un fucile antico senza matricola e un coltello di 20 centimetri: per lui segnalazioni per droga e armi.
Nei guai anche un 30enne di Surbo, che avrebbe esibito una carta d’identità elettronica senza microchip, e un 26enne di Copertino, risultato positivo all’alcol test oltre i limiti.
Durante i controlli, 7 persone sono state segnalate alla Prefettura di Lecce per uso personale di stupefacenti.
In totale, verificati circa 60 veicoli e identificate 106 persone, di cui 26 già sottoposte a misure restrittive.
Elevate 15 sanzioni, con 5 patenti ritirate e 3 auto sequestrate.
Nella giornata del 25 aprile, a Gallipoli, un servizio coordinato dalla Compagnia Carabinieri di Gallipoli, d’intesa con il Nucleo Ispettorato del Lavoro, ha consentito di ispezionare due aziende, entrambe risultate irregolari.
Nel corso dei controlli sono stati verificati 4 lavoratori, tutti impiegati “in nero”, con ammende e sanzioni amministrative che complessivamente hanno superato i 47.000 euro, nonché l’adozione di due provvedimenti di sospensione delle attività imprenditoriali.
Al termine degli accertamenti sono stati deferiti il titolare di un’azienda edile con sede a Matino, operante presso un cantiere sulla litoranea sud Gallipoli–Santa Maria di Leuca, per gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e per l’impiego di lavoratori irregolari, il direttore dei lavori per omessa vigilanza e l’amministratore unico di una società attiva nel settore turistico-ricettivo, anch’essa risultata non in regola.
Nella stessa serata del 25 aprile, a Santa Maria di Leuca, i Carabinieri della locale Stazione, con il supporto del personale specializzato del N.I.L. di Lecce, hanno deferito due responsabili di attività per violazioni in materia di sorveglianza sanitaria dei lavoratori. In particolare, un 42enne del posto, legale rappresentante di una società, non aveva sottoposto a controllo sanitario uno dei dipendenti, mentre un 57enne, presidente del consiglio di amministrazione di un’altra società, risultava inadempiente per 4 lavoratori su 7.
L’attività ispettiva ha comportato ammende per un importo complessivo di 11.800 euro.
Sempre nel pomeriggio del 25 aprile, a Taviano, in località Marina di Mancaversa, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Casarano hanno deferito due uomini del posto, rispettivamente di 35 e 32 anni, già noti alle Forze dell’Ordine, ritenuti responsabili di ricettazione, porto di armi od oggetti atti ad offendere e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli.
Nel corso di un controllo alla circolazione stradale e della successiva perquisizione personale e veicolare, i militari hanno rinvenuto 5 orologi di valore, 2 orecchini in argento, vari attrezzi da scasso, 2 coltelli e un revolver a salve calibro 9 mm privo di tappo rosso, con relativo munizionamento. Il materiale è stato sottoposto a sequestro.
Le attività descritte confermano l’intensificazione dei controlli su tutto il territorio provinciale in concomitanza con l’aumento dei flussi di visitatori, in un’azione coordinata finalizzata a garantire sicurezza, rispetto delle regole e tutela della legalità, anche in vista dell’imminente stagione estiva.
È importante sottolineare che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali dovranno essere accertate in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.
Attualità
S.T.O.P. caporalato nel settore agricolo
Recruiting Day contro il caporalato a Nardò: 12 aziende cercano lavoratori agricoli, 667 posti aperti nel Salento. ARPAL Puglia lancia il primo evento dedicato al lavoro regolare in agricoltura. Colloqui in presenza e online al Centro per l’Impiego di Nardò. Intanto cresce anche il numero delle offerte nel Leccese
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Il contrasto al caporalato passa anche dal lavoro regolare, trasparente e accessibile.
Per questo motivo ARPAL Puglia promuove il primo Recruiting Day dedicato al settore agricolo, un’iniziativa sperimentale pensata per favorire l’incontro diretto tra aziende e lavoratori in vista della stagione della piantumazione, raccolta e trasformazione dei prodotti agricoli.
L’appuntamento è fissato per giovedì 23 aprile, dalle 15 alle 17, presso il Centro per l’Impiego di Nardò, dove dodici aziende del territorio effettueranno selezioni in presenza per individuare personale da inserire nelle prossime settimane.
Accanto agli incontri in presenza, ARPAL ha previsto anche una modalità online per ampliare la platea dei candidati e intercettare lavoratrici e lavoratori residenti fuori provincia o fuori regione.
I colloqui da remoto si svolgeranno dal 19 al 30 aprile in tutti i Centri per l’Impiego aderenti, previa prenotazione tramite modulo dedicato. L’iniziativa si inserisce nella strategia regionale #mareAsinistra, finalizzata a creare opportunità occupazionali regolari e contrastare ogni forma di sfruttamento lavorativo.
IL PROGETTO S.T.O.P. CAPORALATO
Il Recruiting Day nasce all’interno di S.T.O.P. Caporalato (Sportello Territoriale Operativo Permanente), progetto dell’Unità Operativa di Coordinamento dell’Ambito di Lecce.
Si tratta di un percorso che raccoglie l’esperienza dello sportello anticaporalato attivato in estate presso la Foresteria Boncuri, trasformandolo in un presidio stabile e diffuso su tutto il territorio provinciale.
L’obiettivo è garantire tutele, servizi e canali legali di accesso al lavoro, in linea con il protocollo promosso dalla Prefettura di Lecce per l’accoglienza dei lavoratori migranti nel distretto di Nardò.
PRIORITÀ NEI POSTI LETTO ALLA FORESTERIA BONCURI
Tra le novità più importanti di quest’anno c’è un incentivo concreto per chi sceglie il percorso regolare: i lavoratori assunti tramite ARPAL potranno avere un criterio di priorità nell’assegnazione dei posti letto presso la Foresteria Boncuri.
Inoltre saranno rilevate eventuali esigenze di trasporto o necessità primarie, che verranno affrontate in collaborazione con il CIR, capofila del Polo sociale integrato di Lecce.
LAVORO NEL SALENTO: 667 POSIZIONI APERTE
Parallelamente all’iniziativa di Nardò, ARPAL diffonde anche il nuovo report settimanale sulle opportunità occupazionali in provincia di Lecce: sono 667 le posizioni aperte.
Il settore trainante resta il turismo, con 168 offerte, seguito da:
- Telecomunicazioni: 80 posti
- Pulizie: 74 posti
- Commercio e sicurezza: 68 posti
- Tessile, abbigliamento e calzaturiero: 55 posti
- Costruzioni e impianti: 35 posti
- Agricoltura, pesca, agroalimentare e ambiente: 29 posti
- Riparazione veicoli e trasporti: 25 posti
- Amministrativo e informatico: 21 posti
- Industria e metalmeccanico: 19 posti
OPPORTUNITÀ PER CATEGORIE PROTETTE E TIROCINI
Il report segnala inoltre:
- 8 posizioni riservate alle categorie protette art.18
- 4 posizioni per persone con disabilità iscritte alle liste speciali art.1
- 10 tirocini formativi attivi
- diverse occasioni di lavoro e formazione all’estero tramite rete EURES.
CLICCA QUI PER LEGGERE INTEGRALMENTE IL 14° REPORT ARPAL
Campi Salentina
Marciapiedi pericolosi, il Comune dovrà risarcire ma…
La vicenda risale al settembre 2016, quando un cittadino salentino cadde rovinosamente mentre percorreva a piedi viale Nino…
MARCIAPIEDI PERICOLOSI, IL TRIBUNALE DI LECCE: “IL COMUNE DEVE RISARCIRE, MA ATTENZIONE ALLA PRUDENZA DEL PEDONE”
Fa discutere la recente sentenza emessa il 31 marzo dal Tribunale di Lecce, a firma della giudice Silvia Saracino, che torna ad accendere i riflettori sulla responsabilità degli enti locali nella manutenzione delle strade e dei marciapiedi.
A darne rilievo è Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, da sempre impegnato nella difesa dei cittadini, soprattutto in materia di sicurezza urbana.
Il caso
La vicenda risale al settembre 2016, quando un cittadino salentino cadde rovinosamente mentre percorreva a piedi viale Nino Di Palma, a Campi Salentina. L’uomo inciampò in un cordolo del marciapiede rialzato di circa 3-4 centimetri.
Nel corso del processo, testimonianze e rilievi fotografici hanno evidenziato uno stato di degrado diffuso dell’area: crepe, disconnessioni e avvallamenti che rendevano il percorso pedonale oggettivamente pericoloso.
In primo grado, il Giudice di Pace aveva rigettato la richiesta di risarcimento. Ma il Tribunale di Lecce, in sede di appello, ha ribaltato la decisione, riconoscendo la responsabilità oggettiva del Comune quale custode del bene pubblico.
Il concorso di colpa
La sentenza, tuttavia, introduce un elemento chiave: il concorso di colpa del danneggiato. Secondo il giudice, infatti, il tratto di strada era dotato di illuminazione pubblica funzionante e le condizioni di dissesto erano visibili.
“In presenza di evidenti condizioni fatiscenti – si legge nelle motivazioni – il pedone avrebbe potuto adottare maggiore prudenza”.
Per questo motivo, la responsabilità è stata ripartita al 50% tra il Comune e il cittadino.
Il risarcimento
La perizia medica ha accertato un danno all’integrità psico-fisica del 2%, dovuto a un trauma distorsivo al ginocchio sinistro. Il danno complessivo, tra componente biologica e morale, è stato quantificato in circa 4.593 euro, oltre alle spese mediche.
Alla luce del concorso di colpa, il Comune di Campi Salentina è stato condannato a versare 2.466,92 euro, oltre alle spese legali per entrambi i gradi di giudizio.
Il principio giuridico
Per l’avvocato Vincenzo Matranga, legale dell’attore, la pronuncia ribadisce un principio importante: i Comuni non possono sottrarsi alle proprie responsabilità per la mancata manutenzione, anche quando il pericolo è percepibile.
Il semplice utilizzo del marciapiede, infatti, non può essere considerato un comportamento imprudente, né si può pretendere che i pedoni si spostino sulla carreggiata per evitare ostacoli.
Un monito per enti e cittadini
La decisione del Tribunale rappresenta un nuovo tassello nella giurisprudenza sulla responsabilità degli enti pubblici: i Comuni restano custodi delle infrastrutture e devono garantire condizioni di sicurezza adeguate.
Allo stesso tempo, ai cittadini viene richiesto un comportamento attento e prudente. Un equilibrio che, ancora una volta, evidenzia come la sicurezza urbana sia una responsabilità condivisa.
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