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Dopo l’intervento del consigliere comunale Claudio Pispero sul tema della disabilità e dell’accessibilità, il sindaco di Tricase Antonio De Donno affida a una lunga nota la risposta dell’Amministrazione comunale.
De Donno parte da quella che definisce l’impostazione seguita dall’Amministrazione nell’affrontare le difficoltà sociali: considerare unitariamente tutte le fragilità, senza racchiuderle in categorie separate.
«L’idea del nuovo corso dei servizi sociali è stata chiara: affrontare tutte le fragilità», sostiene il sindaco. Fragilità fisiche, economiche, familiari o interiori, temporanee oppure croniche, che possono attraversare la vita di qualunque persona e richiedono risposte, sostegno e risorse.
Risorse pubbliche che, sottolinea De Donno, restano necessariamente limitate e impongono alla politica di compiere delle scelte, individuando le priorità sulle quali intervenire.
Da qui la decisione di richiamare quanto realizzato nel corso del 2025, «per chi era distratto o in tutt’altre faccende affaccendato».
Oltre 331mila euro destinati alle fragilità
Secondo i dati riportati dal sindaco, nel 2025 il Comune ha impegnato 8.500 euro per il trasporto settimanale delle persone anziane al cimitero comunale, 6.336 euro per il trasporto delle persone con disabilità nelle marine e 3mila euro per accompagnare gli anziani alle terme di Santa Cesarea.
Nell’estate del 2025 è stato inoltre raggiunto un accordo con il comandante della Capitaneria di Porto di Gallipoli e con il comandante della Locamare di Tricase per consentire il libero accesso dei disabili al parcheggio adiacente al molo di Levante di Tricase Porto, con la sbarra permanentemente aperta per disabili.
A questi interventi si aggiungono 26.235 euro per il trasporto scolastico degli alunni con disabilità, 4.950 euro per il sostegno alle spese funerarie di persone indigenti e 3.902 euro per contributi economici straordinari destinati a situazioni eccezionali.
Per i centri estivi gratuiti rivolti ai bambini tra i cinque e i dodici anni sono stati impegnati 17.594,40 euro. Le somme destinate all’accoglienza di minori in strutture socioassistenziali e sociosanitarie ammontano complessivamente a 168.368,80 euro, mentre per i servizi rivolti alla prima infanzia di famiglie in condizioni di fragilità economica o di marginalizzazione sono stati stanziati 14.647,02 euro.
Il Comune ha inoltre riconosciuto a una famiglia affidataria di due minori una diaria di 14.366,64 euro, destinato 39.280 euro all’inserimento in strutture di persone anziane prive di sufficienti risorse economiche e di una rete familiare e impegnato 24.474,14 euro nei servizi di supporto alle famiglie in condizioni di difficoltà economica, sociale o genitoriale.
Nel conteggio, precisa De Donno, non sono comprese le risorse destinate alla refezione e al trasporto scolastico, servizi garantiti a costi progressivamente ridotti in base al reddito e gratuitamente per le fasce economicamente più deboli e per tutti i minori con disabilità. Restano fuori anche gli interventi relativi all’accoglienza internazionale.
Il totale delle somme direttamente considerate raggiunge 331.654 euro.
La telefonata e il varco di Tricase Porto
Conclusa la ricognizione generale sui servizi, il sindaco entra nel merito dell’episodio che ha alimentato il confronto politico e cittadino.
«A volte sarebbe meglio tacere. O omettere di dire. O omettere di pensare. Occorrerebbe avere la decenza morale di fermarsi o informarsi prima di commentare, a maggior ragione quando si è giornalisti o attori della cosa pubblica. Evidentemente sarebbe chiedere troppo».
De Donno sceglie quindi di ricostruire l’episodio partendo dalla telefonata ricevuta dal padre di un ragazzo in carrozzina.
«La storia si ripete, ma non ve la racconterò così. Vi dirò solo ciò che è accaduto. E cioè la telefonata di un padre, che conosco bene, che mi chiede di far scendere il figlio purtroppo in carrozzina da un varco d’accesso ad un’area operativa portuale gestito dal gestore del porto su autorizzazione della Capitaneria di Porto».
Il sindaco spiega che quel passaggio era stato utilizzato più volte in precedenza, quando la sbarra lasciava libero uno spazio per il transito pedonale. Successivamente, però, la situazione sarebbe cambiata per effetto di una disposizione della Capitaneria.
«Alla pretesa di utilizzare quel varco, precedentemente più volte utilizzato quando la sbarra d’accesso non occupava tutto lo spazio carrabile ma lasciava un metro libero per l’accesso pedonale, obiettavo che la Capitaneria aveva deciso di prolungare la sbarra per vietare l’accesso a pedoni e motorini, accesso consentito invece da altri varchi dedicati a disabili e normodotati».
«Il padre insisteva che quello fosse il varco a lui comodo per far scendere il ragazzo e mi chiedeva cosa avessi fatto io se fosse stato disabile un mio figlio. Io ho risposto che poteva chiedere il pass disabili all’ufficio preposto ma servendosi dell’accesso dedicato e non da quello preteso, che se alcuni, come lui stesso sosteneva, alzavano la sbarra in questione, rompendola più volte, per passare stavano commettendo un illecito ed io comunque non potevo autorizzarlo, e risposi che un mio figlio lo avrei portato dell’accesso consentito».
Nel corso della conversazione, De Donno avrebbe inoltre ricordato i servizi predisposti per le persone con disabilità e le iniziative avviate dall’Amministrazione per migliorare l’accessibilità.
«Ho poi commentato che a giorni sarebbe partito il servizio bus per diversamente abili e che avrebbe comunque potuto usufruire del lido per disabili. Alle sue insistenze ho replicato che stavamo chiedendo comunque alla Capitaneria la revisione della lunghezza della sbarra proponendo l’utilizzo di telecamere che ne rilevassero l’uso improprio.
Questo il fatto».
Conclude poi così: «Poi, considerazioni a latere, invito cronisti locali e consiglieri comunali neo eletti ad informarsi e a rilasciare dichiarazioni oneste, citando le decine di pass disabili che rilasciamo ogni anno, i servizi a sbarra aperta, il bus disabili per le marine e il lido attrezzato con le discese appena rinnovate. Ma forse, e mi scuso con il ragazzo fragile, siamo ancora in campagna elettorale…».
Nel pomeriggio di oggi il sindaco incontrerà il comandante della Capitaneria di Porto di Gallipoli, Pierpaolo Pallotti, per affrontare la questione e valutare le possibili soluzioni relative all’accesso all’area portuale.











