Incendio nell’ecocentro, la Procura indaga: sotto esame l’origine delle fiamme

La Procura di Lecce ha aperto un’indagine per chiarire l’origine dell’incendio che sabato pomeriggio ha interessato l’ecocentro di Ecotecnica a Lequile, struttura posta sotto sequestro dai carabinieri di San Pietro in Lama.

Gli accertamenti dovranno stabilire dove siano partite le fiamme e se esista una relazione diretta tra il rogo sviluppatosi nella vegetazione circostante e quello che ha poi coinvolto l’impianto. Tutte le ipotesi restano al vaglio degli investigatori, anche se quella dolosa avrebbe assunto particolare consistenza.

Tra gli elementi presi in considerazione ci sarebbe la presenza di più focolai visibili in punti differenti. Del caso è stato interessato anche il magistrato di turno.

Ulteriori indicazioni potrebbero arrivare dall’analisi degli eventuali inneschi, affidata ai carabinieri forestali e ai vigili del fuoco. Secondo la ricostruzione fornita dai soccorritori, le squadre erano state inizialmente chiamate per incendi di vegetazione sviluppatisi intorno all’azienda.

Una volta giunti sul posto, gli operatori si sarebbero accorti che le fiamme stavano interessando anche l’ecocentro. Uno dei punti centrali dell’inchiesta sarà quindi ricostruire l’esatta successione degli eventi e verificare l’eventuale collegamento tra l’incendio nel bosco e quello all’interno dell’impianto.

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L’allarme nei comuni e i controlli ambientali

La gravità dell’incendio ha fatto scattare l’allerta a Lequile e nei centri vicini, fino a Galatina. La viabilità è stata modificata e le amministrazioni comunali hanno invitato i cittadini a non avvicinarsi alla zona interessata dal rogo e a tenere chiuse porte e finestre.

Ora l’attenzione è concentrata anche sui risultati delle rilevazioni effettuate dall’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Nella serata di ieri è stata comunque esclusa la presenza di amianto.

Secondo quanto appreso dal Comune di Lequile, i primi risultati potrebbero arrivare in giornata. Sabato pomeriggio tecnici comunali e Arpa avevano installato due centraline per misurare la tossicità dell’aria e verificare la ricaduta sulla popolazione di sostanze inquinanti come diossine e furani, idrocarburi policiclici aromatici e particolato fine.

Le caratteristiche del rogo hanno richiesto particolari precauzioni anche per gli operatori impegnati nello spegnimento. Nell’area è stata infatti portata l’unità mobile di protezione delle vie respiratorie dei vigili del fuoco, insieme alle autobotti e ai pick-up.

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