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Alessano

Scivola sul terrazzo e perde i sensi: salvata dai soccorsi

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Cade in terra e sviene. Grande spavento nel pomeriggio per una turista.

Intorno alle 17 la donna, L.P. le sue iniziali, una anziana di Nerviano (Milano) in vacanza in Salento, è scivolata ed ha perso i sensi.

Il tutto nella marina di Novaglie, sul terrazzo della casa dove la donna si trovava.

In suo aiuto sono accorsi dapprima i sanitari del 118 di Gagliano con una lettiga e poi i vigili del fuoco del Distaccamento di Tricase. La signora era caduta infatti su un terrazzo raggiungibile soltanto con una scala a chiocciola molto stretta e ripida.

Praticamente impossibilitati a portarla giù facendola passare da quella scala, i pompieri hanno dovuto imbracarla e portarla giù con una barella apposita montata sul cestello della autoscala del 115.

Alessano

Sulla Tricase-Alessano si procede…a zig-zag

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Lavorare sotto al sole cocente, si sa, non è facile. Ma qui forse i 40 gradi odierni non bastano a giustificare la grossolana imprecisione di chi ha tracciato la segnaletica orizzontale in foto.

Siamo sulla Tricase-Alessano, la strada provinciale 187, dinanzi alla cripta della Madonna del Gonfalone.

Negli scatti postati su un gruppo Facebook di Tricase da un utente della strada, Rocco Giannuzzi, l’incredibile zigzag della segnaletica orizzontale. Le strisce appena tracciate lasciano spazio alla facile ironia.

Dopo l’errore, il rimedio

Nunzio Dell’Abate, fresco di nomina a collaboratore a titolo gratuito della Provincia di Lecce, ci spiega che l’azienda ha ammesso l’errore ed ha già rimediato, come nella foto che segue.

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Alessano

“Venivano all’estremo mare. Luoghi e borghi del Capo di Leuca”

Con i disegni di Piero Pascali, cammino intrigante tra i borghi di Supersano, Ruffano, Taurisano, Ugento, Acquarica del Capo, Presicce, Salve, Morciano di Leuca, Patù, Castrignano del Capo, Gagliano del Capo, Alessano, Corsano, Tiggiano, Tricase, Specchia, Miggiano e Montesano Salentino

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Sarà un’atmosfera medievale quella che all’interno del castello di Presicce-Acquarica (loc. Acquarica) ospiterà mercoledì 5 agosto alle 20 la presentazione del volume “Venivano all’estremo mare Luoghi e borghi del Capo di Leuca”, da parte del Collegio Geometri e la Società di Storia Patria di Lecce.

Il volume, realizzato da Piero Pascali (disegnatore) e Daniele Capone e pubblicato da Giorgiani con il sostegno del Collegio Geometri di Lecce, comprende più di 170 disegni e racconta con uno sguardo nuovo i tesori paesaggistici e le bellezze architettoniche dei Comuni dell’estremo sud della penisola salentina in punta di matita, accompagnati da descrizioni e arricchiti da approfondimenti storici.

È il terzo questo di otto volumi, ciascuno dedicato a una specifica zona della provincia di Lecce, che compongono il progetto editoriale “Salento ad inchiostro di china” e fanno parte della collana “Cultura e Storia” della Società di Storia Patria di Lecce diretta da Mario Spedicato.

Dopo il successo degli altri due, “Come bianchi di farina. Luoghi e borghi della Terra di Castro” (2018) e “Là dove Idrusa sorrise. Otranto e il suo entroterra” (2019), eccola quindi arrivata la terza tappa del viaggio proposto da Pascali e Capone, che porta il lettore in un’altra area vasta e complessa, quella del Capo di Leuca, ricchissima di storia, testimonianze artistiche e tesori naturalistici, invitandolo a percorrere un cammino intrigante tra i borghi di Supersano, Ruffano, Taurisano, Ugento, Acquarica del Capo, Presicce, Salve, Morciano di Leuca, Patù, Castrignano del Capo, Gagliano del Capo, Alessano, Corsano, Tiggiano, Tricase, Specchia, Miggiano e Montesano Salentino.

Dopo i saluti di Luigi Ratano, presidente del Collegio Geometri di Lecce, Ennio Rizzo, presidente emerito dello stesso Collegio e Veronica Verardo, presidente della Pro loco di Acquarica del Capo, interverranno Daniele Capone, responsabile del progetto editoriale “Il Salento ad inchiostro di china” ed Hervè Cavallera, docente dell’Università del Salento, insieme a Piero Pascali e ad alcuni degli autori dei saggi di approfondimento contenuti nel libro, Paolo Vincenti, Francesca Ruppi, Roberta Durante, Gigi Montonato Carlo Stasi (inventore, quest’ultimo, della leggenda di Leucasia). Introduce e coordina l’incontro Mario Spedicato, docente UniSalento e presidente della Società di Storia Patria di Lecce.

«È un viaggio emozionante», sottolinea Ratano, «quello che ci regalano i “bozzetti” di Piero Pascali con il commento di Daniele Capone, un progetto editoriale che il Collegio Geometri ha fatto proprio con entusiasmo, arricchito dai preziosi saggi di numerosi studiosi. Siamo certi che quando la collana sarà completata, sarà stato reso un grande servizio alla nostra terra».

«Siamo certi che nei molti lettori (e, speriamo, nei molti giovani) che sfoglieranno questo volume», rimarca Rizzo nella premessa del libro, «possa sempre più radicarsi il desiderio di
salvaguardare le bellezze architettoniche e ambientali che il Salento custodisce».

«Ho imparato più tardi», aggiunge Capone nell’introduzione, «che un viaggio a Leuca, un viaggio nelle terre del Capo è un affascinante viaggio nella storia, capace di riservare sorprese anche al più smaliziato dei turisti, al più disincantato dei viaggiatori…».

 

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Alessano

Covid: se torna, come siamo messi?

Abbiamo gli anticorpi? Mappatura in 15 paesi, Giuseppe Maglie, sindaco di Montesano Salentino: «Se il virus da noi non ha circolato per nulla, cosa accadrà se dovesse scatenarsi una nuova ondata in autunno?»

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Mappare il covid? Si può.

È l’idea di 15 Comuni salentini: arrivare a 100 test in 100 comuni, proposta di Alessano, Andrano, Bagnolo del Salento, Corsano, Diso, Maglie, Melissano, Minervino di Lecce, Montesano Salentino, Ortelle, Poggiardo, Ruffano, Spongano, Surano e Uggiano la Chiesa.

I Comuni condivideranno con il SISP della Asl di Lecce lo studio che prenderà in esame un campione che sarà costituito in parte da comunità colpite dal virus e in parte da comunità che non hanno avuto nessuna positività; le categorie oggetto dello studio sono quelle più a rischio, ovvero le categorie che sono state maggiormente esposte durante la fase del lockdown quali Forze dell’ordine, volontari della protezione Civile, dipendenti pubblici che non hanno lavorato in smartworking, medici di base, farmacisti, personale degli esercizi commerciali di generi di prima necessità, eventuali operatori sanitari che non hanno effettuato tamponi o comunque nessun controllo sierologico, altri cittadini che hanno i requisiti.

Il campione di popolazione esaminato va dall’1 al 2 per cento per i Comuni con più di 5mila abitanti e dall’1 al 4 per cento per i Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti.
I test sierologici saranno effettuati in laboratori di analisi cliniche accreditati.

Le spese relative all’effettuazione dei test sierologici saranno a totale carico delle amministrazioni comunali.

Il sindaco di Montesano Salentino, Giuseppe Maglie

Chi ha tanto spinto per questo progetto è il sindaco di Montesano Salentino, Giuseppe Maglie, di professione biologo e quindi piuttosto ferrato in materia di virus e infezioni virali:

«Il progetto coinvolge 15 Comuni, e tra noi e la ASL vi è un protocollo d’intesa. Stiamo effettuando i test sierologici per lo screening e la mappatura degli anticorpi».

Spieghiamolo a tutti: cosa si intende con mappatura degli anticorpi?

«Si tratta di ricercare su un campione rappresentativo la presenza o meno di anticorpi. Dalla loro presenza noi ci rendiamo conto di come ha circolato il virus nei nostri territori, perché la stranezza è stata che in alcuni Comuni ci sono stati alcuni casi, in altri nessuno. Attraverso questo screening sierologico riusciremo a mappare questa situazione. Da tenere presente che, mentre l’ISTAT l’ha fatto a campione, noi stiamo andando a testare le categorie maggiormente a rischio, cioè quelle attività che hanno continuato a lavorare durante la fase di lockdown, come le forze dell’ordine, la protezione civile, i medici, gli infermieri. Tra queste figure la possibilità di trovare contagiati asintomatici che hanno sviluppato gli anticorpi è più alta rispetto al resto della popolazione perché sono categorie di persone che hanno continuato a lavorare e non sono rimaste chiuse in casa come la stragrande parte di tutti gli altri cittadini».

In percentuale quanti test vengono effettuati rispetto agli abitanti?

«Abbiamo coperto una fascia dall’uno al quattro percento. Per esempio a Montesano dove siamo quasi 3mila abitanti sono stati effettuati circa 100 test, a Maglie per esempio che conta circa 14mila ne saranno fatti sicuramente più di 100. Comunque minimo di 100 test per Comune sono stati fatti o si stanno tuttora facendo. I test in totale saranno tra i 1.500 e i 2mila e rappresenteranno lo specchio della situazione della circolazione virale di questa fascia di territorio».

Che vantaggi porterà la mappatura?

«La mappatura serve a capire quanto ha circolato da noi il virus. Se ha circolato poco, verrà sicuramente fuori una vasta porzione di cittadini sprovvista di anticorpi. Questo da un lato è positivo perché significa che il virus da noi non ha attecchito, probabilmente a causa di fattori ambientali o altri aspetti a noi ignoti, ma dall’altro lato ci fa stare preoccupati nel momento in cui dovesse scatenarsi una nuova ondata: in quel caso saremmo sprovvisti di difese immunitarie. Teniamo conto, per fare un paragone, che ci sono alcune aree del nord dove il sessanta o il settanta percento della popolazione è stata colpita dal virus raggiungendo un livello di immunità della stessa popolazione abbastanza elevata; se dovesse emergere dal nostro studio e dallo studio dell’ISTAT (“che però è andato male perché più della metà dei cittadini non ha fatto il test”), che il virus ha circolato molto poco, significherebbe che siamo quasi tutti sprovvisti di anticorpi e quindi soggetti ad un rischio molto più elevato di contrarre la malattia. Questo aspetto pone un grande punto interrogativo sul futuro. Se dovesse venire fuori da questi 2mila test una percentuale abbastanza irrisoria di presenza di anticorpi tra i nostri abitanti, è il segnale tangibile che il virus non ha quasi circolato per cui bisogna prepararsi bene».

In quanto tempo saranno pronti i dati?

«Credo che a fine mese avremo i dati di tutti i paesi coinvolti. Una volta in possesso di tutti questi dati, insieme alla ASL, comunicheremo agli organi di stampa l’esito di questo studio, sul quale noi Comuni stiamo lavorando da molti mesi. L’ideale sarebbe stato poterlo realizzare in tutti i comuni salentini e poter quindi contare sulla mappatura dell’intero territorio salentino, tra cui anche quei Comuni del nord Salento dove il virus ha verosimilmente circolato con maggiore intensità. Il nome che abbiamo proposto al progetto è stato “Cento test in cento comuni”, proprio per lanciare un messaggio a tutto il territorio salentino. Ricordo che il costo di cento test è poco più di mille euro, a Montesano ho deciso di offrirlo io utilizzando la mia indennità; so che in qualche altro comune le giunte stanno facendo altrettanto. Si tratta in fondo di una spesa irrisoria per un Comune con la possibilità però di realizzare sul proprio territorio uno studio molto importante. È chiaro che sarebbe stato molto meglio avere una mappatura completa di tutto il territorio salentino, dovremo però al momento accontentarci della mappatura nei nostri 15 paesi, che è già un gran risultato».

Carlo Casto

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