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Cronaca

Covid: 38 contagi e 4 morti in provincia di Lecce

Ricoveri scendono a 540 in tutta la Puglia

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Il presidente della Regione informa che oggi mercoledì 2 giugno, in Puglia, sono stati registrati 5.957 test per l’infezione da Covid-19. Su questi, sono positivi in 196: 44 in provincia di Bari, 23 in provincia di Brindisi, 49 nella provincia BAT, 38 in provincia di Foggia, 38 in provincia di Lecce, 21 in provincia di Taranto, 1 caso di residente fuori regione. 18 casi di provincia di residenza non nota sono stati riclassificati e attribuiti.

Sono stati registrati 10 decessi: 2 in provincia di Bari, 4 in provincia di Lecce, 4 in provincia di Taranto.




Sono 540 gli attualmente ricoverati.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 2.507.146 test.

221.900 sono i pazienti guariti.

22.424 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 250.842 così suddivisi:

94.596 nella Provincia di Bari;

19.321 nella Provincia di Bat;

25.306 nella Provincia di Brindisi;

44.814 nella Provincia di Foggia;

26.545 nella Provincia di Lecce;

39.084 nella Provincia di Taranto;

800 attribuiti a residenti fuori regione;

376 provincia di residenza non nota.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

Il bollettino epidemiologico Regione Puglia 2.6.2021 è disponibile qui.


Cronaca

Travolge e uccide 21enne modenese: arrestato guidatore in stato di ebbrezza

Il guidatore scontava precedenti per guida in stato di ebbrezza ed è risultato positivo all’alcool test

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Dopo la denuncia a piede libero è stato arrestato Marcello Marsano, il 40enne primo sospettato di omicidio stradale dopo il fattaccio della scorsa notte.

L’uomo, aiuto cuoco in un ristorante di Gallipoli, era di ritorno dal lavoro quando ha travolto due ragazzi modenesi che alloggiavano in un appartamento nei pressi della Baia Verde e, in bicicletta, vi facevano ritorno da un locale. Ad avere la peggio è stato Matteo Cassola, 21 anni, per il quale l’impatto è stato letale; il suo amico, anche lui 21 enne, ha riportato lesioni gravi ma non è in pericolo di vita.

Il guidatore scontava precedenti per guida in stato di ebbrezza ed è risultato positivo all’alcool test.

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Cronaca

Niente mascherine e distanziamento in due locali ad Otranto: “Dovevamo far cassa”

La polizia si apposta e si nasconde tra la gente, poi entra in azione: chiusure inevitabili

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Nell’ambito delle attività di controllo degli esercizi pubblici, anche in ordine al rispetto della normativa anti-covid, nella serata di ieri sono stati effettuati numerosi controlli straordinari delle principali attività in quel di Otranto.

Considerata l’estrema difficoltà di raggiungere inosservati presso l’area dei Bastioni di Otranto, ove insistono molti dei più gettonati locali della città, il personale della Polizia Amministrativa della Questura, coadiuvato dal personale dei commissariati di Otranto e Taurisano (e delle rispettive Scientifiche), si è infiltrato fra i giovani, avvalendosi anche della collaborazione dei colleghi della Polizia Scientifica di Otranto e Taurisano.

L’azione di squadra è risultata eccezionalmente utile alla comprensione delle dinamiche in quell’area e dell’atteggiamento dei pubblici esercenti. Stando a quanto riscontrato dalla polizia, infatti, questi, convinti di non essere osservati dalle Forze dell’Ordine, violavano ripetutamente molte delle norme finalizzate al contrasto della diffusione del coronavirus.

Da postazioni strategiche dalle quali era possibile operare del tutto inosservati, già a partire dalle 22, il personale della Scientifica ha potuto riprendere, fotografare e documentare tutta una serie di comportamenti degli esercenti pubblici operanti sui bastioni, “atti a ledere o a mettere in pericolo la salute pubblica, in palese violazione delle norme attualmente finalizzate alla sua salvaguardia”, come riportato dalla Questura.

Dopo oltre tre ore di ininterrotte riprese da parte della Scientifica, il quadro dei comportamenti e delle gravi violazioni riscontrate è apparso chiaro e nitido, tanto da necessitare il più duro degli interventi che, nell’ottica di interrompere le condotte pericolose per la salute pubblica, ha portato ad intervenire su due locali presenti nella zona, non solo e non tanto per la contestazione delle violazioni amministrative riscontrate quanto – soprattutto – per porre fine alla situazione di pericolo. È stata infatti imposta la chiusura immediata delle rispettive attività commerciali.

Alla vista della polizia, alcuni degli esercenti han provato a porre vano rimedio, indossando le mascherine ed invitando i clienti a distanziarsi fra di loro.

Una volta appreso di essere stati osservati ed immortalati, gli esercenti dei locali hanno ammesso le violazioni, giustificandosi con la necessità di “fare cassa” in un periodo così difficile per l’economia locale.

La polizia riporta che nessuno dei dipendenti dei locali sottoposti a chiusura aveva mai indossato mascherine durante i rapporti con i clienti, durante la mescita, nelle operazioni di banco o di cassa così come le vigilanze private che, pur presenti, non avevano fatto mantenere il doveroso distanziamento fra clienti all’interno degli spazi in concessione, sottraendosi per primi – pur lavorando in mezzo ai giovani – all’obbligo della mascherina protettiva.
Per questi motivi, gli esercizi sono stati sanzionati ed immediatamente chiusi, così come sono stati sanzionati gestori e dipendenti dei medesimi.

Gli atti saranno sottoposti all’attenzione della Prefettura di Lecce che potrebbe valutare un eventuale inasprimento della sanzione, aggiungendo ai 5 giorni di chiusura imposti dalla Polizia un ulteriore periodo di chiusura che potrebbe protrarsi sino a 30 giorni.

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Cronaca

Salgono a bordo per l’escursione ma l’imbarcazione prende fuoco

Grande spavento in mattinata per un gruppo di persone pronte ad una gita a Porto Cesareo

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Stava per lasciare la banchina per una escursione, invece è finito distrutto sul fondale.

Un gommone di 8 metri impiegato per visite all’area naturale di Porto Cesareo ha preso fuoco questa mattina mentre dei passeggeri salivano a bordo.

È stato un corto circuito a far divampare improvvisamente le fiamme sotto al sole bollente. L’incendio si è propagato rapidamente, nonostante i pronti tentativi di spegnerlo.

I passeggeri sono stati fatti immediatamente evacuare. Hanno tutti raggiunto la riva senza conseguenze. L’imbarcazione, invece, è andata completamente distrutta. In pochi minuti è anche affondata.

Sul posto vigili del fuoco, 118 e Capitaneria di Porto.

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