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Cronaca

Duplice omicidio consumato in pochi minuti: la prima ricostruzione di quegli attimi

Eleonora aveva appena condiviso sui social la sua felicità. Quattro minuti dopo già le prime chiamate ai soccorsi. Le due vittime ferite alle mani: hanno lottato col killer

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Vi abbiamo riportato gli ultimi sviluppi ed i dettagli emersi in queste ore nell’inchiesta sulla morte di Eleonora Manta e Daniele De Santis, uccisi a Lecce una settimana fa.





Il bigliettino sporco di sangue, i frammenti di guanti in lattice, la freddezza e l’efferatezza del killer (che fanno pensare all’assunzione di stupefacenti prima del delitto), il frame che ha immortalato un uomo incappucciato con zaino in spalla allontanarsi dal luogo del delitto. Tutti elementi che ruotano attorno al lavoro di individuazione dell’identità del colpevole.





In parallelo avanza il lavoro di ricostruzione degli ultimi tragici attimi di vita della coppia.





Come riporta Nuovo Quotidiano di Puglia, pochi minuti prima di affrontare il suo assassino Eleonora aveva postato una storia su Instagram. Erano le 20e49. Condivideva coi suoi follower la gioia per aver iniziato una nuova pagina della sua vita: la convivenza in quell’appartamento di via Montello dove con Daniele si era appena trasferita.





Solo 4 minuti dopo erano partite già le prime chiamate ai soccorsi.




In mezzo, in un paio di giri di lancetta, si è consumato il delitto.





La scena che ne resta racconta parte dell’accaduto: i mobili spostati, le ferite sulle mani delle vittime, la caduta di Daniele sulle scale e il decesso in una pozza di sangue.





Se sulle urla della ragazza resta il mistero (qualcuno giura di averla sentita gridare “No, Andrea no!”), sul resto prevalgono le certezze: Daniele e Eleonora hanno lottato col loro killer. Lei avrebbe provato a sottrarsi alla sua furia sulla soglia di casa. Il giovane arbitro ha invece attraversato il ballatoio che collega il suo appartamento agli altri, per poi crollare sotto i colpi di lama.





Il rumore del suo corpo, accasciatosi sordamente al suolo, è l’ultimo sentito dai vicini che, preoccupati, si sono affacciati dalle loro abitazioni. Si chiudono così quei pochi concitati minuti che hanno preceduto la chiamata ai soccorsi. E in quella forbice temporale resta un altro sospetto: quello che il killer potesse essersi già appostato in zona, magari proprio all’interno del palazzo, in attesa di colpire.


Cronaca

Sigilli a stabilimento balneare di Torre San Giovanni

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Una indagine cominciata nel corso della passata stagione è finita con i sigilli ad uno stabilimento balneare di Torre San Giovanni, nella marina di Ugento.





Con un decreto del Giudice per le Indagini Preliminari, al chiosco e a tutte le opere installate in assenza dei previsti titoli autorizzativi ed in spregio alle numerose norme di tutela ambientale, edilizia e paesaggistica, è stato apposto un sigillo dalla Guardia Costiera di Gallipoli.




Gli elementi attenzionati dai militari sono: una pedana, realizzata mediante scavo nella sabbia e coperta con materiale plastico ed in struttura difforme rispetto alle autorizzazioni. Il chiosco di 40 mq circa che supera la metratura concessa e con copertura diversa da quella prevista dal titolo edilizio. E a pochi passi dal chiosco altri locali adibiti a deposito, infermeria e wc, privi di qualsiasi titolo autorizzativo e coperti con pannelli coibentati in alluminio. Infine gli scarichi dello stabilimento che sono risultati confluenti in una fossa a ridosso delle dune costiere, scavata nella sabbia senza alcuna autorizzazione ambientale.


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Cronaca

Anche Morciano non è più Covid-free: un positivo

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Coronavirus anche a Morciano di Leuca. Sulla pagina Facebook del comune arriva la comunicazione del sindaco col seguente post.




“Si avvisa la cittadinanza che in data odierna abbiamo appreso, in via ufficiosa, che un nostro concittadino (ci piace chiamarlo così anche se non residente perché sono ormai anni che frequenta il nostro territorio) è risultato positivo al tampone per il covid -19 dopo essersi recato, per altri motivi di salute, in ospedale.
L’abbiamo sentito telefonicamente, sta bene e non manifesta nessun sintomo riconducibile al virus. Gli organi competenti (ASL) hanno attivato subito la procedura, in collaborazione con lui, per rintracciare tutte le.persone che nei giorni scorsi hanno avuto contatti sociali con lui. Quest’ultime sono state messe in isolamento domiciliare fiduciario fino al risultato del tampone.
Invitiamo comunque tutta la cittadinanza di comunicare al proprio medico curante eventuali contatti avuti con i soggetti interessati.
Nell’attesa di avere ulteriori informazioni e sviluppi sulla vicenda facciamo i migliori auguri a tutti nella speranza che tutto si risolva per il meglio”.


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Casarano

Casarano: non c’era esplosivo nei Babbo Natale

Falso allarme bomba. La preoccupazione era nata per dei fili che fuoriuscivano dai giocattoli e lasciavano pensare a delle micce pronte ad innescare il presunto esplosivo. Solo uno scherzo di cattivo gusto?

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Per fortuna era un falso allarme.

Tanti avevano temuto questa mattina quando all’ingresso dell’Istituto “Meucci” di Casarano avevano notato delle insolite statuette di Babbo Natale.

Quello che aveva allarmato i passanti e gli studenti era in particolare la presenza di alcuni fili che fuoriuscivano dalle mani dei due Babbo Natale giocattolo.

Subito si è pensato a delle micce pronte ad innescare una o più bombe.

Così, oltre all’intervento dei carabinieri della Compagnia di Casarano si è chiesto quello degli artificieri da Lecce che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area, allontanare studenti e personale scolastico per poi avviare i controlli con il loro robottino.

Fortunatamente, come detto, era un falso allarme e non c’era alcuna bomba; ma i fili, forse, erano stai messi lì a posta per far pensare che vi fosse dell’esplosivo. Solo uno scherzo di cattivo gusto?

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