Cronaca
Otranto, sequestrata area demaniale per lavori abusivi sull’arenile
Intervento dell’Ufficio marittimo di Otranto in una zona protetta della costa adriatica
Personale dell’Ufficio marittimo di Otranto ha sequestrato un’area demaniale marittima di circa 4 mila metri quadrati in località Alimini, dove erano in corso lavori non autorizzati di movimentazione della sabbia lungo l’arenile sul quale insiste lo stabilimento balneare di un villaggio turistico.
Secondo quanto accertato durante i controlli, sull’area interessata sarebbero state avviate operazioni di scavo finalizzate al successivo livellamento della spiaggia, attività eseguite però senza le necessarie autorizzazioni previste dalla normativa vigente e in difformità rispetto alle disposizioni urbanistico-paesaggistiche e alle linee guida regionali sulla manutenzione stagionale delle spiagge.
Deviato anche il corso d’acqua naturale
Nel corso dell’intervento sarebbe emerso anche un ulteriore elemento di criticità: lo spostamento della sabbia avrebbe comportato la deviazione del naturale corso d’acqua proveniente dalla zona paludosa retrostante, alterando così il delicato equilibrio ambientale dell’area costiera.
La zona degli Alimini rientra infatti nella rete europea di protezione ambientale Natura 2000, circostanza che comporta particolari vincoli di tutela e stringenti prescrizioni in materia paesaggistica e ambientale.
Sequestrati i mezzi, proprietari denunciati
Le autorità hanno proceduto al sequestro dei mezzi impiegati per l’esecuzione dei lavori e alla denuncia dei proprietari. Sono inoltre in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali responsabilità a carico dei titolari dello stabilimento balneare interessato dalle opere abusive.
Cronaca
Schianto contro auto in sosta nella notte a Montesano
Conducente soccorso e condotto in ospedale, dove l’alcol test sarebbe risultato positivo. I proprietari delle macchine danneggiate: “Eravamo lì poco prima”
Gran botto nella notte a Montesano dove un’auto si è schiantata contro due macchine in sosta in pieno centro abitato.
Attorno all’una il rumore delle lamiere ha rotto la quiete di via San Donato. Per i residenti una amara sorpresa: il conducente di una vecchia Fiat Tipo è finito rocambolescamente contro una Dacia Duster ed una Citroen Ds3.
Sul posto sono accorsi un’ambulanza del 118 ed i Carabinieri della Compagnia di Tricase
Il personale sanitario ha preso in carico il conducente della Fiat, trasportandolo presso l’ospedale Cardinale Panico di Tricase.
L’uomo non ha riportato ferite gravi ma i test di rito avrebbero rilevato un tasso alcolemico superiore a quello consentito dalla legge per mettersi alla guida.
Le due auto da lui colpite, invece, sono di proprietà della stessa famiglia. Una componente di quest’ultima ha affidato ad un post Facebook tutta la rabbia e la frustrazione per quanto accaduto: “Ormai non si può vivere nemmeno più nei piccoli paesini. Una vita fatta di lavoro e sacrifici con una famiglia buttati al vento da un ubriaco che ha scambiato via San Donato per una pista di Formula 1”. Sottolineando come avrebbe potuto consumarsi una tragedia: “Un’ora prima lì sotto c’eravamo noi e i miei figli dopo una serena serata in famiglia passata in pizzeria”.
Cronaca
Minaccia di morte l’ex compagna davanti ai figli minori: arrestato 34enne
Ancora un episodio di violenza domestica nel Salento, dove i Carabinieri di Spongano hanno arrestato un uomo di 34 anni, operaio, accusato di atti persecutori e maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la relazione tra i due si sarebbe conclusa lo scorso marzo dopo una serie di comportamenti vessatori che, nel tempo, avrebbero portato la donna a subire minacce, ingiurie, aggressioni verbali e fisiche, con conseguenti lesioni personali.
L’episodio più grave si è verificato nella serata di ieri. Tutto sarebbe iniziato con una lite telefonica tra i due ex conviventi.
L’uomo, non accettando la fine del rapporto, avrebbe poi raggiunto l’abitazione della donna e, dopo aver forzato una persiana e infranto il vetro di una porta finestra, si sarebbe introdotto all’interno dell’appartamento.
Una volta entrato in casa, il 34enne avrebbe nuovamente aggredito verbalmente l’ex compagna, arrivando a minacciarla di morte davanti ai figli minori della coppia, presenti durante la scena.
La donna, nonostante il forte stato di paura, è riuscita ad allertare immediatamente i Carabinieri denunciando quanto accaduto. I militari intervenuti hanno avviato una rapida attività investigativa che ha consentito di ricostruire la vicenda e rintracciare il presunto responsabile.
Considerata la gravità dei fatti e il contesto familiare in cui si sono verificati, l’uomo è stato arrestato e, su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Lecce, trasferito presso la casa circondariale del capoluogo salentino.
Cronaca
Giovane operaio intrappolato: paura in un caseificio
Momenti di forte tensione: il giovane lavoratore è rimasto cosciente durante le operazioni di soccorso prima del trasferimento d’urgenza in ospedale
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Una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Lecce – sede centrale – è intervenuta nel Comune di Galatina, ieri intorno alle 09:15, presso un caseificio sito in via G. Viva snc, a seguito di un infortunio sul lavoro verificatosi all’interno dello stabilimento.
Giunti sul posto, i Vigili del Fuoco hanno accerattao che un operaio era rimasto con la mano, il braccio e l’avambraccio incastrati all’interno di un macchinario industriale utilizzato per la lavorazione delle mozzarelle.
La squadra operativa ha effettuato un delicato e complesso intervento tecnico di soccorso, operando con estrema cautela e precisione al fine di liberare l’arto dell’uomo ed evitare ulteriori conseguenze traumatiche.
Il ragazzo, classe 2000 e residente a Galatina, è rimasto sempre cosciente durante tutte le fasi dell’intervento.
Ultimate le operazioni di soccorso, il malcapitato è stato affidato al personale sanitario del 118 e successivamente trasportato d’urgenza presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per le cure del caso.
Sul posto intervenivano anche i Carabinieri della Stazione di Galatina e personale dello SPESAL dell’ASL competente, per gli accertamenti e gli adempimenti di competenza.
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