Connect with us

Castrignano del Capo

Operaio morto a Leuca: indagati in 4

Ipotesi di reato di omicidio colposo e inosservanza delle norme di sicurezza sul lavoro nei lavori di ristrutturazione di una scuola

Pubblicato

il

Inosservanza delle norme di sicurezza sul lavoro e omicidio colposo. Sono queste le ipotesi di reato con cui sono stati iscritti nel registro degli indagati in 4 per la morte del 58enne operaio bitontino a Santa Maria di Leuca, nei lavori di ristrutturazione di una vecchia scuola.

Era lo scorso 25 agosto quando il 45enne rimase schiacciato dal solaio crollato proprio durante i lavori, iniziati poche settimane prima.

Corrieresalentino riporta l’elenco degli indagati. Si tratta di un 53enne progettista taurisanese, di un 40enne Gallipoli gallipolino responsabile dei lavori, del legale rappresentante della ditta appaltatrice (sia lui che l’azienda bitontini) e del suo direttore dei lavori, originario di Bari.


Castrignano del Capo

Trafficanti di esseri umani: smantellate quattro cellule criminali

Molti degli sbarchi che hanno attirato l’attenzione degli investigatori sono avvenuti negli ultimi 18 mesi sulle coste salentine, interessando le località sull’Adriatico dalle marine leccesi, ad Otranto, fino ad arrivare a  Leuca, e quelle dello Ionio, da Gallipoli alle marine di Nardò

Pubblicato

il

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Lecce e dello S.C.I.C.O. in Italia, la Polizia dell’Attica – Divisione Antimmigrazione in Grecia e della Polizia in Albania ed unità mobili di Europol hanno eseguito in mattinata diverse ordinanze di custodia cautelare e perquisizioni nei riguardi di numerosi componenti di una organizzazione criminale transnazionale dedita al favoreggiamento della immigrazione irregolare verso l’Europa e in particolare verso le coste salentine.

In Italia è stata emessa ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce ed analogo provvedimento coercitivo è stato disposto in Albania su richiesta della S.P.A.K di Tirana a carico di 25 persone.

L’operazione, ribattezzata “Astrolabio”, è il frutto di una complessa e articolata attività di indagine di respiro internazionale svolta grazie alla formazione, attraverso il coordinamento di Eurojust che ne ha promosso, coordinato e supportato le attività, di una Squadra Investigativa Comune (S.I.C.) costituita nel gennaio del 2021 tra la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Lecce, la Procura Generale della Corte di Appello di Atene e la Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana (S.P.A.K.).

Alla Squadra Investigativa Comune hanno aderito la Direzione Nazionale Antimafia – che ha apportato il proprio specifico contributo anche in funzione della conoscenza delle diverse indagini coordinate sul territorio italiano – ed Europol che ha evidenziato, attraverso l’analisi dei dati a sua disposizione, gli elementi investigativi di comune interesse.

Quali componenti della Squadra Investigativa Comune hanno partecipato alle indagini il Nucleo PEF – G.I.C.O di Lecce e lo SCICO della Guardia di Finanza, la Polizia dell’Attica – Divisione Immigrazione – di Atene e la Polizia di Tirana, con la collaborazione dello SCIP – Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza di Tirana instaurando tra di loro, grazie a tale strumento di cooperazione internazionale, una costante, immediata e proficua collaborazione.

Le indagini, durate più di un anno, hanno consentito di acquisire un grave quadro indiziario in ordine all’esistenza di un’organizzazione criminosa unitaria operante in più territori, articolata in quattro cellule criminali composte da cittadini stranieri, in prevalenza siriani, volta al conseguimento di ingenti profitti derivanti dalla gestione dell’illecita attività̀ di trasferimento di migranti, provenienti da varie parti del mondo, attraverso i territori della Turchia, della Grecia e dell’Albania verso le coste salentine e da qui verso altri paesi europei, loro destinazione finale.

L’attività̀ investigativa articolata in intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, nonché́ numerose riprese video, puntualmente riscontrate da servizi di osservazione e pedinamento svolti in Italia, Grecia ed Albania, ha consentito di individuare le rotte tracciate dai trafficanti di uomini e di delineare il ruolo di ciascun partecipe dell’organizzazione.

In particolare: uno dei due gruppi presenti in Italia, diretto dal cittadino iracheno R.A.Q. domiciliato nell’hinterland di Venezia, provvedeva al trasferimento nel territorio italiano ed europeo di migranti irregolari prevalentemente di etnia arabo-siriana; lo stesso con il ruolo di capo, disponendo di una estesa rete di collaboratori presenti in diversi paesi europei, tra i quali la Grecia, dal proprio domicilio coordinava il trasferimento dei migranti dalla Turchia in Italia e in altri Stati dell’Unione Europea.

Il secondo gruppo presente in Italia, diretto dal cittadino iracheno M.M. residente in Bari, provvedeva al recupero dei presunti scafisti nei pressi del luogo di approdo sulle coste salentine, consentendo a questi ultimi di sottrarsi all’arresto agevolando il loro trasferimento in Grecia e la prosecuzione del viaggio sino al rientro in Turchia; in tal modo egli, unitamente agli altri partecipi, consentiva ai presunti “scafisti” di reiterare le condotte illecite e alle diverse cellule dell’organizzazione di continuare ad operare senza soluzione di continuità; provvedeva, inoltre, a prestare attività di ausilio e supporto ai migranti giunti sul territorio salentino avviandoli verso le destinazioni finali.

Il terzo gruppo, presente in Albania e diretto dal cittadino siriano A.S., si occupava del trasferimento dei migranti giunti dalla Grecia nel paese delle Aquile, ove venivano imbarcati alla volta delle coste salentine.

Il quarto gruppo presente in Turchia e diretto dal cittadino iracheno R.A.A.R., provvedeva al trasferimento dei migranti irregolari provenienti da Paesi del Medio Oriente a bordo di imbarcazioni dirette verso le coste salentine e calabresi.

L’attenta analisi dei flussi migratori intercettati durante le indagini ha consentito di risalire al tragitto seguito dai migranti che, partiti dai paesi di origine, raggiungevano la Turchia e da lì intraprendevano il viaggio verso i paesi dell’Unione Europea lungo due direttrici: via mare, con partenza delle imbarcazioni dalla costa turca, ovvero, dopo aver raggiunto i rispettivi paesi, dalla Grecia e dall’Albania; lungo la “rotta balcanica” attraversando i vari Paesi con il supporto di una fitta rete di sodali.

La cooperazione tra autorità giudiziarie e di polizia italiane, albanesi e greche ha consentito di pervenire alla compiuta identificazione dei membri del sodalizio transnazionale contro cui si procede, dimoranti in Italia, Albania, Grecia e altri paesi coinvolti nell’operazione, e di acquisire numerose fonti di prova in ordine agli episodi criminosi ascritti ai vari partecipi.

Gli spostamenti ed i viaggi dei migranti sono stati costantemente monitorati dai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Lecce grazie al supporto dei mezzi in dotazione al Reparto Operativo Aeronavale di Bari della Guardia di Finanza in collaborazione con i velivoli di Frontex schierati in area di operazioni nel Canale d’Otranto.

Le indagini hanno consentito di appurare ben 30 episodi delittuosi, con l’accertamento dell’arrivo sul territorio nazionale di 1.120 migranti irregolari, la compiuta identificazione di 26 presunti scafisti, 8 dei quali arrestati in flagranza di reato (3 in Italia e 5 in Albania), e la denuncia di 52 persone, che allo stato, risultano coinvolte negli illeciti traffici.

Si è accertato che i migranti corrispondevano, su base fiduciaria, il prezzo del viaggio attraverso il cosiddetto sistema “Hawala” (detto metodo “Sarafi”): un vero e proprio sistema bancario abusivo di trasferimento di valori, basato su una vasta rete di mediatori localizzati in varie parti del territorio U.E. ed extra-U.E. Al riguardo, sono in corso attività perquisitorie sul territorio nazionale e greco presso presunte agenzie finanziarie ove risulterebbe depositato il denaro, relativo al traffico illecito di migranti.

Molti degli sbarchi che hanno attirato l’attenzione degli investigatori sono avvenuti negli ultimi 18 mesi sulle coste salentine, interessando le località sull’Adriatico dalle marine leccesi, ad Otranto, fino ad arrivare a  Leuca, e quelle dello Ionio, da Gallipoli alle marine di Nardò.

Continua a Leggere

Attualità

“Un reporter in valigia” chiude con il barocco leccese

Pasticciotto e cartapesta addolciscono l’ultima puntata della web-serie del viaggiatore e video-maker Mirco Paganelli. Tappa anche a Leuca e sulla costa

Pubblicato

il

Termina il viaggio di Un reporter in valigia nel basso Salento.

La web-serie che va alla scoperta dell’identità dei luoghi e dei tesori vicino casa, ha pubblicato sul proprio canale YouTube l’ultimo episodio dedicato a Lecce e Leuca.

Un itinerario tra gusto, arte e natura.

Dal pasticciotto leccese al percorso di trekking lungo il sentiero delle Cipolliane, passando per il Santuario di San Maria di Leuca.

Il viaggiatore e video-maker Mirco Paganelli continua a raccontare in prima persona l’Italia promuovendo il turismo di prossimità.

«Queste ultime stagioni dedicate ad aree completamente diverse del Paese, dal Friuli al Salento», tira le somme l’autore della web-serie, «mi hanno permesso di scoprire il valore della diversità e allo stesso tempo ciò che accomuna tutte le storie che formano la collana di questo progetto».

Dialetti, tradizioni, scenari tra loro differenti, ma dietro vi è la stessa essenza, ovvero «la sapienza del duro lavoro nel costruire una comunità», rivela Paganelli, «forse non a caso il Lavoro è stato inserito nel primo articolo della nostra Costituzione, perché è l’elemento fondante di un territorio, che gli permette di preservarsi nel tempo».

La web-serie pone spesso l’accento sul rischio che corrono alcune tradizioni artigiane di perdersi, nonostante la crescente richiesta di prodotti locali di qualità.

«Riscoprire il nostro territorio e il suo passato», conclude il reporter, «è anche un modo per trovare suggerimenti per il futuro».

È possibile vedere l’ultimo episodio su YouTube.

Presto uscirà una nuova stagione dedicata a una nuova meta, ancora italiana, per ora segreta.

Come guardare gli episodi? 

Durante la pubblicazione di una stagione, ogni venerdì pomeriggio viene caricato uno nuovo episodio sul  canale YouTube, il profilo Instagram @unreporterinvaligia e la pagina Facebook ‘Un reporter in valigia’. Gli episodi vengono trasmessi anche in tv su Teleromagna.

Cos’è “Un reporter in valigia”?

La web-serie a metà tra il documentario e il blog di viaggio, è il frutto del racconto in prima persona del video-reporter Mirco Paganelli che dialoga con lo spettatore unendo approfondimenti storico-culturali a impressioni di viaggio e interviste con la gente del posto. Ogni video è girato e montato in autonomia.

Continua a Leggere

Alessano

GAL Capo di Leuca: obiettivo raggiunto

La spesa pubblica complessiva sostenuta dal GAL Capo di Leuca è di oltre quattro milioni di euro, in linea con il 55% previsto nel Piano di Azione Locale in corso di attuazione. Il presidente Antonio Ciriolo: «Risultato eccellente»

Pubblicato

il

Il Gruppo di Azione Locale “Capo di Leuca” s.c. a r.l. comunica che il 31 dicembre scorso ha trasmesso alla Regione Puglia i risultati conseguiti in termini di utilizzo delle risorse finanziarie a valere sul Programma LEADER, la cui attuazione è coordinata dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia. Dalle risultanze è emerso un dato importantissimo: il raggiungimento dell’obiettivo di spesa assegnato dalla Regione per l’attuazione del Programma LEADER. L’obiettivo per tutti i GAL pugliesi, per l’anno 2021, è stato fissato nel 55% della spesa (quota pubblica) prevista nel Piano di Azione Locale in corso di attuazione.

La spesa pubblica complessiva sostenuta dal GAL Capo di Leuca è di oltre quattro milioni di euro.

Un risultato degno di nota, ottenuto in un periodo difficile a causa della pandemia da virus COVID-19, che ha reso tutto particolarmente complicato, al cui conseguimento hanno contribuito i 22 Comuni dell’area di intervento del Programma LEADER: Alessano, Alliste, Casarano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Matino, Melissano, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce-Acquarica, Racale, Ruffano, Salve, Specchia, Taurisano, Taviano, Tiggiano, Tricase e Ugento e le aziende private che hanno presentato, nei termini fissati dal GAL, le relative domande di pagamento.

Per il Presidente del Consiglio di Amministrazione, Antonio Ciriolo (nella foto grande in alto insieme al direttore Giosuè Olla Atzeni) si tratta di «un risultato eccellente, del quale va dato merito a quanti operano per la crescita economica e sociale del comprensorio, rappresentata in primis dal Consiglio di Amministrazione e dalla struttura tecnica del GAL. Un ringraziamento particolare a tutte le componenti della società consortile, che ho l’onore di presiedere, dai colleghi del consiglio di amministrazione Giulio Sparascio (vice presidente), Gabriele Abaterusso, Adamo Fracasso e Fabrizio Arbace, alla struttura tecnica, guidata dal direttore Giosuè Olla Atzeni e composta dal vice direttore, Emiliano Cazzato, dalla responsabile dell’area tecnica, Arch. Sandra Branca, dagli animatori Maurizio Antonazzo, Cosimo Antonio Rizzo, Grazia Martella, Anna Casciaro e Massimiliano Nenni. Un impegno collegiale finalizzato, quotidianamente, al sostegno alle iniziative di sviluppo attuate dai Comuni e dagli operatori privati. La sintonia fra tutti i destinatari delle risorse LEADER e il GAL ha portato a questo importante risultato, che ci stimola a proseguire sulla strada intrapresa. Nei prossimi mesi la struttura operativa del GAL sarà impegnata ad assistere i beneficiari dei contributi nel completamento dei progetti ammessi a contributo e a programmare altre iniziative previste nella programmazione comunitaria, nazionale e regionale dei fondi destinati allo sviluppo del territorio di riferimento».

Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus