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Cronaca

Spacciatori in trasferta

Beccati sul litorale salentino 4 giovani della provincia di Bat con un market della droga in auto

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Notte in discoteca finita male per quattro giovani sul litorale di Santa Cesarea. Più che ballare i 4 avrebbero voluto far sballare qualcuno: fermati dai carabinieri di Maglie sono stati trovati infatti in possesso di una sorta di market della droga nella loto auto.


Gianlorenzo Rutigliano

Gianlorenzo Rutigliano


Fermati a bordo di una VW Lupo condotta da Gianlorenzo Rutigliano, 23enne di Bitetto, già noto alle forze dell’ordine, i giovani, due uomini e due donne in totale, hanno tradito del nervosismo sospetto, spingendo i militari ad approfondire gli accertamenti.


Alessandro Liso

Alessandro Liso


Da sotto a un tappetino del veicolo sono così spuntate fuori 15 dosi di ketamina e 25 dosi di cocaina per un peso complessivo di 6 grammi. Addosso ad un passeggero, Alessandro Liso, 29enne di Andria, anch’egli già noto, sono state trovate 47 dosi di ketamina occultate negli slip, nonché la somma di 145 euro ritenuta provento di attività illecita.

Jennyfer D'Avanzo

Jennyfer D’Avanzo


Su un’altra passeggera, Jennyfer D’avanzo, 19enne di Andria, sono state trovate 12 dosi di MDMA per complessivi 6 grammi, 3 dosi di cocaina per grammi 3, circa un grammo di hashish ed una dose di ketamina.


I tre sono stati tratti in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sottoposti, secondo le puntuali direttive del pm di turno, il dott. Arnesano, i primi due alla custodia in carcere a Borgo San Nicola, mentre la terza agli arresti domiciliari. La quarta occupante del veicolo, D.C. 21enne di Barletta, è stata deferita in stato di libertà per concorso nel reato contestato agli arrestati.


Tutta la sostanza stupefacente è stata sottoposta a sequestro.


Cronaca

Cocaina in casa: arrestato 33enne a Tricase

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Arresto in mattinata a Tricase ad opera dei militari del nucleo operativo radiomobile.

Durante una mirata attività finalizzata alla repressione dei reati in materia di stupefacenti, è stato beccato in flagranza di reato V. D. F., 33enne, in una perquisizione personale e locale effettuata presso il suo domicilio.

Qui, i carabinieri hanno rinvenuto 195 grammi circa di cocaina, di cui una parte custodita in busta in cellophane, ed una restante parte di circa 22 grammi ripartita in 5 involucri in cellophane termosaldati.

Trovate anche 12 sostanze da taglio non identificate, un bilancino elettronico di precisione e la somma contante di 440 euro in banconote di piccolo e medio taglio, ritenuta Provento della attività illecita di spaccio.

Infine: materiale atto al confezionamento dello stupefacente ed un iphone sottoposto a sequestro assieme al resto del materiale citato.

Il 33enne, dopo le formalità rito, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce.

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Cronaca

Siria, diplomata anche da lassù

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Sono passati 7 mesi da quella tragica notte ma Siria, morta in un temendo incidente sulla SS275, vive ancora nel cuore dei tanti che la conoscevano e la amavano.

La sua scuola, il Liceo Linguistico di Tricase, ha deciso di ricordarla con un simbolico gesto: il rilascio del suo diploma di maturità.

Un modo per provare anche a colmare, in parte, quell’enorme vuoto che, in questi giorni di esami già stravolti dal Covid-19, ha riacuito il dolore per la sua perdita.

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Cavallino

Omicidio-suicidio a Torino: le ultime ore prima della tragedia

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Una tragedia che non è nata dal nulla quella consumatasi ieri a Torino in una famiglia salentina.

Chiara Rollo, 33 anni, ingegnere gestionale, viveva all’ombra della mole. Sua mamma, Luana Antonazzo, 60 anni, insegnante di matematica a Lecce, si era accorta da tempo che qualcosa non andava e venerdì si è precipitata in Piemonte dalla figlia.

Ha provato convincerla a tornare a casa, a Cavallino, ma Chiara, ieri notte, l’ha freddata a coltellate.

E poi, quando gli agenti della polizia hanno raggiunto il suo appartamento, si è buttata dal nono piano, l’ultimo, del palazzo dove abitava.

Il fidanzato Matteo ha lanciato l’allarme. La madre, prima dell’aggressione, lo aveva sentito per chiedere il suo aiuto.

Gli aveva detto che sua figlia non sembrava più in sé: era diventata aggressiva e le sembrava scompensata.

Queste le parole nel messaggio inviatogli alle 4e30, poco prima di morire.

Matteo al risveglio ha letto quanto scritto dalla donna. Ma era ormai troppo tardi.

Chiara soffriva di una forma di psicosi comportamentale che, da quanto racconta chi la conosceva, l’aveva portata nel 2019 ad un ricovero. Poi aveva perso il lavoro. Un duro colpo arrivato pochi giorni fa, a fine giugno. Alla madre aveva detto di sentir di aver fallito.

L’istinto materno qui non serviva per far capire alla 60enne che la figlia aveva bisogno di aiuto. Da qui il viaggio con partenza immediata che l’ha portata al tragico ed inatteso epilogo.

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