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Ugento accompagna nel suo ultimo viaggio Daniele Congedi, il 28enne la cui morte ha sconvolto la comunità e suscitato commozione ben oltre i confini della città. Alle 17, nella chiesa Cattedrale di Ugento, si sono svolti i funerali del giovane.
È stato il momento del silenzio, del raccoglimento, della vicinanza a una famiglia precipitata in pochi giorni dall’angoscia dell’attesa al dolore più grande. Domenica mattina Daniele era uscito di casa in bicicletta. Quando non aveva fatto ritorno, i familiari avevano dato l’allarme e la Prefettura aveva attivato il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse. Le ricerche si erano concluse nella tarda serata con il ritrovamento del suo corpo lungo la strada tra Ugento e Racale.
Da allora la vicenda ha colpito profondamente Ugento. Perché dietro le cronache, gli accertamenti e le domande ancora senza risposta resta soprattutto una giovane esistenza interrotta improvvisamente. Ed è questo, nel giorno dei funerali, che è prevalso su tutto: il dolore per Daniele, l’abbraccio ai suoi familiari, agli amici e a quanti gli hanno voluto bene.
Un dolore che appartiene a Ugento, ma che Ugento oggi condivide con un territorio molto più vasto. In questi giorni la storia di Daniele è entrata nelle case di tanti, seguita prima con la speranza che le ricerche potessero avere un esito diverso e poi con lo sgomento provocato dalla scoperta di quanto accaduto.
Le indagini, intanto, proseguono. Un 22enne di Ugento si è presentato ai carabinieri accompagnato dal proprio legale dopo averlo investito ed è finito al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce. Gli accertamenti dovranno ricostruire nel dettaglio la dinamica e chiarire ogni responsabilità.
Anche l’autopsia ha aperto ulteriori interrogativi: secondo quanto emerso, Daniele non è morto sul colpo. Gli investigatori dovranno quindi stabilire cosa sia accaduto nei minuti successivi all’impatto e quale eventuale incidenza avrebbe potuto avere un soccorso tempestivo. La ricostruzione tecnica dell’incidente è ancora in corso e sarà la magistratura a dare risposte a interrogativi tanto delicati.
Ma oggi quelle domande sono rimaste, almeno per qualche ora, fuori dalla porta della Cattedrale.
Dentro c’erano un ragazzo di appena 28 anni, la sua famiglia e una comunità chiamata ad affrontare uno di quei momenti nei quali qualsiasi parola appare insufficiente.
C’erano amici, conoscenti e persone che forse Daniele non lo avevano mai incontrato, ma che in questi giorni hanno sentito la sua storia terribilmente vicina.
Il cordoglio di Ugento diventa così quello di un intero territorio. Un abbraccio collettivo che non può cancellare quanto accaduto, ma può almeno accompagnare una famiglia nel momento più difficile.
Oggi Daniele compie il suo ultimo viaggio. E lungo quella strada, questa volta, non sarà solo.





