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Casarano

Droga, armi improprie e guida in stato di ebbrezza: fioccano le denunce tra Casarano e Gallipoli

Durante i normali servizi di controllo dei carabinieri delle rispettive Compagnie nelle giurisdizioni di competenza

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Una serie di interventi dei carabinieri della Compagnia di Casarano nella zona di giurisdizione.


Proprio a Casarano è stato denunciato un uomo che, pur sottoposto al regime degli arresti domiciliari, era in compagnia di persona estranea al nucleo familiare.


A Taviano denunciato un uomo che nel corso di un controllo alla circolazione stradale, in evidente stato di alterazione   psicofisica   dovuta   al   consumo   di sostanze alcoliche e/o stupefacenti, ha rifiutato di sottoporsi ai previsti accertamenti sanitari. Sottoposto a perquisizione personale è stato trovato in   possesso di 17,5 grammi marijuana.


Sempre a Taviano denunciata una donna sorpresa con patente sospesa alla guida della propria autovettura, sebbene rivestisse la qualità di custode del proprio veicolo sottoposto a sequestro amministrativo.


A Melissano i carabinieri della locale stazione hanno deferito in stato di libertà un uomo che, trovato in possesso di 0,3 grammi di hashish, nel corso dell’identificazione ha fornito ai carabinieri false generalità.


Ancora a Melissano, un uomo, sottoposto al regime degli arresti domiciliari, è stato sorpreso allontanarsi arbitrariamente dalla propria abitazione.


A Ruffano i carabinieri della locale stazione hanno deferito in stato di libertà un uomo poiché, nel corso di un controllo alla circolazione stradale, in evidente stato alterazione psicofisica dovuta al consumo di sostanze alcoliche e/o stupefacenti, ha rifiutato di sottoporsi ai previsti accertamenti sanitari.


Ancora a Ruffano denunciato un uomo con indosso un grammo di marijuana, dopo essere stato sorpreso cederne a terzi ulteriori dosi;


A Taurisano, i carabinieri della locale stazione dopo aver effettuato dei controlli unitamente a personale dell’Enel, hanno denunciato un uomo che aveva allacciato abusivamente la sua abitazione di residenza alla rete elettrica.

Ad Ugento, i carabinieri hanno deferito in stato di libertà sei uomini.


Due di loro sono stati sorpresi con una pistola e una carabina giocattolo prive di tappo rosso;


Un uomo è stato denunciato perché deteneva illecitamente due pugnali ed una stella da lancio ninja con tre lame;


Altra denuncia a carico di un uomo sorpreso a detenere, separata in dosi 6,9 grammi di haschish e 0,4 grammi di cocaina.


Denunciati infine altri due uomini che, nel corso di un controllo alla circolazione stradale, in evidente stato alterazione psicofisica dovuta al consumo di sostanze alcoliche e/o stupefacenti, hanno rifiutato di sottoporsi ai previsti accertamenti sanitari.


Inoltre i carabinieri della Compagnia di Casarano, nell’ambito giurisdizione, hanno: segnalato alla Prefettura di Lecce due giovani per “uso  non terapeutico di sostanze stupefacenti”; controllato 706 mezzi e 890 persone.


Nella sola serata di ieri, invece, i carabinieri della Compagnia di Gallipoli hanno: segnalato 11 persone alla Prefettura per uso non terapeutico sostanze stupefacenti; denunciato un’altra persona per guida senza patente; deferito in stato di libertà due persone per  rifiuto dell’accertamento  dello stato di alterazione psicofisica da stupefacenti; denunciato sette persone per guida in stato di ebbrezza alcolica.


Casarano

Il calcio a Casarano: onori del passato, oneri del presente

Alla ripresa del campionato, rossoazzurri chiamati alla riscossa con nuovo allenatore e i nuovi innesti. Intanto si celebrano palmares e record di una storia gloriosa

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Come in un interminabile e infinito gioco dell’oca, anche questa stagione, la terza in serie D brillantemente conquistata con un incredibile triplete e dopo sette anni di tentativi falliti per un soffio, si sta maledettamente rivelando difficoltosa e problematica per il Casarano del presidente Giampiero Maci.

Oltre agli effetti negativi della permanente epidemia, questo campionato si è presentato ai rossoazzurri molto spinoso, non tanto per aspettative di promozione messe da parte nel programma, quanto per un illusorio avvio, seguito poi da una caduta libera fino alla zona playout, persino corredata dal risultato negativo di 2 a 6 contro il Nola, di proporzioni mai verificatesi nella storia del Capozza.

Con la curva dei tifosi organizzati in rotta da tempo con la Società e gli spalti sempre più abbandonati dal pubblico, la Società, forse un po’ in ritardo, è finalmente intervenuta con alcuni rinforzi all’organico e l’ingaggio del nuovo allenatore, Alessandro Monticciolo, di esperienza nella categoria, conseguendo contro la Nocerina tre punti di platino in una vittoria attesa da ben undici giornate.

A questo punto, vista la sosta di due settimane indetta dalla LND per i contagi diffusi in numerosi gruppi-squadra, non resta che approfittare del mese di sosta (l’ultima partita giocata è del 22 dicembre scorso) per affinare gli schemi e farsi trovare ben preparati alla ripresa delle ostilità, in un girone di ritorno ora ancora più impegnativo, verso il raggiungimento della quota salvezza nel più breve tempo possibile.

Nel frattempo il tifoso delle Serpi, oltre al pronto e fiducioso ritorno allo stadio, può recarsi al virtuale, ossia sul web e, specialmente se giovane, conoscere il glorioso passato della propria squadra del cuore, potendo così scoprire sulle tante pagine di Wikipedia onori e record, non sempre ben considerati, ma ottenuti dalla squadra di una cittadina del sud-Salento, doveroso vanto per ogni autentico sportivo.

*nella foto grande in alto: Il Casarano di serie C1 1982-“83 con Don Tonino Bello, nell’incontro organizzato da Oronzo Russo de ”La Gazzetta del Mezzogiorno” in autostrada a Molfetta.

Giuseppe Lagna

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Approfondimenti

Salento, sempre più vecchi e a rischio spopolamento

Ebbene, si può affermare che lo spopolamento consiste, di là dalla riduzione delle nascite, nel fatto che molti giovani vanno via dal loro paese e non vi ritornano se non per trascorrere le vacanze

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di Hervé Cavallera

È da qualche anno che si registra un forte calo demografico in provincia di Lecce.

Nonostante che da più parti si sostenga che non è (o non dovrebbe essere) un fenomeno inarrestabile, è comunque un fenomeno consistente e deve essere inteso nella sua logica.

Ebbene, in linea generale si può affermare che lo spopolamento consiste, di là dalla riduzione delle nascite, nel fatto che molti giovani vanno via dal loro paese e non vi ritornano se non per trascorrere le vacanze. Il Salento in tal modo diventa una terra di anziani, senza una reale prospettiva di sviluppo (che non sia quello della terra dei vacanzieri) e di vita.

Ora, se si considera la storia, alcuni elementi appaiono indiscutibili. Nel passato il Salento era terra di emigranti per molti delle classi sociali meno abbienti, ma accadeva che dopo anni di lavoro all’estero gli emigrati ritornavano nel proprio paese dove, con i risparmi, si erano adoperati per far costruire una civile abitazione.

Così, grosso modo, almeno sino alla fine degli anni ’60 del secolo scorso. Sempre nel passato, le classi agiate mandavano i loro figli a conseguire la laurea nell’Università di Napoli o in sedi ancor più distanti (Bologna, ad esempio), non essendoci sedi universitarie in Puglia, ma una volta conseguita la laurea il dottore tornava nella propria terra. Ora non più.

Nonostante la Puglia vanti, dal secolo scorso, diverse sedi universitarie (l’Università di Bari è sorta nel 1925 con la Facoltà di Medicina, quella di Lecce è istituita nel 1955, l’Università di Foggia è istituita nel 1999; ad esse devono essere aggiunte le università private e le sedi staccate delle statali a Taranto e Brindisi), il numero di coloro che si laureano fuori regione o che soprattutto si allontanano dal Salento è in crescita.

La diffusione del numero dei laureati salentini non corrisponde, pertanto, alla presenza degli stessi nel Salento. Il tutto, tenendo conto della carenza di strutture industriali o che comunque non richiedano una manodopera laureata, e quindi da utilizzare quanto meno a partire dal diploma della secondaria, ha fatto sì che sia notevolmente cresciuta la frequenza universitaria nella speranza che la laurea garantisca un posto di lavoro di buon livello.

Ciò considerato, il non rientro nel territorio natio dei laureati significa, in una società in cui è esplicita la richiesta di un sapere specializzato, che il Salento, di là dalle sue indiscutibili bellezze paesaggistiche ed artistiche, non è una terra in grado di corrispondere alle richieste di tutti i laureati, come al tempo stesso non è stato in grado di assorbire i diplomati della secondaria in genere né di incentivare esiti lavorativi per i diplomati degli istituti professionali.

La presenza di uno squilibrio tra la richiesta di lavoro specialistico e la soddisfazione della stessa viene, di conseguenza, a gravare sulla responsabilità di una classe politica provinciale, regionale, nazionale che non è riuscita, nel corso dei decenni, a generare delle offerte connesse alla logica del mercato del lavoro.

In breve, al processo di scolarizzazione di massa non si è accompagnato un progetto di vasta portata capace di assorbire in maniera articolata la crescita sociale.

Non si tratta solo di uno spostamento di salentini in altre parti d’Italia, ma addirittura all’estero. È la cosiddetta fuga dei cervelli in cui si ripresenta l’antico fenomeno dell’emigrazione.
Tale parola potrebbe sollevare perplessità nell’età della globalizzazione e sembrare inadeguata, ma così non è quando l’andare via diventa necessario o quando le offerte sono più vantaggiose in altre parti della Penisola o del mondo. Si deve pur vivere, si potrebbe dire drasticamente.

Ma un territorio che si spopola non vuol dire solo perdita di professionisti più o meno di talento. Implica perdita di affetti, indebolimento della cosiddetta classe dirigente, smarrimento delle tradizioni, limitazione delle forze intellettualmente generative.
Senza voler essere catastrofisti, occorre rendersi ben conto del significato del processo in atto.

Non si tratta semplicemente di non perdere concittadini, ma di assicurare, se non proprio la crescita, il perdurare di una civiltà che è un intreccio di affetti, tradizioni, innovazioni.
A tutto questo si aggiunge il fenomeno della denatalità, che ha anche altre sue logiche, ma che attesta la crisi della famiglia tradizionale la quale richiede, per la sua stessa sopravvivenza, progetti a lungo termine.

Al contrario, si tende a vivere alla giornata, con unioni che possono sciogliersi con relativa facilità, generando a loro volta una nuova serie di problemi non sempre vissuti pacatamente.
Come si vede, tutto si collega e si tiene. Non si è giunti, si capisce bene, ad un disastro irrimediabile, ma le premesse, come si è visto, non sono propriamente rosee.

Per riconsiderare il pensiero di Émile Durkheim, occorre che vi sia una dialettica tra statica e dinamica sociale. Una società quale che sia ha sempre bisogno di una coesione connessa a dei valori condivisi capaci di fondare una coscienza collettiva.

La globalizzazione, proprio per le sue aperture sconfinate, può rischiare di travolgere ogni coesione. Ciò diventerebbe assai grave in una società che va perdendo la presenza dei propri giovani.

Si comprende che la via di salvezza necessita di una visione politica di ampio respiro e della capacità di realizzarla e ciò deve accadere in un contesto in cui avviene proprio la fuga dei giovani, ossia di coloro che dovrebbero coniugare tradizione e innovazione.

Tale visione è l’unico percorso da percorrere e bisogna che ciò si manifesti in maniera decisiva.

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Attualità

Covid, terapie intensive quasi piene in Puglia

Leggendo i dati della Cabina di regia nazionale, la posizione della Puglia è ancora in bilico…

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In Puglia è stata superata la soglia critica di occupazione dei posti letto,  fissata al 10% nei reparti di Terapia Intensiva, che decreta il passaggio in zona gialla.

Il tasso di occupazione aggiornato a ieri sera, secondo Agenas, è pari all’11% nelle terapie intensive, mentre nei reparti di Medicina Covid è al 18%, il limite, come sappiamo, è fissato al 15%.

Comunque, leggendo i dati della Cabina di regia nazionale, la posizione della Puglia è ancora in bilico tra la zona bianca e quella gialla, pertanto solo una ordinanza del ministro della Salute Speranza cambierà le cose.

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