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L’attesa si è conclusa nel modo che familiari, amici e un’intera comunità avevano sperato di poter scongiurare. Il corpo recuperato lo scorso 2 luglio lungo le coste libiche appartiene a Mimmo Piepoli, il kitesurfer di Erchie scomparso in mare il 1° maggio durante un’uscita al largo delle coste pugliesi.
A stabilirlo sono stati gli esami del Dna, disposti dopo il ritrovamento della salma insieme a una muta e a una tavola da kitesurf le cui caratteristiche avevano fatto pensare fin dalle prime ore all’attrezzatura utilizzata dallo sportivo salentino.
La conferma è stata comunicata dal sindaco di Erchie, Giuseppe Margheriti, attraverso una nota rivolta alla cittadinanza.
«Con profonda commozione comunico che in data odierna sono giunti i risultati dell’esame del DNA sul corpo ritrovato lo scorso 2 luglio sulle coste libiche: si tratta del nostro concittadino Mimmo Piepoli, scomparso in mare il 1° maggio scorso».
Il ritrovamento sulle coste libiche
Il corpo era stato recuperato in mare al largo di Bengasi. La presenza della muta e della tavola aveva subito indirizzato gli accertamenti verso Piepoli, del quale non si avevano più notizie da oltre due mesi.
Il Consolato generale d’Italia a Bengasi aveva quindi avviato, insieme alle autorità libiche, le procedure necessarie all’identificazione. La Farnesina aveva mantenuto contatti costanti con la famiglia e con il Comune di Erchie, precisando che soltanto l’esame genetico avrebbe potuto fornire una risposta definitiva.
Una risposta arrivata nelle ultime ore e che apre ora la fase del rientro in Italia.
«A seguito di tale conferma, si attiverà la dovuta procedura di rimpatrio della salma con il coordinamento del consolato italiano a Tripoli», ha spiegato il primo cittadino.
Il dolore della comunità di Erchie
Per settimane familiari, amici e conoscenti hanno atteso notizie, continuando a sperare in un esito diverso. Il sindaco ha espresso la vicinanza dell’Amministrazione comunale a quanti hanno condiviso questi lunghi mesi di angoscia.
«Rivolgo un pensiero alla famiglia e ai conoscenti tutti che hanno vissuto nella speranza di un epilogo positivo in tutte queste lunghissime settimane, tenendo il fiato sospeso nell’attesa dei risultati. Il mio sostegno e quello dell’intera Amministrazione comunale non mancherà in questo momento di grande dolore».
Margheriti ha ringraziato le autorità impegnate nelle ricerche e nelle successive procedure di identificazione, citando i carabinieri della stazione locale, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il deputato Mauro D’Attis e Maria Gaia Pensieri, del Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi Odv.
Il Comune terrà aggiornata la cittadinanza sui tempi del rimpatrio e sull’organizzazione delle esequie. Per Erchie termina così una lunga attesa; resta il dolore di una comunità che potrà finalmente riabbracciare Mimmo e accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.




