Centro Ilma, l’iter va avanti: Serravezza sospende lo sciopero della fame

Giuseppe Serravezza ha sospeso lo sciopero della fame avviato per richiamare l’attenzione sui tempi necessari all’apertura del Centro Ilma. La decisione dell’oncologo è arrivata al termine dell’audizione dedicata alla struttura, ospitata ieri dalla Terza Commissione Sanità della Regione Puglia.

Dal confronto è emerso che il procedimento amministrativo e tecnico prosegue e che l’attività istituzionale non si è interrotta. Il passaggio ancora da completare riguarda le autorizzazioni necessarie, comprese quelle di carattere urbanistico. Contemporaneamente, il tavolo tecnico costituito presso la Asl di Lecce dovrà individuare le funzioni del centro e stabilire quali servizi rispondano maggiormente alle esigenze sanitarie del territorio.

La seduta ha riunito il direttivo della struttura oncologica, i rappresentanti degli enti locali invitati, tra cui il Comune di Gallipoli, l’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia, il capogruppo del Pd Stefano Minerva e l’assessore al Welfare Cristian Casili.

L’audizione era stata convocata dopo la nuova protesta intrapresa dal direttore scientifico del centro, ormai completato lungo la provinciale che collega Gallipoli e Alezio. Serravezza aveva avviato lo sciopero della fame e della sete per sollecitare la firma del protocollo d’intesa con la Regione e il successivo accreditamento al Servizio sanitario regionale, necessari per consentire alla struttura di entrare pienamente in attività.

Minerva e Casili hanno ripercorso le iniziative portate avanti nei primi sei mesi della legislatura, dagli incontri regionali alla costituzione del tavolo con la Asl.

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«Abbiamo ricostruito il lavoro svolto in questi sei mesi di legislatura», dichiarano Minerva e Casili, «un percorso che ha visto un susseguirsi di tappe fondamentali: dagli incontri con il Dipartimento salute guidato da Vito Montanaro, a quello con l’assessore Pentassuglia, fino all’istituzione del tavolo tecnico presso l’Asl di Lecce. L’obiettivo che stiamo perseguendo è duplice», continuano i rappresentanti politici, «da un lato, stiamo definendo i passaggi necessari per chiudere l’iter delle autorizzazioni, che rappresentano il tassello mancante per il completamento formale del centro. Dall’altro, grazie al costante confronto con la Regione Puglia e l’Asl di Lecce, stiamo lavorando per inquadrare con precisione il fabbisogno del territorio, definendo le attività che il centro Ilma sarà chiamato a svolgere».

Il lavoro dovrà quindi procedere su due livelli: da una parte il completamento formale delle procedure, dall’altra la definizione dell’offerta sanitaria. L’obiettivo resta quello di rendere il Centro Ilma pienamente funzionale e di inserirlo nella rete dei servizi destinati alla comunità locale.

La Terza Commissione continuerà a occuparsi del dossier e a seguire gli sviluppi del tavolo tecnico, affinché gli interventi individuati possano essere messi in pratica rapidamente.

Dopo l’esito dell’incontro, Serravezza ha comunicato l’interruzione dello sciopero della fame. Minerva ha accolto favorevolmente la decisione, ribadendo che il progetto è rimasto al centro dell’attività istituzionale.

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«Sul Centro Ilma non ci siamo mai fermati, nell’attesa delle autorizzazioni urbanistiche, un passaggio necessario, un tassello fondamentale per restituire a quest’opera la sua piena dignità e agibilità», aggiunge il consigliere Stefano Minerva, «nel frattempo, la vita del progetto continua a prendere forma attorno a un tavolo tecnico, nato dalla volontà e dalla sensibilità dell’assessore Pentassuglia. Insieme al direttivo della Lega tumori di Lecce, stiamo definendo l’anima di questo luogo, disegnando i servizi che dovrà offrire a chi ne avrà bisogno. E sono contento che oggi ci sia stata l’interruzione dello sciopero della fame del dottore Serravezza. Mettiamo un mattoncino su questa opera tanto importante».

Casili ha confermato che autorizzazioni e programmazione delle attività stanno avanzando parallelamente. Per l’assessore sarà però necessario coinvolgere tutte le componenti del territorio nel futuro della struttura.

«Adesso serve un patto sociale», conclude Casili, «un’alleanza tra istituzioni, associazioni, professionisti e cittadini. Perché il Centro Ilma non appartiene a una parte politica, ma a un’intera comunità».

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