Fevi

Tricase, una mesta cerimonia per una Principessa

TRACCE DI STORIA. UNA TUMULAZIONE A TRICASE

di Hervé Cavallera

   Nella mattinata del 4 giugno, trovandoci, mia moglie ed io, nel Cimitero di Tricase abbiamo avuto modo di assistere, presso la Confraternita di Maria SS.ma Immacolata di Sant’Angelo, chiesa realizzata nel 1624 per volontà di  Cesare Gallone, alla tumulazione dei resti mortali di Maria Bianca Gallone (1895-1982), X principessa di Tricase; Pietro Giovanni Battista Gallone (1855-1931),  IX principe di Tricase e padre di Maria Bianca; Giuseppina Moncada (1860-1946),  dei principi di Paternò, madre di Maria Bianca; Antonietta dei baroni Melodia (1829-1924), moglie di Giuseppe Gallone, VIII principe di Tricase e nonna di Maria Bianca.

   Le spoglie – con il consenso dei discendenti Francesca, Giacinta, Fabrizia e Sinibaldo Nobili Vitelleschi e, Simon, XII principe di Tricase, Eleonora ed Emanuela Guerri Dall’Oro Gallone –  sono state traslate da una cappella malmessa del vecchio cimitero in disuso di Piazza Cappuccini grazie all’iniziativa e all’impegno di Andrea Bentivoglio, di sua sorella Betty e di Mario Turco. Pochi i presenti: Guido e Anna Sparasci, Antonio Schimera e i già citati. La benedizione è stata impartita da Don GianLuigi Marzo

    Una mesta cerimonia se si pensa che erano  salme appartenenti ad una famiglia che dalla metà del XVI aveva retto le sorti di un grande feudo e che aveva favorito la costruzione di chiese che sono un vanto della città. Né questo solo.

Va infatti ricordato che nel 1663 il principe Stefano II Gallone fece istituire una scuola pubblica con un lascito economico affinché si pagasse un maestro che insegnasse gratis ai meno abbienti. Così successivamente fu realizzata una specie di farmacia per venire incontro ai bisogni dei Tricasini.

Pubblicità
il Gallo pubblicità

Non mancò quindi nel tempo una particolare attenzione per le sorti dei cittadini più bisognosi  Inoltre tra i principi va particolarmente ricordato Giuseppe (1819-1898), VIII principe di Tricase, senatore del Regno dal 1861 alla morte, che si segnalò per i suoi studi ermetici. Furono inoltre dei nobili ben disposti per le arti e la principessa Maria Bianca, di cui ricordo la solenne figura, fu autrice di numerosi volumi di poesie e di saggi sul monachesimo greco. 

   Si tratta di un passato, non sempre lontano, che meriterebbe una corretta attenzione da non limitare a Tricase, comprendendo nel tempo il feudo, oltre a Tricase con le sue frazioni,  Andrano, Nociglia, Supersano, Torricella, Salve, Specchia Gallone e il Bosco di Belvedere. Pertanto bene è stato fatto a provvedere, anche grazie a Vito Cavalieri, Priore della Confraternita di Sant’Angelo, ad una più degna sepoltura di tali personaggi.

Ed è certamente opportuno che si torni ad essere più attenti conoscitori del proprio passato plurisecolare e di coloro che positivamente hanno operato.