Lotta ai lidi mascherati, Salve: “Già al lavoro, non ci fermiamo”

Più controlli sul territorio, ma anche un richiamo diretto ai Comuni chiamati a intervenire su criticità che, secondo la Prefettura, non possono essere affrontate soltanto sul piano repressivo.

È quanto emerso dalla riunione, svoltasi il 15 luglio, del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto Natalino Manno, durante la quale sono state esaminate in particolare le situazioni di Gallipoli e del litorale di Salve.

Nel primo caso, dopo i ripetuti furti e danneggiamenti nelle aree di sosta della litoranea sud, è stato disposto il rafforzamento dei controlli ed è stato chiesto al sindaco di sensibilizzare i gestori degli stabilimenti balneari affinché garantiscano una vigilanza più efficace sui parcheggi.

Per Salve, così come per Ugento, l’attenzione si è invece concentrata sulle attività di noleggio di ombrelloni e lettini esercitate abusivamente o oltre i limiti consentiti, con porzioni di spiaggia libera occupate fin dalle prime ore del mattino anche in assenza di clienti.

Oltre al potenziamento dei controlli con il coinvolgimento delle polizie locali, il prefetto ha annunciato l’invio di una nota al sindaco di Salve per chiedere una disciplina comunale più puntuale, capace di regolamentare l’attività economica e tutelare l’uso pubblico degli arenili.

Pubblicità
LWS tra gli articoli

Per tutta risposta, nella giornata odierna l’amministrazione comunale di Salve ha diffuso una nota con la quale ha ricostruito le attività svolte negli ultimi anni e precisato la propria posizione.

«La riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica del 15 luglio scorso, alla quale il Comune di Salve è stato invitato a partecipare, ed ha partecipato, unitamente ai Comuni di Ugento e Porto Cesareo, aveva ad oggetto la “problematica concernente gli accampamenti abusivi in aree demaniali marittime”. Nel corso della riunione, come dichiarato dal comunicato pubblicato sul sito istituzionale della Prefettura di Lecce, l’attenzione si è spostata sul fenomeno dell’esercizio abusivo delle attività di attrezzature balneari nei territori di Ugento e di Salve, e sulla occupazione illegittima di porzioni di spiaggia libera sin dalle prime ore del mattino, anche in assenza di clienti, così da configurarsi la creazione di veri e propri stabilimenti balneari mascherati a danno della collettività».

«Nel comunicato della stessa Prefettura si legge che verrà richiesto al Sindaco di Salve di regolamentare con maggiore rigore l’intero settore attraverso l’adozione di specifiche e dettagliate disposizioni regolamentari al fine di ristabilire l’equilibrio tra attività economiche e uso del demanio».

Viene quindi richiamato l’impegno portato avanti dall’amministrazione comunale:

Pubblicità
Vihara massaggi Tra gli articoli

«Occorre chiarire in proposito che l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Francesco Villanova, nel corso del mandato ricevuto sin dal 2018, è stata costantemente impegnata (anche nel difficile periodo della pandemia da Covid 19) a ricercare un punto di equilibrio tra diritti costituzionalmente garantiti, apparentemente contrapposti, quali il diritto di impresa e quello di libero godimento e fruizione dei beni demaniali (che per il territorio di Salve sono di inestimabile pregio riconosciuto in ambito nazionale e internazionale)».

Nella nota vengono ricordate anche le disposizioni introdotte per disciplinare il noleggio di ombrelloni e lettini:

«Nella ricerca di un punto di giusto equilibrio sono stati adottati specifici atti regolamentari da parte dell’Amministrazione, finalizzati a dare ordine ed a contrastare possibili abusi nell’esercizio delle attività economiche legate alla balneazione; tant’è che nel territorio di Salve non è possibile avviare attività di noleggio di ombrelloni e lettini (diversa dallo stabilimento balneare) senza conformarsi al rispetto del Regolamento comunale sull’uso della spiaggia libera e della Ordinanza balneare approvata dalla Capitaneria di Porto, e quindi senza dimostrare preventivamente il possesso di una attività commerciale a tal fine costituita e autorizzata, comunicare l’esatta quantità di ombrelloni e lettini destinati al noleggio, le relative caratteristiche identificative, l’osservanza delle dotazioni di sicurezza per i bagnanti, e tutto quanto altro necessario».

Un altro passaggio riguarda la delimitazione della dividente demaniale lungo un tratto costiero di circa due chilometri:

Pubblicità
Fertilias Tra gli articoli

«Proprio al fine di contrastare il fenomeno di esercizio abusivo di stabilimenti balneari con occupazione del demanio pubblico, l’Amministrazione comunale di Salve chiarisce e precisa ed è anche ben noto, che è stata impegnata in un lungo iter, anche purtroppo giudiziario, per ottenere finalmente e nonostante i gravi ritardi imputabili alle competenti Amministrazioni dello Stato, la esatta delimitazione della dividente demaniale sconosciuta per tanti lunghi anni, lungo un tratto costiero di circa due chilometri; nonostante il Decreto Ministeriale del giugno 2025, ancora oggi permane ritardo imputabile all’Amministrazioni dello Stato, per il completamento delle ultime, oramai, formalità conclusive».

Viene inoltre ribadita la richiesta di un intervento coordinato delle istituzioni e delle forze di polizia:

«Il Comune di Salve, quindi, ha sempre profuso risorse umane ed economiche per tutelare i diritti dei cittadini, tentando di arginare anche con regole precise i tentativi di abusivo esercizio di attività economiche sul demanio marittimo, richiedendo la fattiva e coordinata collaborazione con le altre istituzioni e, interpellando anche direttamente il Ministero competente, richiedendo più volte ed insistentemente il supporto delle altre forze di polizia, indispensabili per il controllo di così vasto territorio demaniale».

L’adozione del Piano comunale delle coste viene indicata come il passaggio necessario per una regolamentazione complessiva:

Pubblicità
“Cibovagando per il borgo” tutti gli articoli

«L’Amministrazione comunale sarà impegnata come sempre nel tentativo di migliorare gli strumenti a disposizione che potranno essere adottati a conclusione dell’iter procedurale completato e ben conosciuto dalle Amministrazioni Statali competenti, auspicando che ciò possa avvenire nel breve termine per programmare e pianificare e quindi regolamentare con la relativa adozione di un giusto e tanto auspicato piano comunale delle coste che ancora ad oggi non può trovare adozione, ma soluzione unica e certa del problema».

In conclusione viene respinta l’ipotesi di una mancata attenzione da parte dell’amministrazione:

«Si auspica la solerte e concreta collaborazione da parte delle altre Istituzioni, ma certamente alla stessa Amministrazione comunale non può essere rimproverato di non avere profuso ogni sforzo per la tutela dei cittadini, per la disciplina delle legittime iniziative economiche, e per l’approvazione di strumenti di governo importanti ed indispensabili per affrontare e risolvere il problema del demanio».

«L’amministrazione ha più volte già reso edotte le Amministrazioni dello Stato coinvolte nel procedimento, costretta anche a ricorrere all’autorità giudiziaria al fine di ottenere la tutela dei diritti sulla fruizione del pubblico demanio».

Pubblicità
Ciullo