Il Prefetto ammonisce il Comune di Tricase

Con nota dell’altro ieri, il Prefetto della Provincia di Lecce ha ammonito il Comune di Tricase per non aver ottemperato agli obblighi di legge riguardanti l’approvazione del bilancio di previsione per l’anno 2015.

Un estratto della nota del Prefetto
Un estratto della nota del Prefetto

Il Prefetto, “accertato che il Consiglio Comunale di Tricase non ha ancora ottemperato all’adempimento citato (approvazione del bilancio di previsione anno 2015) nonostante il decorso del termine del 30 luglio 2015; considerato che la mancata approvazione del predetto bilancio ha comportato anche il mancato rispetto del termine del 31 luglio 2015 per i conseguenti adempimenti riguardanti la salvaguardia degli equilibri di bilancio”, ha assegnato “al Consiglio Comunale di Tricase il termine del 2 settembre 2015 per l’approvazione del bilancio di previsione e della salvaguardia degli equilibri di bilancio per l’esercizio 2015, con l’avvertenza che, decorso inutilmente detto termine, si procederà in via sostitutiva all’adempimento mediante apposito Commissario, dando avvio alla procedura di scioglimento del Consiglio Comunale”.

Commenta così dall’opposizione Nunzio Dell’Abate: “Non si può non restare sbigottiti di fronte a cotanta inoperatività e a cotanta “tirrania”, specie se è in gioco lo strumento vitale per il Comune, qual è il bilancio! Coppola, per la terza volta, aveva promesso una “Tricase Migliore” e ci ritroviamo di nuovo con una Tricase che va sempre più in malora”.

Guerino Alfarano, consigliere di minoranza, aggiunge: “Attoniti ed esterrefatti, assistiamo allo sfacelo generato da una amministrazione poco accorta e poco incline al rispetto delle regole che disciplinano la macchina amministrativa, pronta a farsi beffa delle più elementari norme che regolano il buon funzionamento della res publica e degli organi ad essa gerarchicamente  superiori, quasi fosse Tricase una Monarchia a sé stante”. E poi rincara: “Questo episodio rafforza sempre più la convinzione personale di essere stati tutti quanti inghiottiti da un Primo Cittadino despota, poco rispettoso della trasparenza amministrativa e del buon andamento delle funzioni”.