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Cronaca

Santa Cesarea dopo l’ennesimo incendio

La denuncia: «Un territorio che continua a bruciare non è solo frutto del caso, della sfortuna o di una mano criminale: è il risultato di una negligenza politica costante, di scelte rimandate, di promesse mai mantenute»

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Il Salento d’estate brucia e non solo per il clima torrido.


Brucia perché qualche idiota arma la sua mano e applica dei fuochi che fanno presto a diventare incendi e devastare tutto.


L’ennesimo rogo domenica scorsa ha inferto un altro duro colpo alla vegetazione o a quel che ne rimane di Santa Cesarea Terme.


La nota località turistica è uno dei luoghi più colpiti dall’escalation di fuoco che nelle ultime estati ha raggiunto livelli poco sostenibili anche per vigili del fuoco e protezione civile i cui uomini e donne sono continuamente sul campo per limitare i danni.


Accogliamo e pubblichiamo di seguito lo sfogo-denuncia del consigliere comunale di opposizione di Santa Cesarea, Emanuele Piscopo.


«Una piaga che riguarda tutto il nostro territorio e che necessita di risorse, mezzi e strategie coordinate»


«Un’eclissi lunga 15 anni: Santa Cesarea continua a bruciare tra silenzi e negligenze.


C’è chi domenica ha ammirato l’eclissi di luna e chi, come noi cittadini di Santa Cesarea, ha visto nuovamente eclissata la propria terra.


Un maxi-incendio ha devastato ancora una volta le nostre pinete e le nostre bellezze naturali, colpendo esattamente le stesse aree già intaccate negli anni scorsi e mai ripulite, mai messe in sicurezza, mai difese da chi dovrebbe tutelarle.


È inaccettabile che dopo quasi 15 anni di amministrazione Bleve non sia stato ancora avviato un vero percorso di prevenzione e di investimento in strumenti seri di contrasto al fenomeno degli incendi.


Un territorio che continua a bruciare non è solo frutto del caso, della sfortuna o di una mano criminale: è il risultato di una negligenza politica costante, di scelte rimandate, di promesse mai mantenute.


Non da meno Regione Puglia ed Ente Parco; spettatori passivi di un fenomeno che, invece, richiederebbe interventi decisi e misure straordinarie.


Gli incendi che negli ultimi mesi hanno devastato la Baia delle Orte e la Palascia di Otranto dimostrano che non sono un problema solo di Santa Cesarea: sono una piaga che riguarda tutto il nostro territorio e che necessita di risorse, mezzi e strategie coordinate. Occorre che Regione ed Ente Parco sostengano i Comuni nell’attivazione di presidi fissi di protezione civile nei territori più esposti, come già avviene altrove, finanziando l’acquisto di tecnologie innovative, dai termoscanner per individuare i focolai sul nascere, fino a droni e sistemi di sorveglianza che possano monitorare h24 le zone più a rischio.


È necessario dare seguito al progetto di riutilizzo delle acque reflue per interventi rapidi di spegnimento, rimasto nei cassetti da anni.


E ancora: perché non creare un fondo regionale di emergenza per i comuni colpiti che consenta di intervenire subito?


Perché non si ha lo stesso impegno come quello impiegato per ricevere i soliti contentini economici pre-elettorali per i lavoratori in attesa degli stipendi da mesi e flagellati dall’incapacità gestionale delle Terme SpA?


Perché non coinvolgere le associazioni locali, i volontari e il mondo agricolo in piani condivisi di prevenzione?


Continuare a ignorare queste possibilità significa condannare il Salento – non solo Santa Cesarea – a rivedere ogni estate lo stesso incubo di fiamme, fumo e devastazione.


Al danno ambientale e paesaggistico, poi, si aggiunge, come sempre, quello economico.


Diverse strutture ricettive hanno subito danni diretti dal fumo e dalle operazioni dei mezzi aerei, mentre altre hanno visto i propri ospiti abbandonare le camere, spaventati e indignati, come già accaduto negli anni passati.


Non si tratta solo di un colpo d’immagine, ma di perdite reali, di prenotazioni cancellate e di danni che qualcuno dovrà finalmente assumersi la responsabilità di risarcire. Non è più possibile che imprenditori e lavoratori del settore turistico, che costituiscono l’ossatura economica del nostro paese, vengano lasciati soli, ogni volta, a contare i danni e a ricostruire, senza che vi sia una politica seria di prevenzione e di tutela del comparto.


Il dramma dell’altro giorno non può passare come un episodio isolato né essere liquidato con i soliti comunicati di circostanza.


I cittadini di Santa Cesarea hanno il diritto di vivere sicuri nelle loro case, di non dover improvvisare difese di fortuna contro le fiamme, di non vedere ogni anno bruciare i propri sacrifici e di non sentirsi abbandonati dalle istituzioni.


È dovere di chi governa porre la sicurezza e la salvaguardia del territorio al primo posto, non ridursi a comparse che parlano solo quando le fiamme lambiscono i comuni vicini e tacciono quando il dramma riguarda Santa Cesarea.


L’eclissi di domenica scorsa è durata qualche minuto, ma quella che oscura Santa Cesarea va avanti da troppo tempo. Se Regione, Comune ed Ente Parco continueranno a voltarsi dall’altra parte, un’intera comunità rischierà di scomparire tra le ombre dell’incuria e dell’indifferenza».


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Cronaca

Bronchiolite fatale: si spegne neonato di Gagliano

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Un dramma ha colpito, alle prime ore di questa mattina, la comunità di Gagliano del Capo. 

Un neonato ha perso la vita per complicanze derivanti da una infezione virale acuta su bronchi. 

Il piccolo era stato ricoverato in ospedale, presso il Cardinale Panico di Tricase. Le condizioni, purtroppo, sono rapidamente precipitate ed il piccolo, di poche settimane, si è spento questa mattina. 

La notizia ha sconvolto la comunità di Gagliano che si prepara, nella giornata di domani, a stringersi attorno al dolore dei suoi cari. 

Nel frattempo, entrambe le liste candidate alle imminenti amministrative hanno deciso di sospendere i comizi in segno di rispetto verso la famiglia per l’accaduto.

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Cronaca

Schianto sulla SP68: coppia finisce in ospedale

L’incidente ieri pomeriggio lungo la Sp68 nel territorio di Melissano: coinvolte due auto, sul posto 118 e forze dell’ordine

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Intervento dei sanitari del 118 e delle forze dell’ordine ieri pomeriggio lungo la strada provinciale 68 che collega Taviano a Casarano, dove si è verificato un violento incidente stradale tra due automobili, una Renault Twingo e un’Audi A6. Lo schianto è avvenuto per cause ancora in fase di accertamento.

Ad avere la peggio è stata una coppia che viaggiava a bordo della Renault Twingo. I due feriti sono stati soccorsi direttamente sul posto e successivamente trasferiti in codice rosso presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, a causa della violenza dell’impatto.

Le vetture hanno riportato danni significativi e sono rimaste sulla carreggiata fino al completamento delle operazioni di soccorso e messa in sicurezza. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti incaricati dei rilievi, necessari per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità.

Proseguono gli accertamenti per chiarire le cause che hanno provocato il violento impatto tra i due veicoli.

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Cronaca

Polizia, controlli nel Salento: malamovida, droga, foglio di via

Nel corso delle attività, che hanno portato all’identificazione di 4.445 persone e al controllo di 1.797 veicoli, particolare rilievo assume l’episodio avvenuto a Galatina, dove due giovani donne sono state fermate nei pressi della stazione ferroviaria: per la maggiorenne è scattato un foglio di via con divieto di ritorno per due anni

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Nel corso della mattinata del 16 maggio, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, una pattuglia della Squadra Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Galatina ha notato nei pressi di un bar situato in prossimità della stazione ferroviaria 2 giovani donne straniere che si avvicinavano con insistenza a un gruppo di persone anziane.

L’atteggiamento ritenuto sospetto ha indotto gli agenti a procedere a un controllo. Le due donne, domiciliate a Lecce, sono risultate una maggiorenne e una minorenne. Dagli accertamenti è emerso che la maggiorenne era già nota alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, in particolare furti commessi ai danni di persone anziane, ed era inoltre destinataria di diverse misure di prevenzione, tra cui fogli di via emessi in più città italiane.

L’analisi dei precedenti ha evidenziato un modus operandi ricorrente: la donna, dopo aver conquistato la fiducia delle vittime, prevalentemente persone anziane, approfittava delle loro condizioni di vulnerabilità per sottrarre monili in oro, orologi e denaro.

Considerata l’assenza di una valida giustificazione della presenza nel comune e il quadro dei precedenti, il Questore ha disposto nei confronti della maggiorenne un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel territorio di Galatina per due anni.

L’episodio si inserisce nel più ampio dispositivo di controlli straordinari effettuati dalla Polizia di Stato nell’ultima settimana su tutto il territorio provinciale, finalizzati al contrasto della criminalità diffusa e alla prevenzione dei reati predatori e dello spaccio di sostanze stupefacenti. Complessivamente, le attività hanno portato all’identificazione di 4.445 persone e al controllo di 1.797 veicoli, con particolare attenzione alle aree sensibili del capoluogo e ai contesti interessati dal fenomeno della malamovida.

Nel corso del servizio straordinario disposto nella giornata di sabato 16 maggio nel capoluogo salentino, sono stati impiegati numerosi reparti della Polizia di Stato, con il coinvolgimento della Squadra Mobile, del Reparto Prevenzione Crimine, della Polizia Scientifica, delle Volanti e della Divisione Polizia Amministrativa, oltre al supporto della Guardia di Finanza con unità cinofile antidroga, della Polizia Locale e della Polizia Provinciale.

I controlli si sono articolati su più fronti. Sul versante della malamovida, le verifiche si sono concentrate nelle aree del centro storico interessate da recenti episodi di aggressioni ai danni di minori, con il presidio delle zone di piazza Libertini e del Convitto Palmieri.

Sul fronte degli stupefacenti, sono stati effettuati controlli antidroga e segnalati alla Prefettura 2 soggetti per detenzione di hashish, oltre al sequestro complessivo di oltre 23 grammi di sostanza stupefacente rinvenuta anche presso il Convitto Palmieri.

Infine, nell’ambito dei controlli amministrativi ed edilizio-commerciali, sono stati effettuati accertamenti su esercizi pubblici della città: la Polizia Locale ha controllato 3 attività commerciali, elevando una sanzione per occupazione abusiva di suolo pubblico, mentre la Questura proseguirà con le valutazioni istruttorie per eventuali ulteriori sanzioni amministrative.

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