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Si è concluso con una condanna in primo grado il procedimento che vedeva imputata Anna Laura Remigi, sindaca di Specchia, per alcune dichiarazioni ritenute offensive nei confronti del generale Luigi Cadorna.
Il giudice del Tribunale di Lecce, Andrea Giannone, ha riconosciuto la prima cittadina responsabile di diffamazione aggravata, condannandola al pagamento di una multa di 800 euro, con pena sospesa, e delle spese processuali.
All’origine della vicenda giudiziaria c’è il progetto di modifica della toponomastica di Specchia. L’amministrazione comunale aveva infatti deciso di cancellare l’intitolazione di una strada a Luigi Cadorna e di dedicarla a Gino Strada, medico, fondatore di Emergency e simbolo dell’impegno per la pace.
Contro le dichiarazioni pronunciate in quella circostanza aveva presentato querela Carlo Cadorna, colonnello in congedo e nipote del generale. L’uomo, assistito dall’avvocato Andrea Tirondola, si era successivamente costituito parte civile.
La sentenza prevede anche il risarcimento dei danni in favore di Carlo Cadorna. La somma dovrà essere stabilita in un separato procedimento. A carico della sindaca è stato inoltre disposto il pagamento di duemila euro per le spese sostenute dalla parte civile.
Nel corso del procedimento la difesa aveva chiesto il proscioglimento della sindaca. Anche la Procura, in una prima fase, aveva sollecitato l’archiviazione del caso, richiesta successivamente respinta dal gip.
A sostegno delle ragioni della difesa era intervenuto anche lo storico Alessandro Barbero, chiamato a testimoniare e a ricostruire la figura e il ruolo del generale Cadorna attraverso una lectio magistralis. Remigi aveva inoltre reso dichiarazioni spontanee prima della decisione del giudice.
Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro 90 giorni.
Dopo la pronuncia, la sindaca ha affidato a un messaggio pubblicato sul proprio profilo la sua posizione: «Comunico che poco fa il Tribunale di Lecce ha emesso sentenza di condanna nei miei confronti per diffamazione aggravata nei confronti del gen. Luigi Cadorna. Rispetto la sentenza consapevole che io non ho mai avuto intenzione di diffamare od offendere nessuno».
Remigi ha espresso gratitudine nei confronti dei suoi legali e delle persone che le hanno manifestato sostegno, rivolgendo un ringraziamento anche al professor Barbero per «aver portato a mio favore la sua preziosa ed autorevole testimonianza».
La sindaca ha infine annunciato la volontà di impugnare la decisione e di proseguire il percorso amministrativo avviato sulla strada: «L’operazione di cambio di denominazione della strada – prosegue – continuerà lo stesso essendo questa questione processuale legata solo alla mia persona. Prepareremo l’appello convinta, come sono, della mia innocenza. Non è mia intenzione dimettermi da Sindaco per un presunto reato d’opinione storica. Grazie a quanti comprenderanno».



