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Casarano

Tricase: tentato furto all’ex “Adelchi”

Rubano un furgone a un artigiano di Collepasso e si recano nell’ex calzaturificio per sottrarvi degli stampi in alluminio. Arrestati due casaranesi

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I militari dell’aliquota Radiomobile della Compagnia di Tricase, in collaborazione con quelli delle Stazioni dei carabinieri di Alessano e Specchia, nella giornata di ieri, 15 giugno, hanno arrestato in flagranza di reato per furto aggravato Cosimo Giorgino e Matteo Simone De Blasi, entrambi 21enni di Casarano.


Simone Matteo De Blasi

Simone Matteo De Blasi


I due si sono resi protagonisti del furto di un furgone e di tentato furto ai danni dell’ex calzaturificio Adelchi di Tricase.


Sono stati scoperti proprio grazie al furgone rubato, un Renault Kangoo di proprietà di un artigiano di Collepasso che, tramite il sistema di localizzazione satellitare, è stato rintracciato nella zona industriale di Tricase.


Qui i giovani ladri casaranesi sono stati sorpresi nei capannoni dell’ex calzaturificio. Vi si erano introdotti scavalcando le reti di recinzione e forzando le porte d’ingresso allo scopo di sottrarre gli stampi in alluminio custoditi nella fabbrica in disuso.

Cosimo Giorgino

Cosimo Giorgino


Colti in flagrante, Giorgino e De Blasi, dopo le formalità di rito, sono stati dichiarati in arresto per il furto del furgone e per il tentato furto successivo. Su disposizione del P.M. di turno, la dott.ssa Mignone, sono stati accompagnati presso le loro rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari.


Il mezzo rubato, nel frattempo, è stato restituito al legittimo proprietario.


Attualità

L’e-commerce cresce, senza sosta, per numero di imprese e di addetti

Dal lockdown ad oggi: +10,9 per cento. I trend nelle province pugliesi

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L’e-commerce cresce, senza sosta, anche in Puglia, per numero di imprese, localizzazioni ed addetti. È quanto emerge dall’ultimo studio condotto da Davide Stasi, responsabile dell’Osservatorio Economico Aforisma (school of management, associata Asfor).


Il lavoro di ricerca e di analisi prende in esame tutte le aziende del settore, iscritte nelle Camera di Commercio. «Il canale online – spiega Stasi – offre alle imprese, sia grandi che piccole, opportunità di business fino a qualche anno fa inimmaginabili e non è un caso che, tra le attività di vendita al dettaglio quelle in progressiva e costante crescita siano proprio le attività che commercializzano articoli e prodotti da acquistare sulla base di materiale pubblicitario disponibile in rete, cataloghi o informazioni presenti sui vari siti internet. La fornitura di servizi via internet è classificata con il codice Ateco 47.91.10 (“Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”)».


«A livello nazionale – evidenzia l’autore dello studio – la provincia di Roma si colloca al primo posto per numero di aziende attive nell’e-commerce, con 2.286 attività. Seguono Milano (2.074) e Napoli (2.019). Al settimo posto della graduatoria, si trova Bari (comprensiva della Bat, con 592 imprese), poi al 16esimo posto Lecce (367), al 26esimo Foggia (225), al 34esimo Taranto (197) e al 50esimo Brindisi (155). Per un totale regionale di 1.536 imprese (contro le 873 di cinque anni fa). Durante il lockdown e nei mesi successivi, in Puglia, hanno aperto 151 attività, pari al 10,9 per cento in più (erano 1.385 al 31 marzo scorso)».


In Puglia, le localizzazioni sono 1.847, dove sono impiegati 1.945 addetti, di cui 843 lavorano in provincia di Bari, 487 in quella di Lecce, 262 in quella di Foggia, 190 in quella di Taranto e 163 in quella di Brindisi.

In tutta Italia, si contano 25.115 imprese attive (erano 13.961 a fine 2015). L’incremento è di 11.154 unità, pari al 80 per cento. Le localizzazioni sono 30.248 contro le 16.594 di cinque anni fa. Gli addetti sono 34.189 addetti (a fronte dei 18.093 del 2015). La crescita di 16.096 addetti corrisponde all’89 per cento di addetti in più nell’ultimo quinquennio.


«Solitamente – aggiunge Stasi – le merci vengono ordinate per corrispondenza, per telefono o tramite modalità specifiche indicate sui diversi siti web. A seconda delle loro caratteristiche, i prodotti acquistati possono essere scaricati direttamente dalla rete internet o recapitati al cliente. Grazie al digitale cade ogni tipo di barriera geografica e temporale (anche le piccole realtà possono oggi espandere il proprio raggio d’azione a livello nazionale e addirittura internazionale) con ricadute ovviamente positive per il fatturato. Si affinano nuove tecnologie e percorsi di acquisto e vendita e l’e-commerce diventa un formidabile strumento di marketing e profilazione, ma anche il canale ideale per erogare informazioni su prodotti-servizi sempre più ricche e complete e rafforzare il rapporto azienda/consumatore. In base alla natura dei soggetti coinvolti è poi possibile distinguere diverse declinazioni del concetto di e-commerce: si parla di Business to business (B2b) quando la relazione è tra due imprese (una fornitrice e una acquirente) e di Business to consumer (B2c) quando la relazione è tra un’impresa fornitrice e un consumatore finale».


Per il responsabile dell’Osservatorio, «si contano almeno sei vantaggi per le aziende se diversificano con la propria attività, grazie all’e-commerce: il sito di vendita online è sempre aperto e si può acquistare in qualsiasi momento della giornata, senza limiti di giorni e di orario; si possono moltiplicare le possibilità di business, ampliare il bacino di utenza, anche all’estero; si può risparmiare perché i costi di un e-commerce sono più contenuti ed inferiori rispetto ad un negozio tradizionale; si possono pianificare più facilmente le azioni commerciali, comunicando in tempo reale le novità di prodotto, le prossime uscite, le promozioni in corso; si può acquisire una maggiore visibilità, in quanto può contribuire a definire e migliorare l’immagine aziendale; si possono implementare le nuove strategie commerciali, perché attraverso un canale di vendita online si possono monitorare meglio gli acquisti, grazie agli strumenti di web analytics per avere una visione completa dell’andamento delle vendite, ma non solo. Attraverso un sito e-commerce è possibile, infatti, monitorare i percorsi realizzati dagli utenti, i prodotti più visualizzati, le transazioni effettuate e acquisire preziose informazioni per profilare il target».


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Casarano

Maltrattamenti in famiglia: arrestato 28enne a Casarano

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Arrestato a Casarano, dai carabinieri della locale stazione, un 28enne. I militari hanno dato seguito ad un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Lecce – Ufficio esecuzioni penali.





Il 28enne è ritenuto colpevole di
maltrattamenti in famiglia, commessi nell’agosto 2016, per cui dovrà scontare la pena detentiva residua di anni 1 mesi 1 e giorni 9 di reclusione.




Espletate le formalità di rito, il giovane è stato tradotto presso un istituto religioso in regime di detenzione domiciliare, così come disposto dall’autorità giudiziaria.


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Attualità

Calzaturiero, Filograna rilancia

Nasce la “Antonio Filograna”: nel capannone di 6mila mq previsti produzione di calzature e di articoli di pelletteria ed una scuola di formazione: un vera Academy per il settore

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C’è chi, nei momenti di crisi, si nasconde in un angolo e spera supinamente che passi e chi invece si butta e decide di scommettere sulla ripresa; un po’ come quel servo, di evangelica memoria, che nasconde sotto terra il talento ricevuto e l’altro che invece lo investe e lo raddoppia.

Un industriale che ha deciso di non nascondersi ma che invece si è lanciato in un investimento vero ed importante c’è ed è un casaranese doc: Antonio Sergio Filograna

Erede di due importanti e impegnativi cognomi oltre che di un impero industriale calzaturiero purtroppo decaduto per colpa della crisi di alcuni decenni fa; una prima crisi, specifica di settore, che ha praticamente azzerato il distretto industriale più grande del Salento ma che, dopo alcuni lunghissimi anni, ha visto proprio Antonio Sergio Filograna avere il coraggio di scommettere sulla ripartenza, investendo capitali propri e puntando su calzature di alta qualità.

Quella scommessa in realtà è già stata vinta perché, nonostante le mille difficoltà, la rinascita produttiva di Casarano c’è stata e quindi quel giovane imprenditore ha già avuto ragione.

Ora ci riprova ma noi prima di tutto dobbiamo correggere quel termine scommessa spesso utilizzato perché in realtà non rende merito al progetto da lui stesso annunciato.

Scommessa vuol dire affidarsi esclusivamente al proprio intuito, un po’ come puntare un numero qualunque sulla roulette e affidarsi poi alla fortuna, mentre invece il progetto di cui parliamo non è frutto della temerarietà di uno sprovveduto, quanto piuttosto scaturito da un’attenta analisi del mercato, da un piano di sviluppo realizzato da una squadra di professionisti e anche, perché no, dal fiuto e dal coraggio che contraddistinguono ogni buon imprenditore.

«Nonostante la pandemia, il mondo del lusso non si è mai fermato», ha dichiarato Antonio Sergio Filograna, «e allora abbiamo riconsiderato un precedente progetto di sviluppo che stava per essere definitivamente abbandonato».

Nello specifico si tratta della costituzione di un polo di produzione che prenderà il nome di “Antonio Filograna” (in memoria dello zio e padre adottivo che ha creato un impero economico partendo dal nulla) e che sarà completamente distinto dalla Leo Shoes, con un management indipendente ed un destino tutto proprio.

Il piano di sviluppo è triennale e si concretizzerà in uno stabilimento il cui capannone (che un tempo ospitava la “Filanto Boys”) già sorge a pochi metri dalla Leo Shoes stessa. Nei suoi 6mila metri quadri, sarà organizzato in tre diversi lotti con il primo riservato alla produzione di calzature, il secondo (la vera novità per il nostro territorio) alla produzione di articoli di pelletteria ed il terzo invece sarà una vera e propria scuola di formazione: un Academy per il settore.

«L’attività relativa alla produzione di pelletteria partirà in realtà in un secondo momento», evidenzia l’imprenditore casaranese, «perché è una materia nuova per il nostro territorio e non ci sono  ancora le figure specializzate per la produzione a livello industriale. Nel solo calzaturificio puntiamo ad impiegare da subito 80 addetti che gradualmente aumenteranno sino a 190 e sono già partiti i tirocini per circa 50 risorse. È una sfida stimolante», conclude Antonio Sergio Filograna, «perché, al di là del progetto industriale, noi vogliamo formare la futura forza lavoro di questa terra».

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