Carpignano
Lavoro nero: sospensioni, multe e denunce
Maxi controlli dei carabinieri contro il lavoro irregolare e per la sicurezza stradale: 8 lavoratori in nero, sanzioni per oltre 30mila euro e 5 patenti ritirate
Nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio predisposto dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecce, i militari della Compagnia di Gallipoli hanno effettuato una serie di accertamenti mirati.
Nel corso dei controlli sono state esaminate attività commerciali, tra cui bar, ristoranti e locali di intrattenimento situati nella zona di Santa Caterina di Nardò.
Il titolare di un locale, un 55enne leccese, è stato segnalato per aver impiegato sette lavoratori irregolari, per la mancata sorveglianza sanitaria, per aver utilizzato locali non idonei allo stoccaggio di alimenti e per aver installato impianti audiovisivi di controllo senza autorizzazione.
A suo carico sono state previste sanzioni per un totale di oltre 26mila euro.
Al termine di un’analoga attività ispettiva presso una pizzeria, per il gestore dell’attività, un 55enne di Nardò, oltre alla segnalazione anche l’adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività e ammende per oltre 2mila euro e sanzioni amministrative per 2.500 euro.
Questi, infatti, oltre ad aver impiegato un lavoratore irregolare, ha commesso gravi violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e non aveva elaborato il Documento di Valutazione dei Rischi (D.V.R.).
Nel corso della stessa nottata, l’attenzione dei carabinieri è stata rivolta anche alla sicurezza stradale.
Le attività hanno permesso l’identificazione di 150 persone ed il controllo di quasi 100 veicoli.
Elevate oltre 20 sanzioni al Codice della Strada tra cui 5 ritiri di patente ad altrettanti conducenti trovati tutti alla guida in stato di ebbrezza alcolica con valori superiori ai limiti consentiti.
Si tratta di un 41enne di gallipolino, un turista 30enne romano, un 23enne di Specchia, un uomo di 37 anni di Carpignano Salentino ed una donna 46enne di Taurisano.
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Appuntamenti
Stati Generali dei Piccoli Comuni, anche il Salento a Roma
Il 19 e 20 febbraio alla Nuvola confronto nazionale promosso da ANCI. Proprio ANCI Puglia presenta l’Agenda strategica per contrastare spopolamento e fragilità strutturali. I 48 Enti pugliesi portano a Roma una piattaforma di proposte concrete per rafforzare capacità amministrativa, servizi e sviluppo nei centri sotto i 5mila abitanti. Un confronto cruciale in un momento segnato da calo demografico e fuga di giovani competenze
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Al Roma Convention Center “La Nuvola”, gli Stati Generali dei Piccoli Comuni, appuntamento nazionale promosso da ANCI e dedicato alle sfide amministrative e strutturali degli enti con minore popolazione.
La Puglia sarà presente con la Consulta regionale ANCI Piccoli Comuni e con 48 Comuni aderenti al progetto P.I.C.C.O.L.I., rappresentati da sindaci, amministratori e funzionari impegnati nel percorso di rafforzamento amministrativo promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica.
I NUMERI DEI PICCOLI COMUNI PUGLIESI
In Italia i Comuni sotto i 5mila abitanti sono oltre 5.500, circa il 70% del totale.
In Puglia se ne contano 88, pari a circa il 34% dei municipi regionali.
La distribuzione vede 42 piccoli centri in provincia di Lecce, 38 in provincia di Foggia, 6 nel Tarantino e 2 nell’area metropolitana di Bari.
Undici Comuni con meno di 1.000 abitanti si trovano tutti in provincia di Foggia; il più piccolo è Celle di San Vito, con poco più di 140 residenti.
I PICCOLI COMUNI SALENTINI PRESENTI
La Puglia sarà presente con la Consulta regionale ANCI Piccoli Comuni e con 48 Comuni aderenti al progetto P.I.C.C.O.L.I. tra cui i salentini Andrano, Arnesano, Bagnolo del Salento, Cannole, Caprarica di Lecce, Carpignano Salentino, Castri di Lecce, Castrignano De’ Greci, Castro, Cursi, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Martignano, Melpignano, Miggiano, Minervino di Lecce, Montesano Salentino, Muro Leccese, Nociglia, Palmariggi, Salve, San Pietro in Lama, Sanarica, Santa Cesarea Terme, Seclì, Sogliano Cavour, Sternatia, Supersano, Surano, Uggiano La Chiesa e Zollino.
A rappresentarli saranno sindaci, amministratori e funzionari che hanno preso parte al percorso di rafforzamento amministrativo promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica nell’ambito del progetto P.I.C.C.O.L.I., che ha coinvolto oltre 1.500 enti in tutta Italia.
Tra loro anche Michele Sperti (il primo da destra nelle foto in evidenza) sindaco di Miggiano, vicepresidente Vicario di Anci Puglia e componente della Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali, in rappresentanza dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.
SPOPOLAMENTO E FUGA DI LAUREATI
Il quadro demografico resta preoccupante.
Nel 2023 la Puglia ha perso oltre 17mila residenti (–0,4%), con cali più marcati nelle aree interne.
Nei piccoli Comuni il fenomeno appare strutturale: l’età media si avvicina ai 50 anni e aumenta la difficoltà di trattenere giovani e competenze qualificate.
Secondo i dati SVIMEZ, il 26% dei laureati pugliesi si trasferisce fuori regione, generando una perdita significativa di capitale umano.
Il costo complessivo dell’emigrazione giovanile dal Mezzogiorno è stimato in oltre 7,9 miliardi di euro.
Situazioni particolarmente critiche si registrano nei Monti Dauni, dove in alcuni centri il calo supera il 10–15% nell’ultimo decennio, mentre nel Salento la flessione è più graduale ma diffusa. Qui il calo è più graduale ma diffuso (–0,5% medio annuo), con una tenuta relativa delle aree costiere e una crescente vulnerabilità dei piccoli centri, spesso caratterizzati da un’economia stagionale legata al turismo.
Territori diversi ma accomunati da criticità strutturali: carenza di personale nei Comuni, rigidità normative e difficoltà finanziarie che mettono a rischio la capacità degli enti locali di garantire servizi fondamentali.
L’AGENDA DI ANCI PUGLIA
In occasione degli Stati Generali, ANCI Puglia presenterà l’Agenda dei Piccoli Comuni, documento programmatico rivolto a Governo e Regione per rafforzare ruolo istituzionale e capacità finanziaria dei centri minori.
Tra i punti chiave: attivazione del Consiglio delle Autonomie Locali per un dialogo strutturato con la Regione; ripristino di fondi strutturali e investimenti statali dedicati; legislazione differenziata e incentivi per il personale nei servizi essenziali; misure fiscali di vantaggio e semplificazioni PNRR contro lo spopolamento; interventi specifici per Comuni montani e costieri; rilancio delle Unioni di Comuni su base volontaria e incentivata.
Una piattaforma che punta a trasformare le criticità in opportunità, rilanciando i piccoli Comuni come presidio istituzionale, sociale ed economico del territorio pugliese.
Attualità
Vieni via con me
Il fantasma dello spopolamento: restano solo gli anziani, i giovani si trasferiscono altrove per cercare opportunità lavorative e di studio. Nel 2012 contavamo 912mila residenti, tredici anni dopo sono 764mila. Persi 147.500 abitanti in 13 anni, oltre 16 persone in meno ogni 100! I dati degli ultimi due anni confermano il crollo demografico. Pochi i centri in controtendenza
di Giuseppe Cerfeda
Quello dello spopolamento dei paesi per il Salento è un fenomeno complesso che coinvolge aspetti demografici, economici e sociali e che dovrebbe essere costantemente tema centrale nell’agenda politica di chi ci governa a tutti i livelli.
Tutti i rilievi evidenziano un declino delle nascite e l’invecchiamento della popolazione: la bassa natalità e l’aumento della popolazione anziana contribuiscono indubbiamente allo spopolamento.
Così come l’emigrazione giovanile: i giovani si trasferiscono altrove per cercare opportunità lavorative e di studio. E, una volta appurato di persona come altrove le cose spesso funzionino meglio, non fanno più rientro se non per il buen retiro dopo la pensione.
È indubbio come la mancanza o la scarsa organizzazione ed efficienza di servizi essenziali come scuole, ospedali e trasporti pubblici contribuisca a rendere la vita alle nostre latitudini meno attraente. Il nostro sta sempre più diventando un isolamento geografico: con la condizione di area periferica e la mancanza di infrastrutture adeguate che limitano anche lo sviluppo economico.
Gli effetti sono davanti agli occhi di tutti: i paesi del Salento, tranne rarissime eccezioni, stanno perdendo abitanti, soprattutto giovani; la popolazione anziana è in aumento, quella giovane è in diminuzione. È un circolo vizioso, la perdita di capitale umano qualificato e la mancanza di investimenti limitano la crescita economica.
INVERNO DEMOGRAFICO

Nel 2012, la provincia contava 912mila residenti: tredici anni dopo se ne contano 764.491. Il nostro Salento ha, dunque, registrato una perdita di circa 147.500 abitanti, segnando, in 13 anni, un preoccupante calo del 16,17%, oltre 16 persone in meno ogni 100!
Il fenomeno, sia chiaro, rientra nel più ampio inverno demografico italiano, caratterizzato da bassa natalità e aumento della popolazione anziana, ma quello salentino resta comunque un dato allarmante.
Un declino demografico genera un impatto negativo su welfare, consumi e forza lavoro, creando una bomba a orologeria sociale ed economica per il territorio.
Abbiamo isolato i dati Comune per Comune degli ultimi due anni (vedi tabelle sotto con i centri raggiunti dall’edizione cartacea de “il Gallo”) e il trend resta drammaticamente lo stesso tranne, come dicevamo, poche eccezioni con una concentrazione, in particolare, nel Capo di Leuca dove sono in controtendenza, quindi in crescita, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca e Tiggiano che spicca con il dato migliore: negli ultimi due anni ha aggiunto quasi 13 residenti ogni mille abitanti.
Gli altri centri con segno positivo negli ultimi due anni sono: Carpignano Salentino, Melendugno, Palmariggi, Porto Cesareo e Racale.
Né un abitante in più né uno in meno per Cutrofiano.
Tutti gli altri paesi, invece, denunciano una perdita di residenti.
Ovviamente per raggiungere il dato totale della provincia bisogna considerare i numeri delle altre città, anche popolose, come Nardò (30.752 abitanti), Gallipoli (18.934), Galatone (14.850) e Cavallino (13.044).
I POSSIBILI RIMEDI
IIn sintesi, la provincia di Lecce segue il trend nazionale ma con caratteristiche proprie, segnando un marcato calo demografico e un invecchiamento strutturale che richiede interventi strategici di lungo periodo per invertire il processo di spopolamento.
Difficile pensare a una ricetta immediata per invertire la tendenza, anche se è notorio che rimedi per contrastare lo spopolamento includano: investimenti in infrastrutture (migliorare le strade, i trasporti pubblici e le connessioni internet) per aumentare l’accesso ai servizi essenziali; sviluppo economico (promuovere l’innovazione e la diversificazione economica per creare opportunità lavorative) servizi essenziali (garantire l’accesso a servizi come scuole, ospedali e servizi sociali) e politiche di sviluppo (mirate a sostenere le aree interne e i piccoli centri).
I tempi di un eventuale rientro sarebbero necessariamente lunghi ma guai a non pensare a un piano a lungo termine per evitare, un giorno, in mezzo a città fantasma.
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Appuntamenti
Artigianato e tecnologia si fondono nel Presepe
In mostra a Casarano, Matino Ugento e Cannole. Roberta Esposito e Roberto Memmi, entrambi di Casarano, insieme a Katia Luzio di Serrano, hanno trasformato il loro amore per la bellezza e l’artigianato in un progetto creativo che parla al cuore attraverso opere minuziose e altamente evocative
di Antonio Memmi
Dalla passione condivisa di tre amici nasce RKR, una realtà artistica tutta salentina che sta conquistando pubblico e addetti ai lavori grazie a un linguaggio originale, capace di fondere tradizione, innovazione e narrazione visiva.
Roberta Esposito e Roberto Memmi, entrambi di Casarano, insieme a Katia Luzio di Serrano, hanno trasformato il loro amore per la bellezza e l’artigianato in un progetto creativo che parla al cuore attraverso opere minuziose e altamente evocative.
La maestria di questi ragazzi si distingue per la capacità di muoversi con naturalezza tra diverse forme d’arte: dalle miniature, dove la precisione della piccola scala diventa espressione di grande bravura, alla presepistica, reinterpretata con realismo ed emozione, fino ai diorami, veri e propri mondi immersivi in grado di raccontare storie complesse in pochi centimetri.
Ogni creazione nasce sempre ed interamente a mano, utilizzando materiali autentici, ed è arricchita da una progettazione 3D estremamente accurata, che consente di raggiungere livelli di dettaglio altrimenti impossibili.
La tecnologia però non sostituisce certo l’anima artigianale, ma la valorizza.
Le opere vengono dipinte a mano con grande cura, per dare profondità e carattere a ogni figura, mentre la stampa 3D permette di realizzare miniature e soggetti altamente personalizzabili. È così che prende forma un’“arte fatta su misura”, in cui ogni lavoro diventa unico e irripetibile.
Uno degli aspetti più apprezzati del progetto è infatti la possibilità di personalizzazione dei personaggi, sapendo realizzare ritratti miniaturizzati che immortalano persone reali, familiari o figure significative, trasformandole in protagonisti di presepi e diorami o in opere da esporre in qualsiasi contesto.
Un modo originale e intimo di rendere l’arte parte della propria storia personale.
Le opere di “RKR” sono attualmente esposte in diverse mostre locali, a testimonianza di un percorso in costante crescita.
A Casarano, presso Palazzo D’Elia, e a Matino, nel suggestivo Frantoio ipogeo all’interno del Presepe Vivente, le installazioni sono visitabili nei fine settimana e nei giorni festivi.
A Ugento, il Museo Diocesano ospita alcune creazioni del collettivo, mentre a Cannole, presso Masseria Torcito e partecipando al Presepe Vivente allestito nel Parco di Torcito, visitabile il 4, 5 e 6 gennaio 2026, dalle 17 alle 20.
Un traguardo particolarmente significativo è arrivato poi con la selezione di due opere per la storica Mostra d’Arte Presepiale “Città di Salerno”, giunta alla sua XXXI edizione e capace di attirare ogni anno decine di migliaia di visitatori.
Un riconoscimento importante non solo per l’impegno di questi ragazzi ma per l’intera arte presepiale salentina, accolta con entusiasmo in una delle capitali italiane di questa tradizione (e, siccome nessuno è profeta in patria, fra i mille complimenti, attestazioni ed interessamenti è mancato purtroppo proprio quello della propria cittadina).
Il successo ottenuto ha già però posto le basi per nuove e più ampie collaborazioni fuori regione, aprendo scenari promettenti per il futuro.
Un percorso che conferma come il presepe salentino possa ritagliarsi un ruolo di primo piano nel panorama artistico nazionale, continuando a rinnovarsi senza perdere la propria identità.

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