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Tutto bene quel che finisce… con ospiti in salvo, ma il litorale ugentino ferito

L’emergenza sul litorale ugentino è ufficialmente rientrata. Dopo i momenti di forte tensione vissuti nelle scorse ore a causa dell’incendio che ha interessato un ampio tratto di costa, la situazione è ora sotto controllo e non si registrano ulteriori criticità.

Fondamentale si è rivelata l’azione coordinata dei soccorsi, che ha consentito di contenere rapidamente il fronte delle fiamme, evitando conseguenze più gravi per persone e strutture.

Resta il danno ambientale provocato dal rogo, che ha colpito la vegetazione della zona costiera, ma il peggio sembra ormai alle spalle.

In una nota ufficiale, il Vivosa Resort ha voluto rassicurare ospiti, collaboratori e partner, confermando il completo superamento dell’emergenza.

Il Vivosa comunica infatti che tutti gli ospiti e i membri del personale sono al sicuro e che l’incendio sviluppatosi nelle scorse ore è stato gestito senza conseguenze per le persone: non si registrano feriti né situazioni di rischio residuo.

Nella nota, la struttura sottolinea che la situazione è stata gestita grazie all’efficace attuazione del piano di emergenza coordinato dal dottor Argento, al quale viene rivolto un sentito ringraziamento.

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Determinante, evidenzia il resort, è stato anche il tempestivo intervento dei due Canadair inviati dal Ministero in seguito alla richiesta avanzata direttamente dal Vivosa alle autorità competenti durante le fasi più critiche.

Secondo quanto riferito dal resort, l’incendio ha interessato principalmente la macchia mediterranea circostante e la struttura in legno del bar sulla spiaggia. La pineta che circonda il complesso, invece, è stata salvaguardata e non avrebbe subito danni significativi.

L’affondo politico: «La sicurezza del nostro territorio non si improvvisa»

Sul fronte politico, non sono mancate le polemiche. Dal gruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro punta il dito contro la gestione regionale del sistema antincendio, parlando di una Puglia ancora impreparata davanti alle emergenze.

Nel suo intervento definisce quanto accaduto a Torre San Giovanni come «l’ennesimo scempio», accusando la Regione di farsi trovare «ancora una volta impreparata e in affanno sul fronte della protezione civile e della lotta agli incendi boschivi».

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Secondo Pagliaro, il problema è strutturale: «si rincorre l’emergenza invece di prevenirla», tra mezzi insufficienti, convenzioni non rinnovate e carenze organizzative.

Da qui la richiesta di un’audizione urgente in Commissione per fare chiarezza sul sistema AIB e una ricognizione dei mezzi antincendio acquistati con fondi pubblici ma, a suo dire, inutilizzati.

L’intervento del Governo nazionale

Pagliaro ha inoltre sottolineato come l’intervento decisivo sia arrivato dal Governo nazionale con i Canadair partiti da Lamezia Terme e Ciampino, osservando che «quando l’emergenza esplode, è il livello centrale a dover coprire i vuoti e i ritardi del livello territoriale».

Un affondo netto che si chiude con un monito: «La sicurezza del nostro territorio non si improvvisa a incendio in corso, si pianifica prima».

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Oggi, dopo la paura, resta almeno una certezza: l’emergenza è finita, ma il conto per il territorio è ancora tutto da pagare.