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Momenti di forte tensione nel centro storico di Lecce, dove un giovane ha seminato il panico tra commercianti, passanti e turisti presenti in una delle aree più frequentate della città.
Con il corpo ricoperto di sangue e in evidente stato confusionale, il ragazzo, di origine marocchina, avrebbe cominciato a inveire contro le persone presenti, lanciando tavolini, sedie e sgabelli appartenenti alle attività della zona. La situazione si sarebbe protratta per oltre un quarto d’ora, durante il quale alcuni esercenti avrebbero tentato di contenerlo e di impedire ulteriori danni.
Nel corso della concitata sequenza il giovane avrebbe anche colpito due donne. Sul posto sono intervenuti gli equipaggi della Polizia Locale e dell’Arma dei Carabinieri. I militari, di fronte al perdurare della condotta aggressiva, sono riusciti a immobilizzarlo ricorrendo al taser. Una volta bloccato, il giovane è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118, intervenuto per soccorrerlo.
Restano ancora da chiarire le cause del suo comportamento e l’origine delle ferite presenti sul corpo.
Sull’accaduto è intervenuto l’assessore alla Sicurezza urbana del Comune di Lecce, Giancarlo Capoccia, che ha ringraziato Polizia Locale e carabinieri per la rapidità e la professionalità dimostrate durante l’operazione.
Secondo l’assessore, l’intervento conferma la presenza costante delle forze dell’ordine e la loro capacità di agire quando viene messa in pericolo la sicurezza pubblica. Capoccia ha sottolineato che «chi usa la violenza e mette in pericolo la collettività deve rispondere delle proprie azioni», auspicando l’adozione di tutte le misure previste dalla legge, compreso il Daspo urbano qualora ne ricorrano i presupposti.
L’assessore ha inoltre ribadito la volontà dell’amministrazione di tutelare la vocazione aperta e accogliente della città, mantenendo però una linea rigorosa verso chi minaccia cittadini e spazi pubblici. «Lecce continuerà a essere una città aperta e accogliente verso chi rispetta le regole, ma sarà altrettanto ferma nei confronti di chi pensa di poter imporre la violenza, intimidire i cittadini o compromettere la serenità degli spazi pubblici. La sicurezza non è negoziabile ed è un diritto che le istituzioni hanno il dovere di garantire ogni giorno», ha concluso Capoccia, definendola un diritto che le istituzioni sono chiamate a garantire ogni giorno.




