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La Procura di Lecce ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito di un’inchiesta che riguarda presunti abusi edilizi, falso ideologico e omissione di atti d’ufficio.
Tra i sette indagati compare anche il sindaco rieletto di Gagliano del Capo, Gianfranco Melcarne.
Il provvedimento, firmato dal sostituto procuratore Massimiliano Carducci, coinvolge inoltre il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale di 73 anni, il segretario generale del Comune di 56 anni, la responsabile del settore economico-finanziario di 45 anni, il responsabile del settore Gestione del territorio di 56 anni e due coniugi, rispettivamente di 65 e 60 anni, proprietari dell’immobile e committenti degli interventi finiti sotto la lente degli investigatori.
Secondo la ricostruzione accusatoria, i proprietari e il responsabile dell’Ufficio tecnico avrebbero preso parte alla realizzazione di opere di adeguamento relative a un complesso produttivo, autorizzando anche il cambio di destinazione d’uso da attività artigianale-produttiva a esercizio commerciale destinato alla vendita di prodotti vari e alimentari, senza i necessari titoli abilitativi.
L’inchiesta si concentra in particolare su due autorizzazioni rilasciate nel 2023 che, secondo la Procura, sarebbero incompatibili con la normativa urbanistica vigente nell’area interessata, classificata come zona agricola produttiva.
Agli indagati viene contestato anche il falso ideologico in atto pubblico. Per gli inquirenti, infatti, nei provvedimenti autorizzativi sarebbe stata attestata una conformità urbanistica non rispondente agli strumenti di pianificazione territoriale.
Inoltre, sarebbe stata omessa l’indicazione di una convenzione che regolava il complesso produttivo e che prevedeva specifici vincoli sulla destinazione d’uso dell’immobile.
Un ulteriore capo di imputazione riguarda invece il sindaco Gianfranco Melcarne, il segretario generale, la responsabile del settore economico-finanziario e il responsabile del settore Gestione del territorio.
Ai quattro viene contestata l’omissione di atti d’ufficio per non aver risposto nei termini previsti dalla legge a una richiesta di accesso agli atti avanzata nel 2024 da un consigliere comunale.
Con la chiusura delle indagini preliminari, gli indagati avranno ora la possibilità di esaminare gli atti dell’inchiesta, depositare memorie difensive, produrre documentazione o chiedere di essere interrogati prima delle decisioni definitive della Procura.
La difesa degli indagati è affidata agli avvocati Riccardo Giannuzzi e Luigi Covella, che hanno espresso fiducia sull’operato del sindaco di Gagliano del Capo.




