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Castro

Castro: ritrovato cadavere in mare

Macabra scoperta per un pescatore. Il corpo senza vita aveva indosso un giubbotto salvagente: si pensa a vittima del Norman Atlantic

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Un pescatore di Castro, al lavoro nelle acque del suo paese, si è imbattuto, nel pomeriggio, in un macabro ritrovamento: gli è apparso davanti un cadavere in mare. Tutto lascia immaginare che, con ampia probabilità, si tratti di un passeggero del Norman Atlantic.

Erano le 17,30 circa del pomeriggio quando a un centinaio di metri dall’imbocco del porto l’uomo ha visto galleggiare un corpo senza vita, con giubbotto di salvataggio (di marca “Poseidon”), senza una gamba e con una collanina al collo, con un simbolo egiziano.

Nonostante lo shock il pescatore è riuscito ad avvisare le forze dell’ordine. Sono arrivati sul posto 118 e medico legale per portare a Lecce, nella camera mortuaria del “Vito Fazzi”, la salma ormai in avanzato stato di decomposizione. Gli agenti del commissariato di Otranto ed i carabinieri si sono invece recati a Castro per indagare sul ritrovamento.

Per ovvi motivi, sono difficili le operazioni di identificazione del cadavere. Ma tutti gli indizi, giubbotto salvagente in primis, lasciano credere si tratti di un disperso. Per questo, tra le varie ipotesi, ha preso fortemente piede quella legata al Norman Atlantic. Non sarebbe infatti il primo caso: il 1° marzo il cadavere in decomposizione di una vittima del naufragio dello scorso dicembre fu ritrovato sulle spiagge lungo il litorale di Rosa Marina, nel brindisino.

Sono d’altronde ancora 18 i dispersi nella tragedia di 93 giorni fa, al largo delle coste albanesi.

Castro

Reti abusive vicino la Grotta Zinzulusa

Pescatori di frodo le avevano in una zona di mare dall’inestimabile valore paesaggistico ed ambientale, con un notevole pericolo per la sicurezza della navigazione, e per il delicato equilibrio dell’ecosistema marino

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Una lunga sequenza di reti sistemate nei pressi della Grotta della Zinzulusa, a Castro, da pescatori di frodo e scoperte dalla Guardia Costiera.

Le reti, per un lunghezza complessiva di oltre 200 metri, collocate in maniera abusiva sono state notate e sequestrate dagli uomini della Motovedetta CP 768 della Guardia Costiera di Otranto.

Erano state collocate in una zona di mare dall’inestimabile valore paesaggistico ed ambientale, con un notevole pericolo per la sicurezza della navigazione, e per il delicato equilibrio dell’ecosistema marino: un capo della rete, infatti, era stato legato al costone roccioso della zona.

I pesci rimasti impigliati nella rete e ancora vivi sono stati rigettati in mare. Ora sono in corso le indagini per dare un nome e un cognome ai pescatori di frodo.

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Attualità

Bandiera Blu 2020: i Fantastici 4 del Salento

Alle confermate Otranto, Castro e Salve (Pescoluse, Posto Vecchio, Torre Pali) si aggiunge Melendugno, con le spiagge di Roca, San Foca/Centro/Torre Specchia, Torre Sant’Andrea e Torre dell’Orso

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Otranto, Castro e Salve (Pescoluse, Posto Vecchio, Torre Pali) si confermano tra le località Bandiera Blu, riconoscimento che viene assegnato dall’organizzazione non-governativa e no-profit Fee, “Foundation for Environmental Education”.

La novità di quest’anno è Melendugno, con le spiagge di Roca, San Foca, Torre Specchia, Torre Sant’Andrea e Torre dell’Orso.

La Bandiera Blu è un riconoscimento internazionale istituito nel 1987 nell’Anno europeo dell’Ambiente e che viene assegnato ogni anno in 41 paesi, inizialmente solo europei, più recentemente anche extra-europei. La Bandiera Blu riconosce l’impegno dei comuni premiati per le politiche attente alla sostenibilità che vengono perseguite sul territorio. Diversi i parametri presi in considerazione dalla Fee, e tra questi, in particolar modo, l’educazione ambientale, la qualità delle acque di balneazione, la depurazione delle acque reflue, la gestione dei rifiuti, la regolamentazione del traffico veicolare, la sicurezza e i servizi garantiti sulle spiagge.

Questa mattina, alle ore 11, in via telematica a causa dell’emergenza Covid-19, si è svolta la conferenza di presentazione delle Bandiere Blu 2020, con la partecipazione dei primi cittadini delle località premiate.

La soddisfazione il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi: “Continuiamo a confermare questo prestigioso riconoscimento che premia un lavoro costante per mantenere e migliorare sempre più la qualità del nostro territorio in termini di servizi offerti e di tutela del patrimonio culturale, storico, artistico, stratificato dopo secoli e secoli di storia”.

Sono sempre di più gli interventi e i nostri progetti che mirano a una fruizione dei contesti al rispetto dei valori ambientali”, conclude il primo cittadino, continueremo su questa strada che certamente riconosce l’impegno della nostra comunità”.

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Attualità

Comuni costieri salentini a Conte: “Rischiamo il default!”

Porto Cesareo, Castro, Ugento, Otranto, Melendugno e Castrignano del Capo: i sindaci scrivono al Presidente del Consiglio e chiedono di non essere abbandonati a se stessi

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I sindaci di Porto Cesareo, Castro, Ugento, Otranto, Melendugno e Castrignano del Capo scrivono al Presidente del Consiglio per chiedere aiuto in vista di un’estate che potrebbe vedere i loro paesi a rischio default.

“Fino a ieri”, si legge nella lettera inviata per conoscenza anche alle presidenze nazionale e regionale dell’Anci, “abbiamo ritenuto semplicemente ingiusto il meccanismo del Fondo di solidarietà Comunale che ci ha assorbito risorse a vantaggio di altri enti (più o meno virtuosi), ma ciononostante ci siamo adoperati per erogare servizi essenziali e turistici con altre entrate legate al turismo. Oggi che queste entrate vengono meno, i nostri bilanci sono in sofferenza con forti ripercussioni sul nostro territorio”.

Siamo completamente dimenticati”, l’S.O.S. lanciato dal sindaco di Porto Cesareo Salvatore Albano ed il suo assessore al Bilancio Paola Cazzella, “dal 2013, da quando c’è il Fondo di Solidarietà negativo, abbiamo dovuto autogestirci. Abbiamo quindi aumentato le altre entrate turistiche, abbiamo istituito l’imposta di soggiorno, puntato su COSAP, aree di parcheggio, le sanzioni per contravvenzioni al codice della strada, per chiudere il bilancio e garantire servizi adeguati ai cittadini e ai turisti, sempre con difficoltà. Oggi che queste entrate vengono meno, il governo non ci può ignorare”.

I comuni rivieraschi lamentano un paradosso: dopo aver mostrato di essere virtuosi da contribuire, da sette anni a questa parte, alle casse degli altri Comuni, oggi si sentono abbandonati.

Non vogliamo togliere entrate agli altri Comuni“, conclude Cazzella, “ma almeno le nostre in questa emergenza ci vengano lasciate e per tempo. Se ci danno risposte a settembre, noi come ci organizziamo? Ci dessero quantomeno  la possibilità di lavorare alla gestione delle spiagge libere”.

 

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