Castro
Castro: riapre il porto ma non ai mezzi pesanti
L’Ufficio Circondariale Marittimo di Otranto: «Le normali attività portuali possono essere garantite in sicurezza per attracco di piccole imbarcazioni da pesca e da diporto». Vietata la circolazione, la sosta e la fermata lungo la banchina “Muraglione” dei veicoli adibiti per il trasporto di cose, di massa superiore a 20 tonnellate
Come riportato sul nostro sito, la Capitaneria di Porto, per questioni di sicurezza, viste le cavità alla base delle banchine di ormeggio (sgrotti al piede), aveva disposto, relativamente all’area portuale, il divieto di: navigare, con qualunque unità, sia da diporto che ad uso professionale; accedervi e praticare la balneazione; effettuare attività di immersione con qualunque tecnica; svolgere attività di pesca di qualunque natura; svolgere qualsiasi attività marittima.
Aveva in pratica chiuso in tutto e per tutto il porto di Castro.
Dopo gli esiti degli accertamenti subacquei eseguiti lungo il piede di tutte le banchine e pontili presenti all’interno dello specchio acqueo del porto di Castro, la Capitaneria di Porto, ha sostituito l’ordinanza del 30 maggio scorso con una nuova che vieta l’ingresso al porto solo ai mezzi pesanti.
Secondo la nuova ordinanza a firma del Tenente di Vascello Francesco Scarola, Capo del Circondario Marittimo di Otranto, dalla «documentazione tecnica e le evidenze documentali fornite dalla direzione lavori, si evince che le normali attività portuali possono essere garantite in sicurezza per attracco di piccole imbarcazioni da pesca e da diporto».
Allo stesso tempo, però, per «garantire i superiori interessi connessi alla sicurezza della navigazione portuale, nonché alla pubblica incolumità», si vieta con decorrenza immediata, «ai soli fini della sicurezza marittima e della salvaguardia della vita umana in mare», la circolazione, la sosta e la fermata lungo la banchina “Muraglione” dell’area portuale di Castro dei veicoli adibiti per il trasporto di cose, di massa complessiva massima autorizzata superiore a 20 tonnellate.
L’Ufficio Circondariale Marittimo, infine, intima al Comune di Castro, nel cui territorio ricade il porto, ad «adottare i necessari provvedimenti amministrativi restrittivi e fisici per l’accesso e l’utilizzo del tratto interessato; ad installare e manutenere idonea segnaletica stradale; a predisporre un piano di monitoraggio con ispezione periodica almeno ogni 30 giorni delle cavità al piede della banchina Muraglione riscontrate dalla direzione lavori».
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Attualità
Ordinanza balneare: date, regole e novità per lidi e bagnanti
Dalla stagione estiva alle norme su accessibilità, ambiente e servizi: tutto quello che cambia sulle spiagge pugliesi con il nuovo provvedimento regionale. Restano però tanti problemi irrisolti che non lasciano dormire sonni tranquilli a imprenditori e operatori del settore balneare. Sandro Portaccio, presidente provinciale del SIB (Sindacato Italiano Balneari): « Concessioni nel limbo, destagionalizzazione impossibile, erosione e trasporti al collasso»
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La Regione Puglia ha approvato l’ordinanza balneare 2026, fissando ufficialmente l’avvio della stagione estiva da sabato 23 maggio a domenica 13 settembre.
Durante questo periodo, gli stabilimenti balneari dovranno garantire l’apertura quotidiana almeno dalle 9 alle 19.
Si tratta di un calendario ormai consolidato, pensato per coprire l’intero arco della stagione turistica e assicurare servizi ai bagnanti nei mesi di maggiore affluenza.
STABILIMENTI APERTI ANCHE OLTRE STAGIONE: COSA PREVEDE LA NORMA
Uno degli aspetti più rilevanti dell’ordinanza riguarda la possibilità, per i concessionari, di mantenere aperte le strutture anche oltre le date ufficiali.
Questa opportunità è subordinata al possesso delle necessarie autorizzazioni, lasciando quindi spazio a una gestione più flessibile dell’offerta turistica, soprattutto in presenza di condizioni climatiche favorevoli o eventi locali.
CONTROLLI SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE: IL RUOLO DI ARPA PUGLIA
Il monitoraggio delle acque marine sarà attivo dal 1° maggio al 30 settembre, garantendo sicurezza e trasparenza per cittadini e turisti.
In questo ambito opera ARPA Puglia, che si occupa dei controlli periodici sulla balneabilità, elemento chiave per la reputazione delle località costiere pugliesi.
ACCESSO LIBERO AL MARE: RAFFORZATO PRINCIPIO DI INCLUSIONE
Tra i punti centrali dell’ordinanza 2026 emerge con forza il tema dell’accessibilità.
I gestori degli stabilimenti dovranno: garantire il libero transito per raggiungere la battigia; predisporre percorsi accessibili; mettere a disposizione ausili per persone con disabilità, come le sedie job.
Un orientamento che conferma il mare come bene pubblico, accessibile a tutti senza discriminazioni.
Cibo, bevande e plastica: le regole per i bagnanti
L’ordinanza introduce o conferma alcune regole importanti per la fruizione quotidiana delle spiagge.
- È consentito introdurre cibo e bevande dall’esterno
- Rimane il divieto sull’uso della plastica monouso tradizionale
- Sono ammessi solo materiali biodegradabili e compostabili
Una misura che punta a ridurre l’impatto ambientale e promuovere comportamenti sostenibili tra i frequentatori delle spiagge.
PULIZIA E DECORO: OBBLIGHI PER COMUNI E CONCESSIONARI
Grande attenzione viene riservata alla qualità degli arenili.
Comuni e concessionari dovranno garantire: pulizia quotidiana; manutenzione delle aree; corretta gestione dei rifiuti con raccolta differenziata.
L’obiettivo è preservare il patrimonio costiero pugliese, sempre più centrale nell’offerta turistica regionale.
L’ASSESSORE REGIONALE: «MARE BENE COLLETTIVO»
L’assessore regionale Raffaele Piemontese ha sottolineato l’importanza del provvedimento: «il mare deve essere considerato un bene collettivo, accessibile e tutelato, con particolare attenzione all’inclusione e alla sostenibilità ambientale».
Un messaggio che sintetizza la filosofia dell’ordinanza 2026.
COSA SI VORREBBE CAMBIARE
In sintesi, il nuovo provvedimento introduce un equilibrio tra: sviluppo turistico, tutela ambientale e diritti di accesso.
Le principali novità riguardano soprattutto: maggiore attenzione all’accessibilità; regole più chiare su sostenibilità e rifiuti; flessibilità nella gestione delle aperture.
PROBLEMI IRRISOLTI
Restano però tante questioni in sospeso che non consentono al settore, agli imprenditori e agli operatori di dormire sonni tranquilli.
Il turismo balneare salentino si muove in un terreno sempre più incerto, con la tara di vuoti normativi, costi in crescita e problemi strutturali mai risolti.
A lanciare l’allarme è Sandro Portaccio, presidente provinciale del SIB (Sindacato Italiano Balneari) Confcommercio Lecce; nell’intervista che segue fotografa una situazione fatta di contraddizioni e mancanza di programmazione.
Dalla destagionalizzazione ancora irrealizzabile alle concessioni in scadenza senza regole chiare, fino alle criticità di trasporti ed erosione costiera: «Il settore», spiega, è fermo, «fare impresa nel turismo oggi è un azzardo».
DESTAGIONALIZZAZIONE ANCORA LONTANA
Si parla sempre più spesso di destagionalizzazione. A che punto siamo?
«Non può esistere una vera destagionalizzazione finché non ci sono leggi regionali chiare che la rendano possibile. Oggi siamo davanti a un contrasto evidente tra ordinanze regionali e quelle della Capitaneria di porto. Questo blocca tutto».
Eppure, molti stabilimenti anticipano l’apertura…
«Sì, ma spesso solo come solarium. Per funzionare come stabilimenti completi servirebbe tutto l’organico, bagnini compresi. Se la Capitaneria impone personale al completo già da maggio, diventa insostenibile: nessuno può permettersi quei costi per un’apertura anticipata».
«VIVIAMO ALLA GIORNATA»
Che stagione vi aspettate?
«Noi viviamo alla giornata. Senza decreti attuativi sulle concessioni non possiamo fare alcuna programmazione».
Le concessioni andranno in gara nel 2027: cosa manca?
«Mancano le regole. Il governo ha stabilito che si andrà a gara, ma con quali criteri? Non si sa. È questo il problema principale».
Quindi niente investimenti?
«È impossibile investire senza certezze. Gli imprenditori balneari oggi non programmano, si limitano a sopravvivere stagione dopo stagione».
COSTI E TRASPORTI
A tutto questo si aggiungono i costi in aumento…
«Fare impresa nel turismo oggi è un azzardo. Aumenta tutto: energia, carburante, gestione. E senza certezze normative diventa ancora più difficile».
Altro problema irrisolto, forse il più grande, resta quello dei trasporti…
«Possiamo discutere di servizi e professionalità, ma se non risolviamo i trasporti non andiamo da nessuna parte».
In che senso?
«Arrivare nel Salento è complicato e costoso. Da Bari in giù i collegamenti non sono adeguati. Un turista può arrivare a Lecce, ma poi come raggiunge Gallipoli, Santa Maria di Leuca o Torre Pali? Se ne parla da anni ma forse il fatto che per il turismo si parli tanto di Salento, più a nord della regione non piace!».
OCCASIONE O ILLUSIONE?
Quindi, il rischio è perdere competitività?
«Il Salento è stato scoperto e piace, ma, senza infrastrutture, i turisti vengono una volta e poi non tornano. Costa troppo arrivarci e ci sono troppi disagi».
Cosa serve subito?
«Prima di tutto i decreti attuativi sulle concessioni. Poi bisogna affrontare i problemi strutturali: trasporti, erosione, organizzazione. Altrimenti parlare di turismo è solo una presa in giro».
Presidente, domanda finale: vogliamo davvero puntare sul turismo?
«È questa la vera domanda. Dobbiamo decidere se il turismo lo vogliamo davvero oppure no».
Giuseppe Cerfeda
Castro
Nadia Vizzi e Luigi Coluccia, sfida per la fascia da sindaco
Due candidature e due visioni per Castro. Il comitato “Avanti Castro” lancia l’insegnante Nadia Vizzi. Il gruppo “Castro Futuro Insieme” punta sull’archeologo Luigi Coluccia. Al centro della sfida sviluppo sostenibile, turismo e ricucitura del tessuto sociale
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A Castro prende ufficialmente forma la sfida per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026. A contendersi la fascia tricolore saranno Nadia Vizzi e Luigi Coluccia, candidati rispettivamente dalle liste civiche “Avanti Castro” e “Castro Futuro Insieme”.
Due profili diversi, accomunati dalla volontà di guidare la città in una fase di cambiamento e di rilancio del territorio.
VIZZI: «METTERSI AL SERVIZIO DELLA COMUNITÀ»
La candidatura di Nadia Vizzi è stata presentata nel corso di un incontro pubblico con numerosi cittadini.
Chimico di formazione, con un passato nell’industria farmaceutica e oggi docente di chimica nella scuola secondaria superiore, Vizzi ha posto al centro del suo intervento il valore della comunità.
«Mettersi al servizio della comunità significa mettere al primo posto le persone: dai bambini agli anziani, dagli operatori turistici ai dipendenti pubblici e ai privati cittadini», ha dichiarato.
Nel suo intervento ha sottolineato anche l’importanza del lavoro di squadra: «Sono le persone a fare la differenza, soprattutto se ciascuno ha lo spazio per contribuire al lavoro comune».
Tra gli obiettivi indicati dal gruppo Avanti Castro vi sono una visione di sviluppo a lungo termine, il miglioramento degli spazi pubblici e una maggiore attenzione alla viabilità.
«Vogliamo una Castro attrattiva e vivibile tutto l’anno, puntando sulla destagionalizzazione del turismo e sulla valorizzazione delle nostre bellezze naturali e culturali», ha spiegato la candidata.
COLUCCIA: «RICOSTRUIRE IL TESSUTO SOCIALE»

Secondo il gruppo promotore, la sua candidatura nasce con l’obiettivo di mettere competenza e visione al servizio della città.
«Castro è un luogo straordinario, in cui paesaggio, storia e cultura rappresentano non solo un’eredità da custodire, ma anche una leva strategica per lo sviluppo sostenibile della città», è il messaggio che accompagna la presentazione della candidatura.
Tra le priorità indicate vi è anche la necessità di ricucire il clima politico e sociale.
«Serve una nuova stagione di partecipazione, competenza e responsabilità per la città», sottolineano i promotori del progetto civico.
DUE VISIONI PER IL FUTURO DI CASTRO
La sfida elettorale si annuncia quindi come un confronto tra due percorsi professionali e due approcci amministrativi differenti.
Da una parte l’esperienza nel mondo della scuola e dell’industria di Nadia Vizzi, dall’altra il profilo accademico e culturale di Luigi Coluccia.
Nei prossimi mesi la campagna elettorale entrerà nel vivo e porterà al centro del dibattito pubblico i temi dello sviluppo turistico, dei servizi ai cittadini e della valorizzazione del patrimonio storico e ambientale.
Attualità
Plastic Free, a Castro il riconoscimento con le 3 tartarughe
La Puglia si conferma tra le regioni più virtuose d’Italia…
Premiati a Roma 10 comuni pugliesi con il riconoscimento “Comune Plastic Free”, il premio promosso da Plastic Free Onlus, l’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica.
Un risultato che conferma l’attenzione crescente delle amministrazioni locali pugliesi verso la tutela dell’ambiente e la promozione di comportamenti responsabili.
Tra i comuni premiati si è distinto quello del Comune di Castro che ha ottenuto il massimo riconoscimento delle tre tartarughe, assegnato a 11 Comuni italiani che ha primeggiato per i risultati particolarmente significativi nelle politiche ambientali.
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